www.ivanbassodailyblog.com

Ivan Basso Daily Blog

Ivan diventa manager della Team Fundación Alberto Contador

pixiz-17-08-2017-14-53-32.jpg

 

Articolo di Tuttobiciweb

 

 

La Fondazione Alberto Contador sbarca nel ciclismo Continental : la società spagnola responsabile del nuovo team di sviluppo della Trek-Segafredo ed avrà Polartec e Kometa come sponsor.
Alberto Contador, creatore della Fondazione che porta il suo nome, si unirà così al suo grande amico Ivan Basso, che sarà il responsabile del progetto, mentre Fran Contador assumerà la gestione amministrativa.
Trek-Segafredo si è affidata all'esperienza della Fondazione Alberto Contador che da cinque anni ormai gestisce una formazione juniores e una Under 23. Gli sponsor del progetto saranno l’americana Polartec (creatrice dei tessuti più performanti) e l’italiana Kometa (azienda alimentare impegnata in diversi mercati), che hanno firmato un impegno di tre anni.
La nuova squadra permetterà a giovani ciclisti di crescere con il supporto della Trek Factory Racing e avrà la sua base operativa a Pinto (Madrid), proprio nella città natale di Contador, pur mantenendo un forte legame con la Valtellina, in particolare con Bormio, dove la squadra svolgerà diversi camp nel corso della stagione.
Ivan Basso spiega : "Questa squadra è la realizzazione di un sogno che Alberto ed io abbiamo maturato da molto tempo, dopo aver condiviso molte esperienze come avversari e amici. Volevamo creare qualcosa insieme e sono felice e orgoglioso di essere riuscito a farlo grazie al supporto di Trek-Segafredo. Il nostro obiettivo è quello di continuare a lavorare con i giovani insieme a Trek-Segafredo, Polartec e Kometa".
Alberto Contador aggiunge : "Quello che ci ha spinto  creare questo progetto insieme a Ivan è la voglia di restituire al ciclismo un po’ di quello che mi ha dato. Siamo convinti che unendo le forze possiamo fare molto, aiutando i giovani a raggiungere il professionismo. Grazie a Polartec e Kometa, con il sostegno fondamentale di Trek-Segafredo, daremo vita ad una squadra Continental all’insegna dei valori insiti nel ciclismo : lavoro di squadra, solidarietà, costanza e sacrificio".
Luca Guercilena, direttore generale di Trek Segafredo, conclude : "Per Trek-Segafredo investire nei giovani non è solo una necessità, ma anche un impegno etico per il futuro del ciclismo. Lavorando con Alberto, abbiamo conosciuto da vicino la Fondazione, il loro modo di lavorare con i giovani ed è per questo che abbiamo proposto a loro la gestione di questo grande progetto. Il nostro obiettivo è cercare e aiutare a crescere i migliori talenti e con la Fondazione Alberto Contador abbiamo trovato il modo migliore per farlo".

 

 

 

@IBdailyblog


17/08/2017
0 Poster un commentaire

Ivan : "Il Milan tornerà grande con il mio amico Montella"

GC 13.jpg

 

 

Vincitore di due Giri d’Italia (nel 2006 e nel 2010, ndr), ma anche secondo (nel 2005, ndr) e terzo (nel 2004, ndr) al Tour de France. Ivan Basso, oltre che ad essere stato un grande campione di ciclismo, è anche un grande tifoso del Milan. Noi di PianetaMilan.it lo abbiamo incontrato : ecco le sue parole in esclusiva.

 

 

- Ivan, sappiamo che tu sei un grande tifoso rossonero. Ma cos’è per te il Milan ?

