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Una domenica con la città sui pedali, con il Bici Day

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Articolo VareseNews

 

 

Una domenica sui pedali, a Gallarate, con il Bici Day ideato da Ivan Basso, nuova tappa della campagna per la sicurezza stradale. L’appuntamento è a partire dalle 10.15 fino alle 13 della giornata del 15 ottobre, con due percorsi urbani diversi, nelle vie dentro e a ridosso del centro storico. "È un Bici Day non  pensato solo per gli amatori, ma aperto a tutti, dai bambini agli anziani" spiega Ivan Basso. "L’idea di pedalare tutti insieme su un percorso chiuso non è secondario : per me è un bel risultato, pedalare in città senza macchine e senza pericoli".

Si parte alle 10.30 in piazza Libertà, con la prima spiegazione dei primi punti del decalogo e la distribuzione dei gadget, piccole luci per l’illuminazione. Il primo circuito si sviluppa per 3,5 km che passerà da via Mazzini, via San Giovanni Bosco, le vie Seprio, Rusnati, Majno, poi via San Rocco, via Palestro (sosta per spiegare gli ultimi punti del decalogo), poi via Novara, via Bottini, rientro da via don Minzoni. E ad annunciare l’arrivo in piazza ci sarà anche la campana originale dei Mondiali di ciclocross del 1954 a Crenna, messa a disposizione dalla Crennese. Sarà poi proposto un secondo giro alle 11.30 sul percorso più breve, da 2,2 km, con deviazione sull’asse via Marsala-via Mentana-via Novara. Quest’ultimo percorso sarà chiuso al traffico veicolare in maniera permanente per tutta la mattina, dando dunque l’occasione per pedalare liberamente anche al di fuori dei giri organizzati. A vigilare sulla manifestazione – spiega il commissario Mauro Adamati della Polizia Locale- ci saranno 35 persone, tra agenti di Polizia Locale e volontari, grazie al coinvolgimento di Associazione Marinai, Avis, Società Ciclistica Crennese, Motoclub, Ciclofficina, ex vigili.

Il Bici Day serve appunto anche per lanciare il decalogo per la sicurezza. "Alcuni di questi consigli del decalogo possono apparire banali, ma non lo sono" spiega poi l’ex corridore professionista, rispondendo anche alle critiche sulla campagna venute da una parte del mondo dei ciclisti urbani. "In queste dieci regole ci sono tante cose che mi hanno consentito di non avere incidenti e cadute importanti". Fa l’esempio delle cuffiette per la musica ("rende anche meno certo l’equilibrio"), ma anche delle rotatorie ("causa degli incidenti mortali più recenti a Gallarate") o l’attenzione alle portiere delle auto. "Sono consigli che portano a tenere l’attenzione sul modo di andare in bici". E anche se di fondo viene ricordato il rispetto del Codice della strada, "questo decalogo va oltre gli obblighi del codice" spiega il comandante Antonio Lotito, che fa l’esempio del casco, non obbligatorio ("purtroppo") ma consigliato.

Il Bici Day ha attratto anche altre collaborazioni con il tessuto cittadino, non solo quella di Ivan Basso. Gennaro "ringhio" Gattuso sarà presente e ha mandato un video-appello a partecipare. "Da ciclista sono ben contento di essere coinvolto, mi è capitato più volte di vedere situazioni spiacevoli, tra ciclisti e automobilisti" commenta Francesco Caiazza, di Irca, main sponsor del Bici Day. Vedo spesso incidenti in cui anche il ciclista non è stato attento. Speriamo che queste piccole regole possano aiutare.
Il Motoclub Cascinetta, guidato da Giacomo Jack Cattaneo, fornirà il gadget di giornata, le lucine a Led da bici. Un impegno tra "cugini" delle due ruote nel nome della sicurezza stradale, visto che "come Motoclub siamo presenti da quattro anni con i corsi di guida sicura, portati avanti con istruttori federali e Polizia Locale".

