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Alberto Contador e Ivan Basso in missione "Pasar el fuego" in Arizona con i giovani della Polartec-Kometa

 

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Comunicato stampa della Fundación Contador Team

 

 

Invitati da Polartec, Alberto Contador e Ivan Basso hanno "passato il fuoco" del ciclismo ai loro giovani ciclisti in un fantastico ritiro a Tucson (Arizona, USA) la scorsa settimana. Gary Smith, presidente di Polartec, è stato l’ospite di questo primo incontro a cui hanno partecipato tutto lo staff della Fondazione Contador e una gran parte dei suoi corridori, che l'anno prossimo saranno 38 ciclisti tra i team Continental, U23 e Juniores, oltre ai 40 ragazzi e ragazze iscritti alla scuola Plaza Éboli di Pinto. 

 

"Pasar el fuego" è stato il motto per la settimana di allenamento in Arizona, uno splendido riconoscimento che Gary Smith ha voluto regalare alla Fondazione Contador e che aveva progettato da diversi anni. Finalmente, la Fondazione Contador ha potuto visitare gli Stati Uniti, patria del suo sponsor principale, Polartec, e rendergli un tributo speciale pedalando nel paesaggio mozzafiato del deserto dell'Arizona.

Durante questo ritiro, la Polartec-Kometa ha potuto testare per la prima volta il kit da competizione che Polartec ha disegnato per la stagione 2018, maglie dalle elevate prestazioni tecniche e realizzati interamente con tessuti Polartec. Inoltre, per celebrare la visita in Arizona, è stato utilizzato un design speciale ed esclusivo dell'intera collezione di indumenti per la prossima stagione con i colori della bandiera di questo stato americano, indossati sia dai corridori che dagli ospiti di questo evento.

"È la nostra prima visita negli Stati Uniti in questi tre anni di collaborazione con Polartec ed è stata una grande esperienza", afferma Fran Contador, manager della Fondazione. "Qui abbiamo mostrato il risultato del nostro lavoro comune e abbiamo utilizzato per la prima volta l’attrezzatura del prossimo anno, ma con i colori dell’Arizona, che erano i colori di questo ritiro. Siamo tutti molto contenti di questo lavoro e della grande atmosfera che regnava in questi giorni di convivenza. Questa visita è una grande motivazione per lavorare duramente nel 2018. La Fondazione Contador continua a crescere con l'incorporazione della nostra prima squadra professionale e abbiamo la fortuna di avere con noi persone molto motivate e impegnate, che ci aiuteranno a fare la differenza in questo progetto". Alberto Contador, da parte sua, ha evidenziato l'esempio che vuole dare ai suoi giovani corridori. "Per noi la cosa più importante è che i nostri ciclisti capiscano che, se vogliono arrivare in alto, devono dedicarsi al 100% alla bici, come abbiamo fatto io e Ivan Basso, in modo che al termine della loro carriera sportiva sappiano di aver dato tutto e si sentano orgogliosi di ciò che hanno ottenuto".

Ivan Basso ha sottolineato che in Arizona hanno trascorso "alcuni giorni facendo un lavoro più importante di un semplice allenamento, e il risultato lo vedremo durante tutto l'anno. Qui abbiamo avuto il tempo di conoscerci e di conoscere non solo le capacità fisiche ma anche quelle umane dei nostri corridori", ha spiegato il doppio vincitore del Giro d' Italia, anche molto felice dell'ospitalità di Polartec. "Siamo fortunati ad avere sponsor che sentono che questo progetto è loro e con i quali formiamo un gruppo desideroso di lavorare e stare insieme per molto tempo. Il nostro sogno è quello di fare la storia e di avere qualcosa di bello da raccontare a tutti, quando, tra dieci anni, guarderemo indietro".