Sono da sempre milanista ed è una passione che si è rafforzata nel tempo. Sono stati tanti i giocatori che mi hanno avvicinato ai colori rossoneri, ma come non si può non citare il trio olandese formato da Ruud Gullit, Marco Van Basten e Franklin Rijkaard. Tre fenomeni con i quali il Milan ha vinto tutto. Io ero un ragazzino e ho vissuto alla grande quegli anni, quando quella meravigliosa squadra ci faceva vincere scudetti, Coppe Campioni e Intercontinentali. Ma oltre agli olandesi, come non citare i vari Franco Baresi, Paolo Maldini, Roberto Donadoni, Alessandro Costacurta, grandi campioni in tutto e per tutto, come ad esempio anche Gennaro Gattuso, Andrea Pirlo, Massimo Ambrosini, Andriy Shevchenko, Kakà e tanti altri. La mia passione rossonera è forte e la sto trasmettendo ai miei figli, uno dei quali sta già facendo la trafila delle giovanili al Vismara.

 

 

- Cosa ne pensi del nuovo corso milanista e del mercato portato avanti dalla nuova dirigenza ? 

Bisogna ringraziare innanzitutto il presidente Berlusconi, che secondo me nell’immaginario collettivo resterà sempre "il Presidente". Lo aveva detto e così è stato: "Cederò il Milan soltanto a chi mi darà la garanzia di un rilancio della squadra, a partire dal rafforzamento sul mercato". E il grande mercato che sta facendo la nuova società, per mano di Marco Fassone e Massimiliano Mirabelli, lo dimostra.

 

 

- Il Milan può tornare grande ? 

Sono molto ottimista, soprattutto perché alla guida dei rossoneri c’è un mio grande amico, Vincenzo Montella, appassionato di ciclismo e con il quale parlo spesso. Ho conosciuto diversi tecnici rossoneri, dato che abito molto vicino a Milanello (Cassano Magnago, ndr) ma anche per il mio lavoro, ma con Vincenzo c’è una vecchia amicizia che ci lega ed è con lui che ho un rapporto più stretto. Nello specifico, comunque, evito di andare troppo oltre nel chiedergli i dettagli della situazione milanista. Sono però davvero felice che lui alleni la squadra del proprio cuore e vedo in lui tanto entusiasmo nel riportare il Milan presto in alto. So quanto impegno ci metta in tutto, le ore che passa chiuso in stanza con i suoi collaboratori per cercare le soluzioni migliori ai problemi e per variare gli schemi di gioco della squadra. Per questo non sono d’accordo con chi critica a prescindere. Ho sentito in giro, soprattutto negli anni passati, tante critiche e scetticismo verso i rossoneri, con molti tifosi che sembravano quasi tifare contro la propria squadra. Questo non ha senso ! La squadra si tifa sempre e comunque, soprattutto nei momenti difficili, quando criticare serve a poco ma serve essere uniti. Ed è anche per questo che non posso che ringraziare il presidente Berlusconi e Adriano Galliani per i 30 anni di successi.

 

 

- L’arrivo di Bonucci da una rivale come la Juventus, può spostare gli equilibri ?

Sinceramente non me lo sarei mai aspettato che potesse arrivare, sappiamo tutti che giocatore sia Leonardo, un campione capace di poter essere determinante sia in campo ma anche nello spogliatoio. Sono ancor più contento, però, della conferma di Gianluigi Donnarumma, cosa essenziale per il rilancio definitivo delle ambizioni della squadra. Sono convinto comunque che il mercato ancora non sia chiuso, anzi. Credo che qualche elemento arriverà ancora.

 

 

- Chi vorrei ?

Forse è fantacalcio, ma io riporterei a Milanello Zlatan Ibrahimovic, d’altronde l’ultimo Milan forte è stato il suo. L’occasione è ideale: è senza squadra e non vede l’ora di tornare in campo per dimostrare di non essere finito. Sarebbe quindi il rinforzo perfetto.

 

 

Il presente e il futuro di Ivan Basso ? 

Per il momento sto studiando, lavoro per la Trek-Segafredo e voglio lasciare il segno anche come dirigente. Non voglio essere ricordato tra dieci anni come quello che ha vinto il Giro oltre vent’anni prima. Voglio fare qualcosa di importante anche come dirigente, ed avendo amici in ambito sportivo che mi consigliano, è tutto più semplice. Anche con Montella, ad esempio, parliamo molto spesso in questo senso.

 

 

- Chi sarà il nuovo Basso ? 