Dopo il lancio del decalogo, il Bici Day è la nuova tappa della campagna targata Ivan Basso. "Il protocollo non dura una settimana : c’è il decalogo, il Bici Day ma anche i corsi nelle scuole" spiega l’ex professionista. "Non è importante il risultato a breve termine, ma quello che otterremo alla fine del percorso". Il prossimo passaggio sono appunto i corsi nelle scuole. "Da anni ormai la Polizia Locale fa educazione, ora andiamo a potenziare questo impegno con un intervento finalizzato specificamente solo alla bici" spiega ancora il commissario Adamati. Ci si concentrerà in particolare sulle quinte elementari, individuate come fascia di età migliore per introdurre comportamenti virtuosi. "In primavera, a fine corso con le scuole, faremo poi la distribuzione dei patentini" conclude l’assessore Francesca Caruso. Che è soddisfatta dai riconoscimenti, come il premio ANCI annunciato lunedì e il plauso dell’Automobil Club, e delle collaborazioni costruite.

Per maggiori informazioni, potete andare sul sito Usalabiciclettainsicurezza.

 

 

Video della presentazione del piano sicurezza : 

 

 

 

 

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12/10/2017
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Al BiciDay Ivan Basso porta i suoi consigli per i ciclisti

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Articolo di Roberto Morandi, Varesenews

 

 

L’appuntamento per tutti è domenica 15 ottobre davanti al municipio. Per l’occasione parte del centro cittadino sarà chiuso alle auto e aperto alle sole biciclette. Ad attendere i ciclisti di tutte le età, ovviamente con il caschetto in testa, ci sarà Ivan Basso insieme a Gennaro Gattuso e Andrea Meneghin. Il rossonero campione del mondo con la nazionale di Lippi e l’eroe della stella conquistata dalla Pallacanestro Varese nel 1999, hanno accettato con entusiasmo l’invito a presenziare dell’assessore alla Sicurezza Francesca Caruso e del due volte vincitore del Giro d’Italia.

Il raduno è previsto alle 10.15. Basso, Gattuso e Meneghin saranno presentati da Andrea Salvati (speaker di RTL 102.5) e insieme illustreranno ai presenti la nuova "segnaletica stradale" rivolta ai ciclisti. Intorno alle 11 Ivan si metterà in testa al "gruppo", affiancato dal sindaco Andrea Cassani, e darà il via alla biciclettata lungo un percorso che attraverserà gran parte del centro cittadino della lunghezza di 3,6 chilometri. Si tornerà quindi in piazza Libertà dove saranno distribuiti dei gadget e dove si potrà acquistare a offerta libera la maglietta celebrativa (il ricavato della vendita verrà reinvestito nella campagna). Intorno alle 12.30, Basso si metterà alla guida del serpentone per un secondo giro su un percorso di un paio di chilometri adatto soprattutto ai più piccoli. Si tratta dello stesso circuito che fino alle 13 sarà vietato alle auto e che perciò sarà percorribile in piena libertà dai mezzi a due ruote.

L’evento, di fatto, dà avvio alla campagna #usalabiciclettainsicurezza, messa nero su bianco nei mesi scorsi dal Comune e dall’ex maglia rosa. Basso non si è limitato al ruolo di testimonial, supervisionando ogni singolo dettaglio di un progetto che è anche il risultato di consigli e indicazioni che arrivano proprio da lui. I dieci differenti messaggi rivolti ai ciclisti, trasformati in "cartelli stradali", già posizionati lungo le vie cittadine in 44 differenti postazioni, sono stati visionati e approvati dal campione cassanese in persona. Sempre Ivan ha anche avuto un ruolo centrale nella stesura del materiale che verrà consegnato agli studenti delle scuole cittadine.
L’iniziativa gallaratese rappresenta un unicum nel panorama nazionale: a differenza di altre campagne sulla sicurezza stradale, si rivolge infatti unicamente ai ciclisti.A loro viene suggerito come percorre le strade per abbassare al minimo il livello di rischio. I messaggi sono semplici e diretti e vanno dall’utilizzo del casco e delle luci sempre accese a come percorrere le rotatorie o al “consiglio” di non procedere appaiati. "Lo scopo - spiega l’assessore Caruso - è infondere sicurezza a chi percorre le vie cittadine sulle due ruote. Come dice Basso, dobbiamo cercare di ripopolare la città di biciclette, iniziando dai più piccoli ma senza tralasciare i ciclisti esperti".
L’approccio scelto dall’amministrazione comunale e da Ivan Basso è rompe i tradizionali schemi in base ai quali si chiede agli automobilisti di fare attenzione agli utenti deboli della strada: a Gallarate il mondo viene ribaltato perché con #usalabicinsicurezza ci si rivolge ai ciclisti spiegando come evitare di finire vittime del conducente di una automobile o di un mezzo pesante. Una visione che è piaciuta ad Irca, azienda gallaratese che opera nel campo della produzione di dolciumi, che ha sponsorizzato la campagna. "Prima del contributo economico - chiarisce l’assessore - cercavamo qualcuno che credesse nel progetto. Abbiamo trovato Irca che ha subito sposato la nostra causa e di questo li ringraziamo".

