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Scalata Cima Coppi 2017

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Sabato 2 settembre 2017 si svolgerà, come ormai da tradizione, la “Scalata Cima Coppi”, manifestazione ciclistica non competitiva lungo i tornanti dello Stelvio. L’iniziativa, giunta alla 17° edizione, permetterà ai cicloamatori (e non solo) di raggiungere il Passo dello Stelvio senza l’assillo di auto e moto : per una giornata il percorso sarà a disposizione solo di coloro che vorranno raggiungere i 2758 m di quota del Passo dello Stelvio con le proprie forze. Non si tratta di una competizione ma dell’occasione di godere di una giornata di sport a contatto con la natura, nella quale ciascuno potrà cimentarsi coi “mitici” tornanti dello Stelvio secondo le proprie capacità.

Dalle 08:00 alle 16:00 tutte le strade d’accesso al Passo dello Stelvio (sui versanti lombardo, altoatesino ed elvetico) verranno chiuse al traffico veicolare. Non è previsto un orario di partenza ; ciascuno può affrontare l’avventura dello Stelvio in totale libertà. La manifestazione è a partecipazione libera e gratuita e non richiede iscrizione. Sarà l’occasione per godersi in relax una delle strade paesaggisticamente più belle e storicamente più rilevanti delle Alpi.

Qualche informazione tecnica : dal versante Alto-atesino, partendo da Spondigna la salita ha una lunghezza di 27,36 km e un dislivello di 1868 metri, con pendenza media tra il 9 e l’11% e punte massime del 15% (ben 48 i tornanti). Dal versante lombardo, partendo da Bormio la salita si sviluppa per 21,5 km e ha un dislivello di 1533 metri; la pendenza media è del 7,1%, con massimi del 14% circa (40 i tornanti).

Proprio il carattere non prettamente sportivo dell’evento rende l’occasione straordinaria anche per coloro che non hanno una particolare preparazione sportiva : questa sarà l’occasione per affrontare la salita utilizzando anche biciclette a pedalata assistita. Questo nuovo modo di "pedalare con aiuto elettrico" rientra in pieno nella filosofia di promozione e utilizzo dei metodi di mobilità dolce in cui crede molto il Parco. Le nuove modalità di spostamento possono avvicinare molti nuovi utenti alle attività sportive e turistiche in natura con un approccio sempre più compatibile con le esigenze della conservazione ambientale e della valorizzazione turistica del territorio.

In questa ottica, la Scalata Cima Coppi avrà un testimonial d’eccezione : Ivan Basso, vincitore di due Giri d’Italia e di molte altre competizioni, effettuerà la salita proprio in sella a una e-bike. Dopo la salita, il campione varesino firmerà autografi presso la stand di Regione Lombardia al Passo dello Stelvio. Allo stand regionale sarà presente anche Ugo Parolo, sottosegretario di Regione Lombardia, come sempre presente a sostegno delle iniziative di promozione del territorio montano regionale. Presso lo stand gli appassionati potranno anche farsi rilasciare il "passaporto #inLombardia" grazie al quale potranno collezionare i loro ricordi di viaggio in tutta la regione. A ogni pagina corrisponde una meta su cui è possibile farsi rilasciare un timbro tematico. Una volta completato il Passaporto, si otterrà l’attestato #inLombardia!

Per rendere ancora più agevole e gradevole la salita, lungo il percorso saranno presenti punti di ristoro organizzati dal Parco dello Stelvio allestiti, per quanto riguarda il versante lombardo, in collaborazione con "Levissima". Presso la IV Cantoniera sarà presente uno stand di degustazioni di salumi della ditta Kometa. Naturalmente, sarà garantita anche l’assistenza sanitaria. Per chi arriva in auto, sono disponibili ampi parcheggi nella zona artigianale di Prato allo Stelvio e, per chi affronta la salita da Bormio, in zona funivie, in Via Milano e in zona Pentagono.