Sono tanti i ragazzi che possono avere successo nel ciclismo, toccherà a noi essere bravi nello scovarli. Quando si dice che in questo sport non ci siano più talenti, si dice il falso, perchè in quel caso siamo noi dirigenti a non essere stati bravi a trovarli.

 

 

- Ci sono altri due grandi rossoneri nel ciclismo che conta, cioè Vincenzo Nibali e Fabio Aru. Che stagione è stata la loro ?

Di tutto rispetto, anzi molto positiva, contando che c’è ancora la Vuelta di Spagna da correre. Io sono del parere che non bisogna criticare il lavoro di chi si impegna duramente per un obiettivo e poi non lo raggiunge. Ci sono anche gli altri corridori che danno la vita per vincere e altri fattori che possono entrare in gioco, ma arrivare terzo ad un Giro e quinto ad un Tour sono per me grandi risultati. So bene cosa significa lottare per le prime posizioni nei grandi giri, e non criticherò mai chi lotta e suda per grandi obiettivi, a maggior ragione se un collega.

 

 

 

@IBdailyblog


27/07/2017
0 Poster un commentaire

Ivan su Radio 24 per parlare del Tour

 

Ascoltiamo Ivan parlare del Tour de France 2017, al microfono di Tutti Convocati su Radio 24 :

 

 

 

 

@IBdailyblog


06/07/2017
0 Poster un commentaire

Strade sicure per i ciclisti, scende in pista Ivan Basso

Decalogo.jpg

 

 

Articolo di Alberto Rotondo, Milano Corriere

 

Se lo dice Ivan Basso, bisogna credergli: "Si possono evitare le morti dei ciclisti in strada, ma ci vuole tanta educazione e rispetto reciproco. Ho elaborato un decalogo per aiutare tutti — spiega — ,in auto e in bici, ad avere più attenzione per la vita degli altri". È con semplicità che il campione di ciclismo Ivan Basso, residente a Cassano Magnago, ha preso l’impegno di aiutare il comune di Gallarate a ridurre drasticamente gli incidenti che coinvolgono i ciclisti. In città l’anno scorso si sono verificati tre incidenti mortali, con le vittime schiacciate da auto o camion. E anche diversi incidenti con feriti. Alcuni dei quali durante il passaggio nelle rotatorie. L’assessore alla sicurezza Francesca Caruso gli ha chiesto di fare da testimonial in un protocollo che prevede, da oggi, che il comune e il campione siano prima linea. Basso ha stilato un decalogo che sarà distribuito nelle scuole cittadine e sarà affisso nei manifesti pubblicitari della città, per 12 mesi. "Una buona parte dei punti che ho elaborato riguardano i ciclisti — afferma Basso — ma bisogna sempre tenere conto della sproporzione, perché se l’automobilista va contro il ciclista può succedere qualcosa di grave, ma non il contrario".

Nonostante questo, Basso raccomanda grande prudenza ai colleghi su due ruote. Il decalogo chiede ai ciclisti di rispettare il codice della strada, ma anche ai pedalatori di non usare le cuffiette. Bisogna installare luci e dispositivi rifrangenti sulla bici, tenere sempre le due mani sul manubrio, indossare sempre il caschetto. I ciclisti non devono procedere affiancati ma viaggiare sempre in fila indiana, non bisogna affiancare o sorpassare su un incrocio o una rotatoria, non bisogna superare i veicoli e rispettare la linea di mezzeria. Il consiglio per gli automobilisti invece è quello di fare attenzione ai ciclisti, immettendosi in carreggiata. L’assessore Francesca Caruso punta a un vasto coinvolgimento. "Per un anno intero — osserva — saranno organizzate tavole rotonde con Ivan Basso come testimonial, ma anche il bicicletta day, incontri con le scuole guida, e la campagna di sensibilizzazione con i manifesti".