Un buon esempio dei corridori Polartec-Kometa invitati in Arizona è Juan Camacho, formato durante i suoi quattro anni con gli U23 della Fondazione Contador e che nel 2018 farà parte del team Continental. "Passare professionista è stato un cambiamento di cui avevo bisogno, perché dopo 4 stagioni nel team U23 avevo bisogno di una nuova motivazione". Juan si sente "contento e orgoglioso di passare professionista all'interno dello stesso progetto della Fondazione Contador. Sono fortunato e voglio cogliere l'occasione. Essendo nella stessa squadra credo che sarà più facile adattarsi alla categoria, anche perché abbiamo con noi persone con una grande esperienza come Jesús Hernández, Ivan Basso e Alberto Contador. Voglio sfruttare al massimo il tempo", dice questo corridore, uno dei più esperti della squadra. "Siamo una squadra molto giovane, ma tutti i compagni mi hanno dato una buona impressione come persone e come atleti. Abbiamo un grosso livello e penso che parleremo molto di noi il prossimo anno".

 

Tutte le foto del ritiro da vedere sulla pagina Facebook del blog.

 

 

 

 

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23/11/2017
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Bimbi a lezione con Ivan Basso e Daniele Cassioli : "La sicurezza in bici vuol dire vita"

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Articolo Annalisa Colombo (La Provincia di Varese)

 

 

Il campione delle due ruote e l’oro nello sci nautico alla presentazione del progetto

 

È terminata con Ivan Basso preso d’assalto dai 500 studenti gallaratesi la presentazione del progetto #usalabiciclettainsicurezza, tenutasi questa mattina al Teatro Condominio. "Ivan, Ivan, Ivan". Il coro dalla platea si è levato più volte. Ma gli applausi hanno investiro anche il sindaco Andrea Cassani, l’assessore alla sicurezza Francesca Caruso e l’assessore alla Cultura Isabella Peroni, chiamati a fare gli onori di casa dalla presentatrice Chiara Milani. Oltre a Ivan Basso, l’altra star del progetto sicurezza è stato Bici Boy, il protagonista del cartone animato ideato all’interno del comando della polizia locale di Gallarate. Il simpatico, e a volte discolo, bimbo è stato usato per spiegare agli studenti delle quinte elementari gallaratesi invitati all’evento i dieci messaggi, diventati veri e propri cartelli posizionati lungo le vie città, che riassumono la campagna premiata dall’Associazione nazionale comuni italiani e dall’Associazione vittime della strada, come progetto guida per la sicurezza stradale a livello nazionale. Premi importanti al lavoro coordinato in prima persona dall’assessore Caruso : "I riconoscimenti ricevuti - ha detto - ci fanno capire che siamo sulla giusta strada e sono uno stimolo a proseguire in questa direzione".

Ad ogni mini filmato è stata abbinata una votazione sulla correttezza o meno dei comportamenti da tenere quando si pedala in strada, seguita da una spiegazione di Mauro Adamati, ufficiale della polizia municipale.I ragazzi sono stati coinvolti e hanno partecipato con entusiasmo, lo stesso esploso quando sul palco è arrivato Daniele Cassioli, il gallaratese non vedente dalla nascita 22 volte campione mondiale di sci nautico. Daniele ha spiegato, partendo dalla sua personale esperienza, quanto sia importate praticare lo sport a qualsiasi livello in sicurezza. "Indossate il casco quando andate in bicicletta il suo invito - anche perché ci sono caschetti davvero fichi. Per essere fashion ormai bisogna avere il copricapo".

Il sindaco Cassani si è soffermato su come è nata l’idea della campagna : "Dopo tre incidenti molto gravi, che hanno coinvolto altrettanti ciclisti, abbiamo deciso di fare qualcosa di utile a promuovere l’uso in sicurezza dei mezzi a due ruote". L’assessore Caruso invece ha spiegato le finalità del progetto, aggiungendo che "la campagna, dopo il bici day del 15 ottobre e la giornata di oggi proseguirà con altre iniziative". "Io corro in un gruppo ciclistico e mi è capitato di cadere, Ivan anche a te è capitato tante volte e sei sempre risalito in sella: mi spieghi come si fa ?". Alla domanda di un piccolo ciclista, Basso ha riposto con un sorriso : "In bici come nella vita, bisogna trovare la forza di rialzarsi. Io l’ho sempre fatto e ogni volta mi sono sentito più forte di prima". Applausi, anzi ovazione. E poi tutti assieme a ballare sulle note del motivo che ha accompagnato i dieci video di Bici Boy.