 

Per Info :

info.lo@stelviopark.it

daniela.praolini@stelviopark.it

 

 

 

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29/08/2017
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Ivan : "Il Milan tornerà grande con il mio amico Montella"

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Vincitore di due Giri d’Italia (nel 2006 e nel 2010, ndr), ma anche secondo (nel 2005, ndr) e terzo (nel 2004, ndr) al Tour de France. Ivan Basso, oltre che ad essere stato un grande campione di ciclismo, è anche un grande tifoso del Milan. Noi di PianetaMilan.it lo abbiamo incontrato : ecco le sue parole in esclusiva.

 

 

- Ivan, sappiamo che tu sei un grande tifoso rossonero. Ma cos’è per te il Milan ?

Sono da sempre milanista ed è una passione che si è rafforzata nel tempo. Sono stati tanti i giocatori che mi hanno avvicinato ai colori rossoneri, ma come non si può non citare il trio olandese formato da Ruud Gullit, Marco Van Basten e Franklin Rijkaard. Tre fenomeni con i quali il Milan ha vinto tutto. Io ero un ragazzino e ho vissuto alla grande quegli anni, quando quella meravigliosa squadra ci faceva vincere scudetti, Coppe Campioni e Intercontinentali. Ma oltre agli olandesi, come non citare i vari Franco Baresi, Paolo Maldini, Roberto Donadoni, Alessandro Costacurta, grandi campioni in tutto e per tutto, come ad esempio anche Gennaro Gattuso, Andrea Pirlo, Massimo Ambrosini, Andriy Shevchenko, Kakà e tanti altri. La mia passione rossonera è forte e la sto trasmettendo ai miei figli, uno dei quali sta già facendo la trafila delle giovanili al Vismara.

 

 

- Cosa ne pensi del nuovo corso milanista e del mercato portato avanti dalla nuova dirigenza ? 

Bisogna ringraziare innanzitutto il presidente Berlusconi, che secondo me nell’immaginario collettivo resterà sempre "il Presidente". Lo aveva detto e così è stato: "Cederò il Milan soltanto a chi mi darà la garanzia di un rilancio della squadra, a partire dal rafforzamento sul mercato". E il grande mercato che sta facendo la nuova società, per mano di Marco Fassone e Massimiliano Mirabelli, lo dimostra.

 

 

- Il Milan può tornare grande ? 

Sono molto ottimista, soprattutto perché alla guida dei rossoneri c’è un mio grande amico, Vincenzo Montella, appassionato di ciclismo e con il quale parlo spesso. Ho conosciuto diversi tecnici rossoneri, dato che abito molto vicino a Milanello (Cassano Magnago, ndr) ma anche per il mio lavoro, ma con Vincenzo c’è una vecchia amicizia che ci lega ed è con lui che ho un rapporto più stretto. Nello specifico, comunque, evito di andare troppo oltre nel chiedergli i dettagli della situazione milanista. Sono però davvero felice che lui alleni la squadra del proprio cuore e vedo in lui tanto entusiasmo nel riportare il Milan presto in alto. So quanto impegno ci metta in tutto, le ore che passa chiuso in stanza con i suoi collaboratori per cercare le soluzioni migliori ai problemi e per variare gli schemi di gioco della squadra. Per questo non sono d’accordo con chi critica a prescindere. Ho sentito in giro, soprattutto negli anni passati, tante critiche e scetticismo verso i rossoneri, con molti tifosi che sembravano quasi tifare contro la propria squadra. Questo non ha senso ! La squadra si tifa sempre e comunque, soprattutto nei momenti difficili, quando criticare serve a poco ma serve essere uniti. Ed è anche per questo che non posso che ringraziare il presidente Berlusconi e Adriano Galliani per i 30 anni di successi.

 

 

- L’arrivo di Bonucci da una rivale come la Juventus, può spostare gli equilibri ?