 

 

 

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07/10/2017
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Scalata Cima Coppi 2017

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Sabato 2 settembre 2017 si svolgerà, come ormai da tradizione, la “Scalata Cima Coppi”, manifestazione ciclistica non competitiva lungo i tornanti dello Stelvio. L’iniziativa, giunta alla 17° edizione, permetterà ai cicloamatori (e non solo) di raggiungere il Passo dello Stelvio senza l’assillo di auto e moto : per una giornata il percorso sarà a disposizione solo di coloro che vorranno raggiungere i 2758 m di quota del Passo dello Stelvio con le proprie forze. Non si tratta di una competizione ma dell’occasione di godere di una giornata di sport a contatto con la natura, nella quale ciascuno potrà cimentarsi coi “mitici” tornanti dello Stelvio secondo le proprie capacità.

Dalle 08:00 alle 16:00 tutte le strade d’accesso al Passo dello Stelvio (sui versanti lombardo, altoatesino ed elvetico) verranno chiuse al traffico veicolare. Non è previsto un orario di partenza ; ciascuno può affrontare l’avventura dello Stelvio in totale libertà. La manifestazione è a partecipazione libera e gratuita e non richiede iscrizione. Sarà l’occasione per godersi in relax una delle strade paesaggisticamente più belle e storicamente più rilevanti delle Alpi.

Qualche informazione tecnica : dal versante Alto-atesino, partendo da Spondigna la salita ha una lunghezza di 27,36 km e un dislivello di 1868 metri, con pendenza media tra il 9 e l’11% e punte massime del 15% (ben 48 i tornanti). Dal versante lombardo, partendo da Bormio la salita si sviluppa per 21,5 km e ha un dislivello di 1533 metri; la pendenza media è del 7,1%, con massimi del 14% circa (40 i tornanti).

Proprio il carattere non prettamente sportivo dell’evento rende l’occasione straordinaria anche per coloro che non hanno una particolare preparazione sportiva : questa sarà l’occasione per affrontare la salita utilizzando anche biciclette a pedalata assistita. Questo nuovo modo di "pedalare con aiuto elettrico" rientra in pieno nella filosofia di promozione e utilizzo dei metodi di mobilità dolce in cui crede molto il Parco. Le nuove modalità di spostamento possono avvicinare molti nuovi utenti alle attività sportive e turistiche in natura con un approccio sempre più compatibile con le esigenze della conservazione ambientale e della valorizzazione turistica del territorio.

In questa ottica, la Scalata Cima Coppi avrà un testimonial d’eccezione : Ivan Basso, vincitore di due Giri d’Italia e di molte altre competizioni, effettuerà la salita proprio in sella a una e-bike. Dopo la salita, il campione varesino firmerà autografi presso la stand di Regione Lombardia al Passo dello Stelvio. Allo stand regionale sarà presente anche Ugo Parolo, sottosegretario di Regione Lombardia, come sempre presente a sostegno delle iniziative di promozione del territorio montano regionale. Presso lo stand gli appassionati potranno anche farsi rilasciare il "passaporto #inLombardia" grazie al quale potranno collezionare i loro ricordi di viaggio in tutta la regione. A ogni pagina corrisponde una meta su cui è possibile farsi rilasciare un timbro tematico. Una volta completato il Passaporto, si otterrà l’attestato #inLombardia!

Per rendere ancora più agevole e gradevole la salita, lungo il percorso saranno presenti punti di ristoro organizzati dal Parco dello Stelvio allestiti, per quanto riguarda il versante lombardo, in collaborazione con "Levissima". Presso la IV Cantoniera sarà presente uno stand di degustazioni di salumi della ditta Kometa. Naturalmente, sarà garantita anche l’assistenza sanitaria. Per chi arriva in auto, sono disponibili ampi parcheggi nella zona artigianale di Prato allo Stelvio e, per chi affronta la salita da Bormio, in zona funivie, in Via Milano e in zona Pentagono.