 

 

 

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23/11/2017
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Ivan : "La nostra squadra sarà fatta di rigore, umiltà, anima, cuore e gambe"

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Intervista di Fernando Llamas (Marca)

 

 

- Non vedi l’ora di iniziare. La tua prima esperienza da manager. 

Sì, è la prima volta. Il progetto cristallizza un'idea che Alberto ed io abbiamo da tempo. La forza di questa realtà viene dalla volontà di entrambi di unirci per costruire qualcosa. Ma la nostra volontà non bastava e c'è una terza persona che ha contribuito a fare nascere tutto : Fran, il fratello di Alberto. Ha messo in ordine tutte le idee che avevamo e le ha messe in pratica.

 

 

- Il progetto, costruito dal basso verso l'alto, ma con l'aggancio dei vostri cognomi ha attirato con entusiasmo due sponsor.

Sì, abbiamo Polartec, Kometa e Trek. Questi tre proprietari condividono i nostri stessi valori. Abbiamo avuto l'opportunità di incontrarli tutti e tre individualmente e di riunirli per condividere questi valori. Questa è un'altra chiave dell'edificio : il gruppo che guiderà il team è costituito da persone che hanno deciso di unirsi della loro propria volontà, mettendo da parte altri progetti. È stato un interesse reciproco : il manager li vuole e loro vogliono essere lì. Alberto ed io volevamo che Jesús [Hernandez] fosse il primo direttore sportivo e anche Jesús voleva essere direttore sportivo. Faustino [Muñoz, il meccanico che  ha accompagnato Contador] o Jacinto [Vidarte, l'addetto stampa di Alberto] potrebbero essere impiegati altrove nel ciclismo, ma hanno deciso di partecipare a questo progetto.

 

 

- Dalle scuole e dalla Fondazione ad una squadra multinazionale.

La prima cosa è stata quella di osservare il livello della squadra U23 della Fondazione per portare quello che ci sembrava il meglio per la nuova squadra professionale. Il progetto è spagnolo, ma anche europeo e mondiale. Abbiamo una rete incredibile di giovani. Ad esempio, abbiamo i due migliori juniores italiani, non posso dire il loro nome perché sono minorenni. L'idea è quella di integrarli con la squadra junior della Fondazione e farli crescere lì. È un progetto globale. Faremo la stessa cosa con la U23.

 

 

- Ciò che più colpisce è che i ragazzi sono diretti da grandi campioni.

Il ciclismo spagnolo è in buona salute, credo. Il nostro obiettivo, quando guarderemo indietro fra 10 anni, nel 2027, è di vedere che avremo costruito qualcosa che ha fatto la storia. Per fare la storia non è sempre necessario aver fatto grandi campioni, non c'è bisogno di qualcosa di così accattivante, ma bisogna fare qualcosa che nessun altro è mai stato in grado di fare prima. Non è che presumiamo, siamo convinti che tutta l’esperienza degli ultimi anni sarà condivisa e trasmessa ai corridori. Questo è il nostro modo di vedere, pensiamo che il nostro modo di vedere la bici sarà una buona scuola. Se parli con... l'allenatore del Real Madrid vedrai che pensa che il suo modo di agire è il migliore. Come noi : crediamo che il nostro modo di vedere il progetto a lungo termine darà i suoi frutti.

 

 

- Ma quello che vogliono i giornalisti e gli tifosi sono i campioni. 