Sinceramente non me lo sarei mai aspettato che potesse arrivare, sappiamo tutti che giocatore sia Leonardo, un campione capace di poter essere determinante sia in campo ma anche nello spogliatoio. Sono ancor più contento, però, della conferma di Gianluigi Donnarumma, cosa essenziale per il rilancio definitivo delle ambizioni della squadra. Sono convinto comunque che il mercato ancora non sia chiuso, anzi. Credo che qualche elemento arriverà ancora.

 

 

- Chi vorrei ?

Forse è fantacalcio, ma io riporterei a Milanello Zlatan Ibrahimovic, d’altronde l’ultimo Milan forte è stato il suo. L’occasione è ideale: è senza squadra e non vede l’ora di tornare in campo per dimostrare di non essere finito. Sarebbe quindi il rinforzo perfetto.

 

 

Il presente e il futuro di Ivan Basso ? 

Per il momento sto studiando, lavoro per la Trek-Segafredo e voglio lasciare il segno anche come dirigente. Non voglio essere ricordato tra dieci anni come quello che ha vinto il Giro oltre vent’anni prima. Voglio fare qualcosa di importante anche come dirigente, ed avendo amici in ambito sportivo che mi consigliano, è tutto più semplice. Anche con Montella, ad esempio, parliamo molto spesso in questo senso.

 

 

- Chi sarà il nuovo Basso ? 

Sono tanti i ragazzi che possono avere successo nel ciclismo, toccherà a noi essere bravi nello scovarli. Quando si dice che in questo sport non ci siano più talenti, si dice il falso, perchè in quel caso siamo noi dirigenti a non essere stati bravi a trovarli.

 

 

- Ci sono altri due grandi rossoneri nel ciclismo che conta, cioè Vincenzo Nibali e Fabio Aru. Che stagione è stata la loro ?

Di tutto rispetto, anzi molto positiva, contando che c’è ancora la Vuelta di Spagna da correre. Io sono del parere che non bisogna criticare il lavoro di chi si impegna duramente per un obiettivo e poi non lo raggiunge. Ci sono anche gli altri corridori che danno la vita per vincere e altri fattori che possono entrare in gioco, ma arrivare terzo ad un Giro e quinto ad un Tour sono per me grandi risultati. So bene cosa significa lottare per le prime posizioni nei grandi giri, e non criticherò mai chi lotta e suda per grandi obiettivi, a maggior ragione se un collega.

 

 

 

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27/07/2017
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Strade sicure per i ciclisti, scende in pista Ivan Basso

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Articolo di Alberto Rotondo, Milano Corriere

 

Se lo dice Ivan Basso, bisogna credergli: "Si possono evitare le morti dei ciclisti in strada, ma ci vuole tanta educazione e rispetto reciproco. Ho elaborato un decalogo per aiutare tutti — spiega — ,in auto e in bici, ad avere più attenzione per la vita degli altri". È con semplicità che il campione di ciclismo Ivan Basso, residente a Cassano Magnago, ha preso l’impegno di aiutare il comune di Gallarate a ridurre drasticamente gli incidenti che coinvolgono i ciclisti. In città l’anno scorso si sono verificati tre incidenti mortali, con le vittime schiacciate da auto o camion. E anche diversi incidenti con feriti. Alcuni dei quali durante il passaggio nelle rotatorie. L’assessore alla sicurezza Francesca Caruso gli ha chiesto di fare da testimonial in un protocollo che prevede, da oggi, che il comune e il campione siano prima linea. Basso ha stilato un decalogo che sarà distribuito nelle scuole cittadine e sarà affisso nei manifesti pubblicitari della città, per 12 mesi. "Una buona parte dei punti che ho elaborato riguardano i ciclisti — afferma Basso — ma bisogna sempre tenere conto della sproporzione, perché se l’automobilista va contro il ciclista può succedere qualcosa di grave, ma non il contrario".