 

Per Info :

info.lo@stelviopark.it

daniela.praolini@stelviopark.it

 

 

 

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29/08/2017
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Ivan : "Il Milan tornerà grande con il mio amico Montella"

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Vincitore di due Giri d’Italia (nel 2006 e nel 2010, ndr), ma anche secondo (nel 2005, ndr) e terzo (nel 2004, ndr) al Tour de France. Ivan Basso, oltre che ad essere stato un grande campione di ciclismo, è anche un grande tifoso del Milan. Noi di PianetaMilan.it lo abbiamo incontrato : ecco le sue parole in esclusiva.

 

 

- Ivan, sappiamo che tu sei un grande tifoso rossonero. Ma cos’è per te il Milan ?

Sono da sempre milanista ed è una passione che si è rafforzata nel tempo. Sono stati tanti i giocatori che mi hanno avvicinato ai colori rossoneri, ma come non si può non citare il trio olandese formato da Ruud Gullit, Marco Van Basten e Franklin Rijkaard. Tre fenomeni con i quali il Milan ha vinto tutto. Io ero un ragazzino e ho vissuto alla grande quegli anni, quando quella meravigliosa squadra ci faceva vincere scudetti, Coppe Campioni e Intercontinentali. Ma oltre agli olandesi, come non citare i vari Franco Baresi, Paolo Maldini, Roberto Donadoni, Alessandro Costacurta, grandi campioni in tutto e per tutto, come ad esempio anche Gennaro Gattuso, Andrea Pirlo, Massimo Ambrosini, Andriy Shevchenko, Kakà e tanti altri. La mia passione rossonera è forte e la sto trasmettendo ai miei figli, uno dei quali sta già facendo la trafila delle giovanili al Vismara.

 

 

- Cosa ne pensi del nuovo corso milanista e del mercato portato avanti dalla nuova dirigenza ? 

Bisogna ringraziare innanzitutto il presidente Berlusconi, che secondo me nell’immaginario collettivo resterà sempre "il Presidente". Lo aveva detto e così è stato: "Cederò il Milan soltanto a chi mi darà la garanzia di un rilancio della squadra, a partire dal rafforzamento sul mercato". E il grande mercato che sta facendo la nuova società, per mano di Marco Fassone e Massimiliano Mirabelli, lo dimostra.

 

 

- Il Milan può tornare grande ? 

Sono molto ottimista, soprattutto perché alla guida dei rossoneri c’è un mio grande amico, Vincenzo Montella, appassionato di ciclismo e con il quale parlo spesso. Ho conosciuto diversi tecnici rossoneri, dato che abito molto vicino a Milanello (Cassano Magnago, ndr) ma anche per il mio lavoro, ma con Vincenzo c’è una vecchia amicizia che ci lega ed è con lui che ho un rapporto più stretto. Nello specifico, comunque, evito di andare troppo oltre nel chiedergli i dettagli della situazione milanista. Sono però davvero felice che lui alleni la squadra del proprio cuore e vedo in lui tanto entusiasmo nel riportare il Milan presto in alto. So quanto impegno ci metta in tutto, le ore che passa chiuso in stanza con i suoi collaboratori per cercare le soluzioni migliori ai problemi e per variare gli schemi di gioco della squadra. Per questo non sono d’accordo con chi critica a prescindere. Ho sentito in giro, soprattutto negli anni passati, tante critiche e scetticismo verso i rossoneri, con molti tifosi che sembravano quasi tifare contro la propria squadra. Questo non ha senso ! La squadra si tifa sempre e comunque, soprattutto nei momenti difficili, quando criticare serve a poco ma serve essere uniti. Ed è anche per questo che non posso che ringraziare il presidente Berlusconi e Adriano Galliani per i 30 anni di successi.

 

 

- L’arrivo di Bonucci da una rivale come la Juventus, può spostare gli equilibri ?

Sinceramente non me lo sarei mai aspettato che potesse arrivare, sappiamo tutti che giocatore sia Leonardo, un campione capace di poter essere determinante sia in campo ma anche nello spogliatoio. Sono ancor più contento, però, della conferma di Gianluigi Donnarumma, cosa essenziale per il rilancio definitivo delle ambizioni della squadra. Sono convinto comunque che il mercato ancora non sia chiuso, anzi. Credo che qualche elemento arriverà ancora.

 

 

- Chi vorrei ?

Forse è fantacalcio, ma io riporterei a Milanello Zlatan Ibrahimovic, d’altronde l’ultimo Milan forte è stato il suo. L’occasione è ideale: è senza squadra e non vede l’ora di tornare in campo per dimostrare di non essere finito. Sarebbe quindi il rinforzo perfetto.

