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Ivan Basso Daily Blog

Il calendario del Kometa-Xstra Cycling Team della "nuova normalità": cinque corse a tappe e due classiche

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Cinque corse a tappe e due gare di un giorno costituiranno il "nuovo" calendario della Kometa-Xstra Cycling Team con la ripartenza e il recupero del calendario ciclistico. Una pianificazione molto internazionale, con molta competizione contro formazioni di categoria più alta. 

 

Il primo impegno sarà la Vuelta Ciclista a Burgos, che si terrà tra il 28 luglio e il 1° agosto. Il circuito del Getxo, il 2 agosto, sarà la prossima competizione della Kometa-Xstra Cycling Team. Cinque giorni dopo la formazione continentale della Fondazione Alberto Contador si trasferirà in Francia per affrontare, tra il 7 e il 9 agosto, una nuova edizione del Tour de l'Ain.

 

Il Giro d'Italia U23 e il Giro d'Ungheria saranno l'attrazione principale della squadra durante gli ultimi giorni di agosto e i primi giorni di settembre. Con la riconfigurazione del calendario dall'Unione Ciclistica Internazionale, sia il giro italiano che quello ungherese si sono praticamente sovrapposti. Questo non ha impedito alla squadra di accettare i due inviti, data l'importanza di entrambi gli eventi, che iniziano il 29 agosto. Il Giro U23 si concluderà il 5 settembre, mentre il Giro d'Ungheria si finirà il 2 settembre.

 

Tra il 17 e il 20 settembre emerge la principale novità del calendario della formazione continentale: la Ronde de l'Isard. L'evento francese, un evento internazionale abitualmente dedicato al mondo amatoriale, sarà questa volta disputato dalla squadra continentale della fondazione. La 43esima edizione della Ronde è una delle gare più impegnative del calendario U23. Il percorso comprende una prova a cronometro di 11,6 km e offre salite come Port de Balés, Ax-3-Domaines, Col d'Agnes e Col de Peguere.

 

Il 12 ottobre la Kometa-Xstra Cycling Team parteciperà alla corsa spagnola Villafranca-Ordizia Klasika. Sarà l'ultima gara della squadra di questo 2020 così atipico, con una pausa forzata di quattro mesi.

 

 

- Calendario :

 

  • 28 luglio - 1 agosto: Vuelta a Burgos (Spagna)
  • 2 agosto: Circuito de Getxo (Spagna)
  • 7-9 agosto: Tour de l´Ain (Francia)
  • 29 agosto - 2 settembre: Tour de Hungría (Ungheria)
  • 29 agosto - 5 settembre: Giro d'Italia U23 (Italia)
  • 17-20 settembre: Ronde de l´Isard (Francia)
  • 12 ottobre: Prueba Villafranca-Ordizia Klasika (Spagna)

 

 

 

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02/07/2020
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SiRacconta

 

Ivan ospite di SiRacconta su Sport Italia.

 

 

 

 

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15/06/2020
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ICARUSLIVE - A tu per tu con Ivan Basso

 

 

Per Icarus Sky Sport, Ivan ha risposto alle domande di Patrick Martini.

 

 

 

 

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31/05/2020
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“Passione sportiva e gestione da azienda”: la ricetta di Basso per rilanciare il ciclismo

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Articolo di Damiano Franzetti, VareseNews.it

 

 

Il campione di Cassano gestisce una squadra insieme ad Alberto Contador: "Ci prepariamo a una stagione di 16 mesi, importante coinvolgere gli investitori. Il Giro 2020 è cruciale per il rilancio dell’Italia"

 

 

"Il tempo della ripartenza è quello in cui è necessario fare sacrifici e in cui vanno dimenticati i privilegi. È un momento nel quale mi sembra intelligente guardare in due direzioni: verso i più anziani che hanno maturato esperienze difficili in passato e verso i bambini i quali, invece, sono il simbolo dell’energia. Se si è in grado di cogliere questi spunti, si è già sulla buona strada".