Ma non puoi mai garantirlo ! La crescita dei ragazzi è un mistero. Direi che c'è un sacco di potenziale nascosto. Ci sono un sacco di bambini qui che non hanno espresso tutta la loro forza, perché si tratta di un'età molto complicata, in cui è molto facile fare festa e non allenarsi, andare in discoteca invece di andare a dormire. È più piacevole mangiare paella e prosciutto rispetto al petto di pollo. Ma alla fine, l'età che gestiamo è l'età chiave, perché essere un futuro campione è molto difficile, molto difficile : tutte le buone cose della vita fanno male ai ciclisti.

 

 

- Sono sicuro che è stata la prima lezione che hai insegnato ai ragazzi, professionisti e U23 a Tucson.

Nel primo discorso ho detto : fare i campioni è un lavoro molto complicato. Molto complicato, ma alla fine quei sacrifici produrranno benefici. L'ho spiegato : guardatemi, ho 40 anni e, a prescindere dai risultati, ciò di cui sono orgoglioso è che ho sempre fatto quello che dovevo fare. Questo mi dà tranquillità, mi rende felice. Sto cercando di trasmettere proprio questo, perché puoi allenarti con bici perfette, con la tecnologia la più avanzata, tutto il materiale costoso, una preparazione perfetta.... Ma se il corridore non è collegato correttamente e non spinge sui pedali, non ci sarà alcun risultato.

 

 

- C’è il tuo lavoro. Mentalizzare e insegnare ad essere professionale.

Il vero compito di un dirigente sportivo è quello di sbloccare il potenziale nascosto dell'atleta. Che se una persona ha 100, si può ottenere 101 da lui. Se la squadra non funziona, sarò il primo responsabile e dovrò andarmene perché ho scelto i corridori… Ma siamo molto fortunati perché ci conosciamo bene con Alberto, Fran, me e tutte le persone che hanno condiviso con noi molti anni di lavoro e influenzano le nostre decisioni. Non c'è un'ultima parola, ogni opinione viene ascoltata e poi andiamo tutti d’accordo per quello che è deciso. E ripeto, alla fine, se qualcosa non va bene, sono responsabile.

 

 

- L’intenzione di fare un programma abbastanza ampio… con solo 11 corridori. Sembrano pochi.

Non è molto ma abbiamo tutto sotto controllo. Abbiamo tre « stagiaires » pronti per agosto. Abbiamo deciso di rimanere così per due ragioni : primo, perché abbiamo chiuso l'accordo con gli sponsor un po' tardi e non ho firmato nessun corridore fino a quando l'accordo di sponsorizzazione non è stato chiuso. Abbiamo perso alcuni corridori che volevo, due o tre giovani. Ma è venuta fuori una squadra molto ben equilibrata, non ho dubbi che farà un’ottima stagione. Segnerà un'identità sulla strada. Una squadra con rigore, umiltà, anima, cuore e gambe. I risultati saranno il risultato dell'aggiunta di molti dettagli, compreso l'atteggiamento.

 

 

- Il ritiro di Tucson serve alla concentrazione ?

Sì, facciamo questo team building per queste cose. Vedo tutto, anche se non sembra così, e lo scrivo. In questi incontri vedi molte cose che non si vedono in altre situazioni. L'idea è anche educativa : si vede chi non agisce nel migliore dei modi, chi arriva in ritardo, con scarpe sporche o con abiti inadeguati. Possono sembrare stupidi, ma le regole devono essere seguite nel rispetto degli altri.

 

 

- E queste cose miglioreranno le prestazioni ?

Alla fine, questo serve per saperne di più sui corridori con l'intenzione che il buono rimane buono o un po' migliore e portare i migliori più vicini a quelli che non sono così bravi. Questo è il compito del manager : aumentare il livello della squadra. La cosa facile è trovare il miglior corridore e farlo vincere. Questo è molto semplice, non hai bisogno di un manager, lo fa da solo. La chiave è la capacità di migliorare i corridori, per aiutare chi ha difficoltà. Una squadra sarà grande se sei in grado di aumentare il livello di tutti i suoi corridori.