 

 

Il presente e il futuro di Ivan Basso ? 

Per il momento sto studiando, lavoro per la Trek-Segafredo e voglio lasciare il segno anche come dirigente. Non voglio essere ricordato tra dieci anni come quello che ha vinto il Giro oltre vent’anni prima. Voglio fare qualcosa di importante anche come dirigente, ed avendo amici in ambito sportivo che mi consigliano, è tutto più semplice. Anche con Montella, ad esempio, parliamo molto spesso in questo senso.

 

 

- Chi sarà il nuovo Basso ? 

Sono tanti i ragazzi che possono avere successo nel ciclismo, toccherà a noi essere bravi nello scovarli. Quando si dice che in questo sport non ci siano più talenti, si dice il falso, perchè in quel caso siamo noi dirigenti a non essere stati bravi a trovarli.

 

 

- Ci sono altri due grandi rossoneri nel ciclismo che conta, cioè Vincenzo Nibali e Fabio Aru. Che stagione è stata la loro ?

Di tutto rispetto, anzi molto positiva, contando che c’è ancora la Vuelta di Spagna da correre. Io sono del parere che non bisogna criticare il lavoro di chi si impegna duramente per un obiettivo e poi non lo raggiunge. Ci sono anche gli altri corridori che danno la vita per vincere e altri fattori che possono entrare in gioco, ma arrivare terzo ad un Giro e quinto ad un Tour sono per me grandi risultati. So bene cosa significa lottare per le prime posizioni nei grandi giri, e non criticherò mai chi lotta e suda per grandi obiettivi, a maggior ragione se un collega.

 

 

 

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27/07/2017
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Strade sicure per i ciclisti, scende in pista Ivan Basso

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Articolo di Alberto Rotondo, Milano Corriere

 

Se lo dice Ivan Basso, bisogna credergli: "Si possono evitare le morti dei ciclisti in strada, ma ci vuole tanta educazione e rispetto reciproco. Ho elaborato un decalogo per aiutare tutti — spiega — ,in auto e in bici, ad avere più attenzione per la vita degli altri". È con semplicità che il campione di ciclismo Ivan Basso, residente a Cassano Magnago, ha preso l’impegno di aiutare il comune di Gallarate a ridurre drasticamente gli incidenti che coinvolgono i ciclisti. In città l’anno scorso si sono verificati tre incidenti mortali, con le vittime schiacciate da auto o camion. E anche diversi incidenti con feriti. Alcuni dei quali durante il passaggio nelle rotatorie. L’assessore alla sicurezza Francesca Caruso gli ha chiesto di fare da testimonial in un protocollo che prevede, da oggi, che il comune e il campione siano prima linea. Basso ha stilato un decalogo che sarà distribuito nelle scuole cittadine e sarà affisso nei manifesti pubblicitari della città, per 12 mesi. "Una buona parte dei punti che ho elaborato riguardano i ciclisti — afferma Basso — ma bisogna sempre tenere conto della sproporzione, perché se l’automobilista va contro il ciclista può succedere qualcosa di grave, ma non il contrario".

Nonostante questo, Basso raccomanda grande prudenza ai colleghi su due ruote. Il decalogo chiede ai ciclisti di rispettare il codice della strada, ma anche ai pedalatori di non usare le cuffiette. Bisogna installare luci e dispositivi rifrangenti sulla bici, tenere sempre le due mani sul manubrio, indossare sempre il caschetto. I ciclisti non devono procedere affiancati ma viaggiare sempre in fila indiana, non bisogna affiancare o sorpassare su un incrocio o una rotatoria, non bisogna superare i veicoli e rispettare la linea di mezzeria. Il consiglio per gli automobilisti invece è quello di fare attenzione ai ciclisti, immettendosi in carreggiata. L’assessore Francesca Caruso punta a un vasto coinvolgimento. "Per un anno intero — osserva — saranno organizzate tavole rotonde con Ivan Basso come testimonial, ma anche il bicicletta day, incontri con le scuole guida, e la campagna di sensibilizzazione con i manifesti".

 

 

 

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01/07/2017
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Qualche semplice regola...