Parole rotonde, pedalate, attente quelle di Ivan Basso: il campione di Cassano Magnago, 42 anni e due Giri d’Italia vinti, si affaccia alla "Fase 2" dopo il lockdown con la responsabilità del manager sportivo: da qualche stagione infatti Basso affianca Alberto Contador (e il fratello di quest’ultimo, Fran) alla guida del team Kometa Xstra, squadra di affiliazione spagnola che ha già lanciato diversi giovani nel grande ciclismo. Un incarico di primo piano, che gli ha fatto maturare una solida esperienza dirigenziale accanto a quella, enorme, di sportivo. Ed è a questi due piani che Ivan guarda in vista della ripartenza.

 

 

- Nelle scorse settimane l’abbiamo vista impegnata sui rulli, insieme a tanti "grandi" del passato, per disputare il Giro d’Italia Virtual nella categoria "Legend". Un bell’allenamento in tempi di "reclusione"in casa.

 

"L’attività indoor è servita per allenarsi ma anche per ritagliare momenti di buonumore: andare in bici dà benessere, migliora l’autostima e il proprio equilibrio psicofisico. Quando parlo di buonumore, però, non voglio sembrare irrispettoso del momento: so bene che tanta gente ha sofferto e faticato, e da qui in avanti dovrà affrontare periodi difficili. Per gli appassionati come me, usare i rulli è stata una forzatura che però ha reso più piacevole la quarantena. In questo periodo inoltre, questo strumento è stato scoperto da una fascia più ampia di sportivi: molti giovani hanno iniziato a utilizzare i rulli, cosa che prima non facevano, e anche persone in là con gli anni hanno potuto scegliere questa opzione. Sul Giro Legend la cosa migliore è stato il lato benefico: io ho messo in palio le mie maglie rosa che hanno fruttato circa 4.000 euro e in tanti hanno usato questo canale per fare del bene. Mi ha fatto piacere".

 

 

- Ora siamo entrati nella "fase 2" e anche il mondo del ciclismo è chiamato a progettare il futuro. A che punto eravate quando tutto si è fermato? E qual è la ricetta per ripartire?

 

"A febbraio c’erano tutti i presupposti per disputare un ottimo 2020 e per iniziare anche l’anno successivo in modo energico. L’idea del team era (ed è) quella di crescere: dopo tre stagioni in cui siamo stati una delle migliori Continental al mondo, sia per risultati sia per il lancio di atleti nelle categorie superiori, ci stavamo preparando a diventare una formazione Professional, quelle che possono ricevere gli inviti per i grandi giri e le maggiori classiche. C’erano già buone garanzie a livello economico e avevamo ricevuto aperture interessanti da alcuni nuovi sponsor. Ora dovremo ricominciare e lo faremo; la mia percezione è positiva perché tutto il sistema ha voglia di ripartire. Sarà però necessario che le squadre abbiano un piano che sia sportivo ma anche manageriale: credo che la soluzione sia quella di avere il giusto mix tra le qualità di un’azienda e quelle di una società sportiva. Tornando al presente, come squadra stiamo ragionando a una stagione di sedici mesi: un unico progetto che va dall’agosto 2020 al  dicembre 2021. Sarà lunga, ma sono convinto che nelle difficoltà è comunque possibile trovare le opportunità da cogliere".

 

 

- Secondo lei quindi, il legame tra sport ed economia è sempre più importante? Due mondi che possono andare di pari passo ed essere "motori" della rinascita?

 

"Lo sport è amore, istinto, passione; l’economia è la capacità di far quadrare i conti e organizzare ogni impresa nel modo più oculato. Io credo che le due cose, insieme, possano aiutare questa ripartenza. È necessario che le squadre sportive, quelle ciclistiche, si diano un taglio manageriale e condividano le scelte con chi investe soldi al loro interno; allo stesso tempo, le aziende possono trarre beneficio dallo spirito che si respira all’interno di un team di atleti che lavorano per i loro obiettivi".

 

 

- Il ciclismo resta poi una disciplina speciale, per via delle sue caratteristiche.

 

"Parliamo di uno sport popolare, che passa sulla porta di casa e che in genere unisce i tifosi al posto di creare divisioni. Porta la gente anche in posti lontani, talvolta impervi, per assistere alle gare ed è un enorme volano a livello promozionale. Su quest’ultimo aspetto è cruciale che si disputi il Giro d’Italia anche in questo 2020: tutto il nostro Paese può trarre beneficio dalla corsa rosa, perché rappresenta una grande vetrina per il turismo, la cultura, la storia. Nello sport l’Italia ha tre colori: l’azzurro delle nazionali, il rosso della Ferrari e il rosa del Giro: in questo periodo così particolare, la corsa a tappe può rafforzare la nostra immagine in tutto il mondo".