 

 

- Parliamo di ciclismo in generale. È meglio di quando correvi ?

È meglio, ovviamente. Se non vedi miglioramenti negli ultimi 15 anni, hai sprecato 15 anni del tuo tempo. Il ciclismo continua ad evolvere, è in ottima salute, ci sono gare in tutto il mondo, gli sponsor ritengono che il ciclismo è un buon investimento. La nostra idea è quella di presentare il progetto ciclistico. Il problema che danneggia il ciclismo è quello dell'economia in generale, che influenza lo sport. Ma lo vedo in ottima salute. Nelle gare e nelle città. Il ciclismo non è solo il Giro, il Tour, la Vuelta... La bicicletta sta arrivando veramente nella cultura della gente. In ogni città che vado a vedere ci sono più persone in bicicletta e più piste ciclabili. Ovunque. La bicicletta diventerà uno degli strumenti che porterà benessere al mondo in generale. Tutto è una catena : se la bici va bene, ti senti meglio, ci sono meno macchine, più persone sulla bici, e ci saranno anche più gare. I produttori venderanno di più e avranno più soldi da investire... È una catena.

 

 

- A questo proposito, gli incidenti mortali sono una barriera importante per molte persone che vorrebbero andare in bici ma hanno paura. 

Si tratta di una questione molto delicata. Credo che la cosa più importante quando si verifica un incidente mortale non è solo che l'auto si avvicina troppo al ciclista, ma ci sono anche imprudenza, velocità, telefono, alcol... Una delle chiave potrebbe essere quella di rispettare la distanza di 1,5 metri, non bere, non utilizzare il telefono quando si guida.... Ma credo che sarebbe meglio inviare il messaggio dal basso :"Vai in bicicletta". Se vai in bicicletta, quando guidi la macchina capisci meglio che non puoi passare a meno di 20 centimetri dal ciclista, andrai a 2 metri. Il modo migliore per capire è utilizzare la bicicletta. Non serve solo per vincere grandi gare, ma è anche uno strumento che ti dà gioia, salute, autostima e tante altre cose.

 

 

- Un giornalista sportivo è molto interessato dal Tour, dalla Vuelta, dal Giro... Come vedi l'anno che inizia ?

L' unico atleta che vedo nel gruppo che ha qualcosa di nuovo da mostrare è [Mikel] Landa... Non ha ancora pienamente dimostrato il suo potenziale, ma sta per farlo. È in grado di vincere un grande... Ma per trovare un altro Contador... Questo è molto complicato, perché è uno dei corridori che segnano la leggenda. Alberto fa la differenza : non è che sia una leggenda del ciclismo di classe mondiale, ma è una leggenda dello sport di classe mondiale. È in un gruppo ristretto di atleti nella storia.

 

 

- Cosa fare contro Chris Froome e la sua Sky ?

Froome ha dimostrato un'incredibile solidità quest’anno, vincendo Tour e Vuelta. Chi può batterlo ? La cosa normale sarebbe di dire quelli che sono stati secondo, terzo o giù negli ultimi Tour... Verrà il giorno in cui Froome non avrà la solidità che ha dimostrato quest'anno. E lì, se arriva un corridore come Landa, che sta crescendo, qualcosa può accadere.

 

 

 

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23/11/2017
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Lo sponsor Polartec ospiterà in Arizona 14 corridori della Continentale e della U-23

 

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Comunicato stampa della Fundación Contador Team

 

 

Polartec, primo sponsor delle squadra della Fondazione Alberto Contador, ospiterà, a partire da mercoledì e per una settimana, 14 corridori e un gran parte dello staff tecnico, guidati da Alberto Contador e Ivan Basso. Questo ritiro si svolgerà a Tucson (Arizona), approfittando del bel tempo di questo stato americano e degli ottimi percorsi che i ciclisti della squadra saranno in grado di fare. 