 

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20/05/2017
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"Hâte de vivre une nouvelle expérience avec la Gran Fondo Quebrantahuesos"

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Le 17 juin prochain Ivan participera à la Gran Fondo Quebrantahuesos, course longue de 200 km et empruntant des cols mythiques des Pyrénées. Mais point de compétition, Ivan souhaite désormais faire rimer vélo avec plaisir. Impatient à l’idée de partager la route avec les supporteurs, il aborde l’épreuve avec un grand enthousiasme. 

Voici son interview au site officiel de la Gran Fondo :



 

- Peux-tu nous parler de la Quebrantahuesos ? 

C’est une grande épreuve populaire. C’est un rêve pour tous ceux qui aiment faire du vélo et c’est l’un des objectifs pour de nombreux passionnés car c’est un défi qui transcende le sportif et qui va au-delà : il est une source de fierté et d’ambition personnelle. Conquérir ces grands sommets c’est le rêve de tous ceux qui les voient à la télé. 

 

 

- La Quebrantahuesos traverse les cols mythiques du Tour de France, comme Marie Blanque. Quels souvenirs cela vous évoque ? 

Quand on dispute des courses comme le Tour ou le Giro, on est très concentré et impliqué dans l’épreuve et on ne profite pas de tout ce qu’offrent ces montées. QH, en revanche, c’est différent, et ça me permettra de me souvenir de ces moments avec les supporteurs en liesse. Et ce jour-là ils seront à mes côtés sur le vélo. Cela m’émeut beaucoup et me rend vraiment très heureux. J’aime le contact avec les fans. J’ai énormément de chance car j’ai beaucoup de supporteurs et je suis très content de pouvoir partager avec eux ce moment qui unit à la fois le côté social, humain et sportif. C’est une façon de partager une vie saine avec des personnes de tous âges.  

 

 

- Comment abordez-vous ce défi ?

Pour un athlète qui a couru pendant de nombreuses années, cette épreuve offre une expérience que je n’ai pas vécu. Nous ne serons pas seulement 200 coureurs, il y en aura beaucoup plus, ceux qui étaient au bord de la route auparavant et qui seront en vélo avec moi. Bien-sûr je vais rencontrer des gens qui m’ont admiré, mais aussi ceux qui ne m’aimaient pas. Mais maintenant ils pourront me connaître personnellement et moi aussi. C’est très bien pour le sport ces rencontres, je pense que c’est très positif. 

 

 

- Vous vous êtes fixé un objectif pour le 17 juin ?

Après toutes ces années de compétition, le vélo est désormais un pur plaisir, c’est du bonheur et de la santé. L’unique objectif c’est de passer du temps avec tout le monde, plutôt que d’avoir l’oeil rivé sur mon compteur ou mes pulsations cardiaques. Désormais je veux profiter.

 

 

- Il y a deux ans vous avez annoncé votre retraite. Combien de temps passez-vous sur le vélo aujourd’hui ? 

À présent je fais du vélo trois ou quatre fois par semaine, mais je joue aussi au tennis et d’autres sports. L’activité physique s’est transformé en moyen d’être en bonne santé et de prendre du plaisir. Je ne fais plus de compétition et la vérité c’est que je me sens bien ainsi.

 

 

- Que pensez-vous de l’engouement croissant pour ce genre d’épreuve et de Quebrantahuesos en particulier ? 

Quebrantahuesos est une excellente épreuve. Le but c’est de partager la même route avec tes idoles et c’est une source de fierté. Pour moi c’est un rêve, car j’ai vécu de grandes expériences mais là c’en est une nouvelle. 

 

 

- Un conseil pour ceux qui débutent leur première Gran Fondo 200 km.

Une telle épreuve ne se prépare pas le jour même, cela se fait plusieurs mois auparavant. Il faut beaucoup s’entraîner, avoir une bonne hygiène de vie, manger équilibré. Par ailleurs, il est très important d’avoir bien dormi la nuit de la course, de prendre un bon petit-déjeuner et il est également important de boire beaucoup. Enfin, ce qui est le plus difficile, il est vital d’atteindre la partie finale avec de l’énergie. Conserver l’énergie c’est compliqué mais c’est nécessaire, sinon ça ne pardonne pas sur ce genre d’épreuve. Si vous utilisez un développement pas trop dur et que vous mangez et buvez, il ne devrait y avoir aucun problème au début. Mais tout cela passe par une bonne connaissance de soi et savoir se réguler. 

 

 

 

 

 

FORZA IVAN !!!!!


12/04/2017
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