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Ivan : "La Valtellina č bellissima sempre. Ma in bici, quanto scoperte si fanno"

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Intervista La Provincia di Como

 

 

 

- Quali sono, Ivan, i suoi legami con questa terra ?

Le mie radici sono in parte valtellinesi perché la mia mamma è originaria di Bianzone. In quella località anch’io ho passato le vacanze e la mia giovinezza e adolescenza, specialmente il periodo estivo. Abbiamo ancora la casa. 

 

 

- E sul piano agonistico ? 

La Valtellina è il cuore pulsante del ciclismo italiano, con almeno due salite mitiche : lo Stelvio e il Mortirolo, gare che hanno sempre deciso il vincitore del Giro d’Italia. Sono stato felice di aver avuto una delle mie maglie rose proprio vincendo la tappa della Valtellina. 

 

 

- Come interpreta il suo ruolo di testimonial della Valtellina ?

Credo che la parola "testimonial" si carichi davvero di significato e faccia la differenza quando lo si fa con il cuore, con senso di appartenenza e non soltanto per ragioni di puro marketing. Mi sento orgoglioso di rappresentare questo territorio, per il fatto che la Valtellina è parte di me. Quando mi chiedono di parlarne, io vedo il bambino che veniva qui in vacanza e lo sportivo che ha tanto faticato e amato le competizioni valtellinesi. Vivo questa esperienza come una parte della mia identità.

 

 

- Nella sua vita, che spazio hanno gli sport bianchi sulla neve ?

Mi sto avvicinando adesso alla Valtellina "bianca". I corridori non possono sciare, essendo molto pericoloso per i possibili infortuni che possono verificarsi. 

 

 

- Come definite la Valle ?

La Valtellina è bella sempre, tutto l’anno. E per la bici, la mia passione, c’è spazio anche con la neve. Quando correvo da professionista, non era molto diffuse le "fat bike", che stanno imponendosi oggi come un’attività molto divertente e dinamica anche in Valtellina. Più in generale, le bici elettriche, con o senza neve, daranno un grande slancio alla vacanza in montagna. Penso solo a come possano portare ai rifugi, consentendo di vedere una quantità di luoghi e paesaggi, con soste gastronomiche ai rifugi. 

 

 

- Il suo piatto preferito ?

La bresaola.

 

 

- Lei, nel Varesotto, dove risiede, ha un’azienda agricola che produce mirtilli, con grande successo. C’è lo zampino della Valtellina ?

Certo ! I miei nonni coltivavano i mirtilli in baita. In questo momento molti si sentono demotivati per ragioni economiche o sociali. Io penso che possa aiutare fare qualcosa che metta buon umore, magari ritrovando le radici dell’infanzia, che per me sono tutt’uno con l’energia e la tenacia della Valtellina !

 

 

 

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28/11/2017
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