Nonostante questo, Basso raccomanda grande prudenza ai colleghi su due ruote. Il decalogo chiede ai ciclisti di rispettare il codice della strada, ma anche ai pedalatori di non usare le cuffiette. Bisogna installare luci e dispositivi rifrangenti sulla bici, tenere sempre le due mani sul manubrio, indossare sempre il caschetto. I ciclisti non devono procedere affiancati ma viaggiare sempre in fila indiana, non bisogna affiancare o sorpassare su un incrocio o una rotatoria, non bisogna superare i veicoli e rispettare la linea di mezzeria. Il consiglio per gli automobilisti invece è quello di fare attenzione ai ciclisti, immettendosi in carreggiata. L’assessore Francesca Caruso punta a un vasto coinvolgimento. "Per un anno intero — osserva — saranno organizzate tavole rotonde con Ivan Basso come testimonial, ma anche il bicicletta day, incontri con le scuole guida, e la campagna di sensibilizzazione con i manifesti".

 

 

 

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01/07/2017
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Qualche semplice regola...

 

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20/05/2017
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"Hâte de vivre une nouvelle expérience avec la Gran Fondo Quebrantahuesos"

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Le 17 juin prochain Ivan participera à la Gran Fondo Quebrantahuesos, course longue de 200 km et empruntant des cols mythiques des Pyrénées. Mais point de compétition, Ivan souhaite désormais faire rimer vélo avec plaisir. Impatient à l’idée de partager la route avec les supporteurs, il aborde l’épreuve avec un grand enthousiasme. 

Voici son interview au site officiel de la Gran Fondo :



 

- Peux-tu nous parler de la Quebrantahuesos ? 

C’est une grande épreuve populaire. C’est un rêve pour tous ceux qui aiment faire du vélo et c’est l’un des objectifs pour de nombreux passionnés car c’est un défi qui transcende le sportif et qui va au-delà : il est une source de fierté et d’ambition personnelle. Conquérir ces grands sommets c’est le rêve de tous ceux qui les voient à la télé. 

 

 

- La Quebrantahuesos traverse les cols mythiques du Tour de France, comme Marie Blanque. Quels souvenirs cela vous évoque ? 

Quand on dispute des courses comme le Tour ou le Giro, on est très concentré et impliqué dans l’épreuve et on ne profite pas de tout ce qu’offrent ces montées. QH, en revanche, c’est différent, et ça me permettra de me souvenir de ces moments avec les supporteurs en liesse. Et ce jour-là ils seront à mes côtés sur le vélo. Cela m’émeut beaucoup et me rend vraiment très heureux. J’aime le contact avec les fans. J’ai énormément de chance car j’ai beaucoup de supporteurs et je suis très content de pouvoir partager avec eux ce moment qui unit à la fois le côté social, humain et sportif. C’est une façon de partager une vie saine avec des personnes de tous âges.  

 

 

- Comment abordez-vous ce défi ?

Pour un athlète qui a couru pendant de nombreuses années, cette épreuve offre une expérience que je n’ai pas vécu. Nous ne serons pas seulement 200 coureurs, il y en aura beaucoup plus, ceux qui étaient au bord de la route auparavant et qui seront en vélo avec moi. Bien-sûr je vais rencontrer des gens qui m’ont admiré, mais aussi ceux qui ne m’aimaient pas. Mais maintenant ils pourront me connaître personnellement et moi aussi. C’est très bien pour le sport ces rencontres, je pense que c’est très positif. 

 

 

- Vous vous êtes fixé un objectif pour le 17 juin ?

Après toutes ces années de compétition, le vélo est désormais un pur plaisir, c’est du bonheur et de la santé. L’unique objectif c’est de passer du temps avec tout le monde, plutôt que d’avoir l’oeil rivé sur mon compteur ou mes pulsations cardiaques. Désormais je veux profiter.

 

 

- Il y a deux ans vous avez annoncé votre retraite. Combien de temps passez-vous sur le vélo aujourd’hui ? 