 

 

 

@IBdailyblog


01/07/2017
0 Poster un commentaire

Le regole di Ivan Basso: “Impariamo a muoverci in bici nel modo corretto”

gallarate-generico-617209.610x431.jpg

 

Articolo di Roberto Morandi, VareseNews.it

 

"La scuola guida educa gli automobilisti, noi dobbiamo educare i ciclisti". E invitare tutti i cittadini a percorrere la città in bicicletta.Sono un po’ i due pilastri su cui poggia la campagna di sensibilizzazione che il Comune di Gallarate ha studiato insieme all’ex campione di ciclismo, gloria locale Ivan Basso.

La campagna era stata annunciata più volte dallo scorso anno dall’amministrazione, specie nei giorni in cui si registravano incidenti gravi tra le persone che si spostano in bici (numerosi i morti e i feriti gravi nell’ultimo anno). Nei mesi scorsi si è molto discusso sulla sicurezza stradale e sulle ciclabili, dopo i gravissimi incidenti avvenuti in particolare agli incroci, dove le ciclabili s’interrompono, a volte malamente. Anche il Pd ha presentato una mozione sull’esempio di Trento, con una serie di azioni articolate tra scelte di bilancio, infrastrutture, educazione all’uso della bici (mozione non ancora esaminata).

 Ora si è invece arrivati al dunque sulla proposta dell’amministrazione, con la firma del protocollo d’intesa per il lancio della campagna istituzionale. Una campagna che – chiarisce subito Basso – punta sull’educazione e su risposte di lungo periodo. "Quando cerchi di portare un cambiamento, ci vuole pazienza e tempo : la fretta non porta alcun risultato. Il mio ufficio era la bici, la strada. Partendo da qui ho pensato le semplici regole, forse scontate, ma da far entrare nella testa di chi si muove in bici e di chi vorrebbe farlo in modo sicuro". Norme semplici – alcune obbligatorie, altre aggiuntive – ma che richiedono uno sforzo di auto-formazione. Lo stesso Basso ammette che il rispetto delle regole non è sempre scontato ma porta anche esempi di comportamenti virtuosi che anticipano le norme : "Sono stato tra i primissimi a usare casco in gara, prima che fosse obbligatorio, e in allenamento, dove non è obbligatorio".

Ed ecco dunque le linee guida da far valere secondo Basso e Comune:

rispettare il Codice della Strada ("non è scontato"); non utilizzare cuffie o auricolari quando si è in bici; installare luci a led sulla bici o catarifrangenti sul casco; tenere le due mani sul manubrio, indossare sempre il caschetto protettivo («ormai ce ne sono anche da pochi euro»), procedere in fila indiana e non affiancati; prestare la massima attenzione da parte degli automobilisti quando ci si immette sulla carreggiata; prestare la massima attenzione quando si apre la portiera dell’auto in dodts; non affiancare o sorpassare i veicoli, in particolare quelli pesanti, quando il ciclista si trova ad un’intersezione o in una rotatoria; non superare i veicoli e rispettare la linea di mezzaria. Ci deve essere una attenzione maggiore dell’automobilista, ma vogliamo partire dalle origine: sensibilizzare all’uso della bicicletta nel modo corretto". Il primo passo della campagna è proprio divulgare queste regole. "La cartellonistica sul decalogo è già in preparazione» assicura l’assessore alla sicurezza Francesca Caruso. "Avremo una quarantina di cartelli, dieci messaggi in quattro luoghi diversi della città".

La campagna #usalabicinsicurezza prevede poi il coinvolgimento delle scuole, delle scuole guida, l’organizzazione di un "bici-day" con campioni della bicicletta e di altre discipline, incontri pubblici organizzati da Ivan Basso. Secondo Basso – nato a Gallarate, oggi vive a Cassano – l’educazione al corretto uso della bicicletta è il primo passo, prima ancora delle infrastrutture dedicate. "Se ci fossero le piste ciclabili , che pure richiedono soldi e tempo per essere realizzate, non sono così sicuro che si userebbe di più la bici. Iniziamo a far capire che le bici possono essere usate ogni giorno". Un messaggio fatto proprio anche dal sindaco Andrea Cassani : "Più ciclabili non significa più gente che va in bicicletta, sentirselo dire dal sindaco potrebbe creare polemiche, diverso se lo dice Ivan Basso". Per ora si è scelto di puntare – più che sulle ciclabili – sull’educazione, soprattutto dei ciclisti.