I corridori che viaggeranno in Arizona sono Alejandro Ropero, Jorge Pastor, Daniel Viegas, Sergio Hernández, Juan Pedro López, Daniele Cantoni, Hugo Sampedro, Joan Martí Bennassar, Sergio García e Carlos García (squadra U-23), più Isaac Cantón, Juan Camacho, Diego Pablo Sevilla e Miguel Ángel Ballesteros, i quattro spagnoli della nuova squadra Continentale.

Per tutti, oltre al personale tecnico della Fondazione Contador e ai media invitati, è stata ideata una serie di percorsi per testare i nuovi modelli di tessuti e vestiti Polartec per la prossima stagione. 

In totale sono previste quattro uscite in bici, per un totale di 435 chilometri e un dislivello positivo di 5000 metri, che contribuiranno al lavoro di preparazione invernale dei corridori e saranno sicuramente in grado di testare la forma fisica di quelli che si iscriveranno  ad ogni tappa, soprattutto l’ultima, con la salita sul monte Lemmon, a 2880 metri sul livello del mare. 

Fran Contador, manager generale della Fondazione Alberto Contador, spera che questo viaggio in Arizona ponga le basi per una stagione 2018 di successo. "L’invito di Polartec in Arizona è un ottimo punto di partenza per la prossima stagione. Sarà un’esperienza indimenticabile per tutti e un’opportunità per unire le forze e prepararsi nelle migliori condizioni possibili per il 2018. Polartec dimostra ancora una volta il suo impegno nel progetto della Fondazione Contador, con la quale continuerà a sviluppare indumenti tecnici di altissima qualità per i prossimi tre anni". 

 

 

 

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13/11/2017
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La Polartec-Kometa Continentale sarà composta da 11 corridori

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Comunicato stampa della Fundación Contador Team

 

 

La nuova squadra Continentale della Fondazione Alberto Contador ha scelto i suoi corridori : saranno 11, di cui 9 hanno partecipato ad un primo ritiro la settimana scorsa al Centro Mapei Sport, che sarà responsabile della preparazione dei ciclisti. 

 

La squadra Polartec-Kometa, guidata dagli ex professionisti Jesús Hernandez e Dario Andriotto, sarà composta da Michele Gazzoli e Matteo Moschetti (Italia), Patrick Gamper (Austria), Michel Ries (Lussemburgo), Awet Habtom (Eritrea), Willen Inkelaar (Olanda), Wilson Estiben Peña (Colombia), Diego Pablo Sevilla, Juan Camacho, Isaac Cantón y Miguel Ángel Ballesteros (Spagna). La squadra Continentale si unirà la prossima stagione alle squadre Polartec-Kometa U-23 e junior, così  la Fondazione Alberto Contador avrà un totale di 38 corridori, tra cui l’ultimo aggiunto alla squadra U-23 : Giuliano Kamberaj (Albania), già testato dalla squadra alla fine di questa stagione. 

I corridori hanno avuto l’opportunità la settimana scorsa di entrare in contatto con chi si occuperà della loro preparazione fisica e del monitoraggio medico durante tutto l’anno, eseguendo in Italia le prime prove di sforzo e i relativi controlli biomeccanici per iniziare la stagione in perfetta condizione. Ivan Basso, in qualità da manager della squadra, è stato incaricato di supervisionare tutto il lavoro svolto. "È stato un incontro molto importante, perché è stata la prima volta che la squadra si è riunita per effettuare test fisici e di performance, per conoscere il sistema di lavoro che avremo durante tutta la stagione e per ricevere le prime sessioni di allenamento personalizzate. Sono molto soddisfatto del lavoro svolto in questi giorni". 