À présent je fais du vélo trois ou quatre fois par semaine, mais je joue aussi au tennis et d’autres sports. L’activité physique s’est transformé en moyen d’être en bonne santé et de prendre du plaisir. Je ne fais plus de compétition et la vérité c’est que je me sens bien ainsi.

 

 

- Que pensez-vous de l’engouement croissant pour ce genre d’épreuve et de Quebrantahuesos en particulier ? 

Quebrantahuesos est une excellente épreuve. Le but c’est de partager la même route avec tes idoles et c’est une source de fierté. Pour moi c’est un rêve, car j’ai vécu de grandes expériences mais là c’en est une nouvelle. 

 

 

- Un conseil pour ceux qui débutent leur première Gran Fondo 200 km.

Une telle épreuve ne se prépare pas le jour même, cela se fait plusieurs mois auparavant. Il faut beaucoup s’entraîner, avoir une bonne hygiène de vie, manger équilibré. Par ailleurs, il est très important d’avoir bien dormi la nuit de la course, de prendre un bon petit-déjeuner et il est également important de boire beaucoup. Enfin, ce qui est le plus difficile, il est vital d’atteindre la partie finale avec de l’énergie. Conserver l’énergie c’est compliqué mais c’est nécessaire, sinon ça ne pardonne pas sur ce genre d’épreuve. Si vous utilisez un développement pas trop dur et que vous mangez et buvez, il ne devrait y avoir aucun problème au début. Mais tout cela passe par une bonne connaissance de soi et savoir se réguler. 

 

 

 

 

 

FORZA IVAN !!!!!


12/04/2017
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Ivan : "Aider les cyclistes et les automobilistes à mieux cohabiter"

 

Comme vous avez pu lire dans l'article précédent, Ivan, qui assistait ce samedi à Milano Sanremo avec son équipe Trek-Segrafredo, veut aider les cyclistes et les automobilistes à mieux cohabiter sur la route. En collaboration avec la ville lombarde de Gallarate, il souhaite notamment créer des espaces dédiés au vélo et renforcer ainsi la sécurité. Son objectif est d'encourager les gens à se remettre en selle. Ivan s'en explique dans la vidéo ci-dessous. Une vidéo sous-titrée en français, réalisée par Gallarate Più, et où on le voit pédaler en compagnie de son épouse Micaela : 

 

 


 

 

 

 

 

 

FORZA IVAN !!!!!


18/03/2017
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Ivan : "Je veux promouvoir l'utilisation du vélo"

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Depuis la fin de sa carrière Ivan n’a pas manqué de poursuivre son investissement dans le cyclisme. Aujourd’hui responsable du secteur jeunesse de la Trek-Segafredo, il s’implique aussi fortement dans la promotion de l’utilisation du vélo dans la vie de tous les jours. Avec le maire de Gallarate et ainsi que celui de sa ville de Cassano,  il aide à sensibiliser les jeunes à l’usage quotidien du vélo et au respect des bonnes règles de sécurité sur deux roues. La région a malheureusement été touchée par trois accidents mortels il y a quelques mois. Rendre la route plus sûre, tel est donc l’engagement d’Ivan, comme il l’explique à Fabio Florindi du journal "Il Giorno" dans l'interview ci-dessous : 

 

 

- En quoi consistent vos propositions au maire de Gallarate ?

L’idée est celle de promouvoir l’utilisation du vélo, notamment en créant des parcours pour l’usage du vélo. C’est un projet avec les dix règles les plus importantes que les cyclistes doivent respecter, comme l’usage du casque et l’éducation routière. 

 

 

- Dans la pratique comme cela se mettra en place ?

Cette initiative nous voulons la faire partir des jeunes dans les écoles, pour ensuite arriver aux associations et également aux équipes amateurs locales. Nous nous attellerons beaucoup au respect du code de la route.

 

 

- Comme est née l’idée ?

Il y a eu trois cyclistes qui sont décédés en l’espace d’un mois dans notre région, tous percutés sur un rond-point. À deux reprises les automobilistes étaient en faute, et une fois l’un des cyclistes a doublé sur la droite. 