 

 

 

@IBdailyblog


16/06/2017
0 Poster un commentaire

Ivan : "La mia storia al servizio dei ragazzi"

PVT.jpg

 

 

Articolo di Alberto Coriele, La Provincia di Varese : 

 

Cassano Magnago - Un venerdì di gioia e di soddisfazione per Ivan Basso : nella sua Cassano Magnago, precisamente agli Istituti Cavallotti, è stato inaugurato il Liceo Sportivo a lui intitolato. Una serata che ha riempito gli occhi e il cuore al campionissimo cassanese, che commenta così questa novità a casa sua : "L’evento di inaugurazione è stato bellissimo, ho visto tantissima gente e ciò mi ha fatto piacere. Erano presenti le Istituzioni ma anche tantissimi bambini, tantissimi piccoli ciclisti. Mi aspettavo ci fosse un po’ di gente, è stata però una sorpresa vederne così tanta: siamo stati tutti contenti di questa risposta positiva. Ricordo che quando mi proposero l’intitolazione del Liceo rimasi due giorni a pensarci, poi diverse situazioni mi fecero propendere per il sì: perché sono cassanese, ho studiato qui, sono stato uno sportivo per tanti anni e ho visto la situazione anche in veste di papà. Dovessero prendere questo indirizzo, mi piacerebbe che un giorno i miei figli studiassero qui".

L’idea del Liceo Sportivo piace ad Ivan, e molto : "Il tipo di scuola, nel modo in cui è impostato, mi piace molto. Mi affascina l’idea che le ore di sport vengano conteggiate come ore di scuola. Io avrò modo di tenere qualche lezione su diversi ambiti: dall’educazione stradale al coaching sportivo, ossia come condurre un gruppo, come essere leader di un team di lavoro o anche della propria classe. Una testimonianza che per me è importante anche per un motivo: la mia storia sportiva e di uomo non è sempre stata bella, ho vissuto delle parentesi negative e sotto questo aspetto mi è piaciuta molto una frase di Renato Zero, "per apprezzare l’equilibrio bisogna cadere". Ecco, alla soglia dei 40 anni trovi un tuo equilibrio e puoi metterlo al servizio di ragazzi più giovani, che alla loro età ancora non possono averlo trovato. Per me questo è un dovere più da padre che da sportivo, è come se andassi a parlare a mia figlia. All’interno del percorso farò dunque qualche ora di lezione ai ragazzi, in base ai miei impegni. Trovo sia geniale l’idea di dare più spazio allo sport all’interno delle scuole, perché chi ha lo sport come missione deve poter avere una scuola che sappia valorizzare questo percorso".

Curioso come, a distanza di pochi chilometri, sorgano due Licei sportivi intitolati a due ciclisti: il Liceo Pantani di Busto Arsizio, e da venerdì il Liceo Ivan Basso di Cassano Magnago : "Mi fa piacere constatare l’alta richiesta che c’è per questo tipo di istituti, a prescindere dall’intitolazione. C’è esigenza di posti perché i ragazzi interessati sono tanti". I suoi sogni per Cassano però non finiscono qui : "Sono stato oggi (ieri per chi legge) alla partenza del GP dell’Arno, e in quel momento ho pensato che mi piacerebbe che le tre società ciclistiche di Cassano Magnago (San Pietro, Velo Club e Cassanese) possano unirsi in una unica polisportiva. Mi metterei a disposizione dando un contributo. Mi piacerebbe vedere tanti bambini che pedalano, non che gareggiano: penso che tra i sei e gli undici anni sia più importante pedalare che essere competitivi. Sogno un anello ciclabile in cui tutti questi bambini possano girare insieme. Dobbiamo dare ai bambini e alle famiglie gli strumenti per pedalare e per avvicinarsi al ciclismo: nei sogni, lo sapete, c’è poi anche quello di portare una tappa del Giro d’Italia a Cassano Magnago".