Per i corridori che formeranno la squadra Polartec-Kometa, Basso ha detto che "ogni corridore che è nella squadra è perché offre un grande margine di miglioramento sportivo e ci fidiamo di lui. Abbiamo undici corridori, ma non escludiamo di includere l’ennesimo ciclista, seguiamo già da vicino i ciclisti integrati nella Fondazione Contador e altri al di fuori di essa. Il nostro prossimo appuntamento sarà in Arizona, dove alcuni corridori della Continentale viaggeranno insieme a quelli della U-23. Questo ritiro ci offre un’opportunità eccezionale per continuare a costruire il progetto globale della Fondazione Contador, che nel 2018 siamo certi farà un grade passo avanti". 

 

 

 

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13/11/2017
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Polartec-Kometa, l’avventura è iniziata

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Articolo di Alberto Coriele, La Provincia di Varese

 

 

La "cantera" della Trek-Segafredo oggi al Centro Mapei. Al campionissimo il riconoscimento dall’Associazione Nazionale Vittime della Strada.

 

È iniziata finalmente nella serata di ieri l’avventura della Polartec-Kometa, formazione Continental che esordirà quest’anno nel panorama dei professionisti, come "cantera" della Trek-Segafredo.

Ieri i corridori, compresi i due italiani Michele Gazzoli e Matteo Moschetti, si sono ritrovati in serata al Golf Club Le Robinie di Solbiate Olona per quello che è il primo punto d’incontro di questa nuova esperienza.

Il programma prevede che oggi la squadra, a partire dalle 9 circa, effettuerà un’intera giornata di test al Centro Mapei di Olgiate Olona, con cui la Polartec-Kometa collaborerà per tutta la stagione seguendo ciò che fa già il team principale, ossia la Trek-Segafredo. Domani invece la squadra resterà in hotel per quella che dovrebbe essere una giornata di incontri e di riunioni.

Il primo vero ritiro, con allenamenti in bicicletta e preparazione fisica in vista della prossima stagione, è previsto per la metà di dicembre (dal 10 in poi) nel sud della Spagna, mentre con la fine dell’inverno entrerà in scena anche Bormio (quartier generale della Kometa e della famiglia Pedranzini) per i ritiri intra-stagionali in altura.

Non sarà presente in questi giorni Alberto Contador, che insieme a Ivan Basso è il padre fondatore di questa nuova formazione.

Ieri lo stesso Ivan Basso è stato invece premiato all’Eicma di Milano dall’Associazione Nazionale Vittime della Strada per il suo operato in termini di prevenzione, grazie alla campagna #usalabiciclettainsicurezza. 

 

 

Video test Centro Mapei : 

 

 

 

 

 

 

 

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09/11/2017
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Polartec-Kometa, si parte. La squadra di Ivan Basso oggi al Centro Mapei

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Articolo La Provincia di Varese

 

 

L’avventura di Ivan Basso e di Alberto Contador si apre tra Castellanza e Solbiate Olona

 

Inizia oggi al Mapei Center di Castellanza la grande avventura della Polartec-Kometa, formazione Continental nata per volere di Ivan Basso e di Alberto Contador.

La formazione, che eredita una parte dell’organico dalla Fundaciòn Contador Sub-23, si ritroverà questa mattina per dar inizio a tre giorni di test e di intenso lavoro : la spola sarà tra il Golf Club Le Robinie di Solbiate Olona, dove la squadra alloggerà, e appunto il Centro Mapei, dove i corridori si sottoporranno a diverse tipologie di test.

Sarà presente Ivan Basso, in qualità di team manager ma anche di padrone di casa, mentre non ci sarà Alberto Contador, che sarà però ben rappresentato all’interno del team pur senza ricoprire alcun incarico nell’area tecnica. Suo fratello Fran è infatti il responsabile amministrativo, il fedele compagno di anni di carriera Jesus Hernandez sarà direttore sportivo, ma ci sarà anche lo storico meccanico Faustino Munoz e l’addetto stampa Jacinto Vidarte.

Nella rosa di corridori della Polartec-Kometa anche il campione europeo juniores su strada Michele Gazzoli, bronzo iridato a Bergen, ed il campione italiano Under 23 Matteo Moschetti.

 

 

 

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08/11/2017
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