 

 

- Il y a des infrastructures qui existent pour garantir la sécurité ?

La piste cyclable qui relie Gallarate à Cassano. Là les cyclistes peuvent pédaler en sécurité. Mais quand on est en vélo il faut se comporter correctement, par exemple on ne doit pas être deux côte à côte, téléphoner en enlevant une main du guidon, avoir les enfants sans casques. L’objectif, cependant, c’est d’élargir et promouvoir l’utilisation du vélo. 

 

 

- Vous avez participé à d’autres initiatives de ce type ?

Oui bien sûr, dans ma ville de Cassano. Ma fille, avec quelques autres, a commencé à aller à l’école en vélo durant la saison la moins froide et beaucoup d’autres enfants et de jeunes ont suivi leur exemple. Désormais le maire de Cassano a mis à disposition trois vigiles qui, durant les heures de pointe, contrôlent les intersections les plus dangereuses à proximité des écoles.

 

 

- En plus de ces initiatives, comme peut-on protéger les cyclistes sur la route ?

Il faut développer et élargir partout ces projets commune par commune. On doit activer le bouche à oreille. Et puis il n’y a pas besoin de faire de grandes choses, mais respecter de simples règles que pas tous les automobilistes et cyclistes ne respectent. 

 

 

- Quand vous êtes-vous intéressé à cette thématique ?

Quand cela m’a été demandé, je me suis immédiatement investi à fond.  

 

 

 

 

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- In che cosa consistono le proposte che ha formulato o formulerà al Comune di Gallarate ?

L’idea è quella di promuovere l’utilizzo della bici, anche creando dei percorsi per utilizzare la bicicletta. È un progetto con le dieci regole più importanti che i ciclisti devono rispettare, come l’uso del casco e l’educazione stradale.

 

 

- Come si svilupperà nella pratica ?

Questa iniziativa vogliamo farla partire dai ragazzi nelle scuole per poi arrivare alle associazioni e anche alle squadre amatoriali locali. Punteremo molto sul rispetto del codice della strada.

 

 

- Com’è partita l’idea ?

Ci sono stati tre ciclisti morti nel giro di un mese nella nostra zona, tutti schiacciati nei pressi di una rotonda. In due occasioni la colpa era degli automobilisti, in una del ciclista che ha sorpassato sulla destra.

 

 

- Ci sono delle infrastrutture che si stanno realizzando per garantire la sicurezza ?

L’anello ciclabile tra Gallarate e Cassano realizzato all’interno di una strada. Lì i ciclisti possono pedalare in sicurezza. Ma comunque quando si va in bici bisogna comportarsi correttamente, ad esempio non si deve andare in due, telefonare togliendo una mano dal manubrio, portare i bambini senza casco. L’obiettivo, comunque, è quello di allargare e promuovere uso bici.

 

 

- Ha partecipato ad altre iniziative di questo tipo ?

Sì certo, le abbiamo fatte nel mio paese a Cassano. Mia figlia, assieme a pochi altri, ha iniziato ad andare a scuola in bici nella stagione meno fredda e tanti altri bambini e ragazzi hanno iniziato a seguire il loro esempio. Adesso il Comune di Cassano ha messo a disposizione tre vigili che, durante gli orari di ingresso, controllano gli incroci più pericolosi in prossimità delle scuole.

 

 

- Oltre a queste iniziative, come si possono salvaguardare i ciclisti sulla strada ?

Bisogna contagiarsi a vicenda tramite questi progetti e allargarli Comune per Comune. Si deve attuare un passaparola. Poi non bisogna fare grandi cose, ma rispettare semplici regole che non tutti gli automobilisti e i ciclisti rispettano.

 

 

- Quando si è avvicinato a questo tipo di tematiche ?

Quando mi è stato chiesto, ci ho messo subito tutto me stesso.

 

 

 

 

 

 

FORZA IVAN !!!!!


05/03/2017
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