Ecco, a proposito di Giro d’Italia, questo è l’Ivan-pensiero sulla corsa rosa appena conclusa : "Da uomo Trek-Segafredo posso dire che non è stato un Giro esaltante. Mi spiego : i ragazzi hanno dato il massimo però Nizzolo ha avuto problemi di salute e i suoi risultati ci sono mancati, mentre Mollema puntava al podio e ha chiuso settimo. Lui stesso si aspettava qualcosa di più avendo le potenzialità per entrare tra i migliori tre. Sul piano generale, penso sia stato un Giro stupendo: Dumoulin mi ricorda molto il mio idolo Indurain, quando uno è forte ed è così bello da vedere in bicicletta, è uno spettacolo. Ha corso con grinta, ha difeso e vinto all’ultimo chilometro un Giro che credo sia stato stupendo".

 

 

 

@IBdailyblog


12/06/2017
1 Poster un commentaire

A Cassano Magnago nasce il liceo sportivo Ivan Basso

Liceo.jpg

Due Giri d’Italia vinti, due podi al Tour de France e da oggi un liceo…La città di Cassano Magnago ha inaugurato questo 9 giugno il Liceo Sportivo Ivan Basso. Ivan, che è cresciuto a Cassano, è molto orgoglioso della realizzazione di questo progetto, come lo spiega a Tuttobici : "Dico grazie a Cassano Magnago, qui ho le mie radici e tutti mi sono sempre stati vicino. Perché questo accordo ? Perché sono cassanese, perché ho studiato qui, perché da sempre sono amico della famiglia Alampi. E poi perché credo in questo progetto. Io non andrò a raccontare ai ragazzi come si va in bicicletta, ma spiegherò quello che ti può dare lo sport. Dirò loro come ci si rialza dopo i momenti bui, come ci si deve applicare. Io, come tanti campioni, sono stato un privilegiato, dovevo solo pensare a correre e a vincere. Ma quando si scende di sella o si smette con lo sport bisogna essere capaci di resettare tutto e riposizionarsi. Perché si lascia la bicicletta ma si scopre che c'è da pedalare come e più di prima. Come andavo io a scuola ? Ci sono qui i miei figli, meglio lasciar perdere…".

Tra gli presenti alla cerimonia inaugurale, l’assessore regionale allo Sport della Regione Lombardia, Antonio Rossi, l'eurodeputata Lara Comi, il presidente del Comitato Regionale Lombardo FCI, Cordiano Dagnoni o Andrea Morelli del Centro Mapei. E certo non poteva mancare il sindaco di Cassano Magnago, Nicola Poliseno : "Ivan è un uomo umile e tenace, buono e generoso. Da sempre si dà da fare per la nostra comunità, da anni viene a parlare nelle nostre scuole ed è diventato per noi un punto di riferimento. La Cassanese ha festeggiato proprio la settimana scorsa il suo secolo di vita ed oggi celebriamo Basso che a Cassano è nato e vive. Per noi è un grande orgoglio".

La direttrice dell’Instituto, Consuelo Alampi, dettaglia il progetto : "L’Istituto Cavallotti nacque 40 anni fa da una idea di mio padre, poi è arrivato l'Istituto tecnico Wojtyla e ora il Liceo Scientifico Ivan Basso. Un orgoglio per noi, anche perché Ivan si è diplomato geometra proprio qui. Condividiamo anche la passione per la bicicletta, ma lui beh... va un po' più forte di me ! Il nostro liceo vuole legare le materie in maniera multidisciplinare con lo sport. Io personalmente pedalo da una decina d'anni, ho imparato così la resilienza, la determinazione, la volontà. Ivan ci ha insegnato il valore di una vita "monacale" per tendere al massimo obiettivo. Ecco, cercheremo di realizzare delle convenzioni con le federazioni sportive volte, più che alla pura attività, al conseguimento di brevetti: Federciclismo, poi moto, triathlon, federbasket, il nuoto... con l'obiettivo finale di unire il servizio e la persona".

Chissà tra gli futuri studenti dell’Instituto nascerà forse un nuovo Ivan…

 

 

 

@IBdailyblog


09/06/2017
0 Poster un commentaire