 

 

- Sempre parlando di corse, ma venendo a casa nostra, cosa ne pensa dell’unificazione di Tre Valli, Bernocchi e Agostoni in una singola gara per il 2020?

 

"Nel 2020 è importante che tutti facciano squadra: è il momento di unirsi, di tendere la mano e aiutare anche chi è in difficoltà, di fare in modo che le corse vengano salvate così che poi si torni al calendario normale nelle stagioni successive. In quest’ottica dare vita al "Grande Trittico Lombardo" mi sembra una scelta intelligente e utile per le singole organizzazioni e per tutto il movimento".

 

 

- Oltre a pedalare, intanto, ha scoperto una nuova passione: la corsa a piedi.

 

"Il podismo è uno sport che in passato non ho mai potuto praticare perché rischiava di essere traumatico, però mi appassiona. Ora esco quasi tutti i giorni, corro tra i 10 e i 18 chilometri e mi diverto: è un tipo di attività che mi ricorda quella delle cronometro, perché se spingi troppo forte rischi di andare fuori giri, se rallenti potresti non recuperare. Quando corri a piedi devi tirar fuori tutto, ci sono sfumature che mi riavvicinano al ciclismo".

 

 

 

 

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20/05/2020
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GCN Italia, LIVE con Ivan Basso, vincitore dei Giri d'Italia 2006 e 2010


 

Siamo nel mese di Maggio e GCN Italia vuole ripercorre i Giri d'Italia degli anni passati chiacchierando direttamente con i vincitori.

 

 

 

 

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15/05/2020
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Ivan Basso al Giro virtuale. Tappa 6 e 7

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Sito ufficiale Gobik

 

 

Per il finale del Giro Virtuale c’è una tappa in Piemonte, al confine con la Francia. E il Giro si conclude a Milano, con una cronometro. Tutto per mettere fine a un'edizione davvero speciale, la prima, un evento che "è stato vissuto in un momento complicato per tutti, siamo riusciti a vivere il Giro in modo diverso", afferma Ivan Basso, che applaude al risultato fine della gara virtuale. Un applauso che include preziose donazioni alla Croce Rossa italiana, in un momento difficile come quello attuale.

 

Ma non solo, questo Giro virtuale ha messo professionisti e dilettanti, giovani e meno giovani sullo stesso piano: "La generazione 2.0 ha trovato un uso totalmente nuovo per la bicicletta ed è stato in un momento in cui non c’era altro modo di godersela. È stato come pianificare una settimana di gran fondo, ogni settimana con due tappe". 

 

E non solo, perché il mix di tutti i tipi di pubblico ha costruito "un'esperienza che può essere ripetuta, perché anche nella vita normale le persone lavorano e non hanno tutto il tempo che vogliono. Ora puoi gareggiare di notte. Sono sicuro che la comunità ciclistica ne uscirà rafforzata",conclude.

 

Per Ivan Basso, Sestriere non ha mai avuto un ruolo importante nella sua vita sportiva, ma questo non gli impedisce di riconoscere che "è una delle salite più importanti del Giro, una montagna mitica per l'Italia, ma anche per il Tour, una cima dove i due grandi si incontrano".

 

Poi c'è l'ultima cronometro di Milano, l'epilogo di quindici chilometri che mette la ciliegina sulla torta in una città importante per Ivan: "A Milano ho vinto il Giro 2006, una bellissima città dove vediamo sempre più bici. Arrivare qui in rosa è stato magico, così vicino a casa, nella capitale della mia regione".

 

Ora possiamo pensare che il vero Giro si svolgerà nelle sue nuove date, che tutto migliorerà e che il ciclismo virtuale rimarrà un complemento di quello reale.

 

 

 

 

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09/05/2020
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KOO intervista Ivan Basso


 

Lunedì 4 maggio Ivan Basso era ospite di KOO per una diretta Instagram. Il manager sportivo della Kometa-Xstra Cycling Team ha risposto alle domande di Stefano Bertolotti.

 

 

 

 

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05/05/2020
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