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3° tappa Ain : Ancora un'ottima prestazione di Michel Ries, 11°

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Il Tour de l’Ain si concludeva oggi con una tappa di 133,4 chilometri, che arrivava al famoso Col de la Faucille (9,7 km a 6,4 %). A disputarsi la vittoria, tre corridori : Arthur Vichot, che, grazie al lavoro della sua squadra Groupama-FDJ, è riuscito a fare una grossa selezione nella Faucille, e solo Nicolas Edet (Cofidis, Solutions Crédits) e Nans Peter (AG2R La Mondiale) hanno potuto tenere il suo ritmo. Ma in volata il francese è stato il più forte, Peters e Edet terminando rispettivamente 2° e 3°. 

 

Per la Polartec-Kometa, la bella sorpresa di ieri, Michel Ries, ha ancora fatto un’ottima prestazione. Il giovane lussemburghese ha finito 11° della tappa, a solo 1:05 dei migliori. Nella generale è anche 11°, a 2:30 di Arthur Vichot. Dopo l'arrivo Michel non nascondeva la sua soddisfazione "Mi sono sentito molto bene in queste ultime due tappe. Sabato era molto impegnativo, con molte salite. Ma sono riuscito a gestirlo bene, rimanendo in buone posizioni per tutto il giorno, e questo mi ha permesso di arrivare con il secondo gruppo insieme a tanti corridori molto forti. Oggi abbiamo avuto un pessimo inizio di giornata, una pioggia tremenda, ma la squadra ha fatto un lavoro enorme per tenermi in una buona posizione tutto il giorno e davanti alla salita finale di dieci chilometri. Sono riuscito a resistere con i primi fino agli ultimi tre chilometri e finalmente sono arrivato in una bella undicesima posizione. Sono molto contento della mia prestazione in questa gara difficile con molti scalatori molto forti".

 

Jesús Hernandez, il direttore sportivo : "Impressionante la performance di Michel. Abbiamo pensato che potesse pagare lo sforzo di ieri, perché è molto giovane, ma oggi è stato meglio di ieri. È undicesimo sia nella tappa che nella classifica generale e siamo sorpresi e molto contenti della sua prestazione in questa gara. Ora è il momento di riposare per qualche giorno e pensare al Giro d'Italia, perché sarà il nostro punto di forza per la classifica generale. In questo doppio approccio alla gara, la ricerca della fuga e la classifica generale, Wilson Peña è stato molto attivo ed è riuscito a farci entrare nella fuga. Il resto dei compagni sono stati bravissimi, proteggendo Michel. La parte negativa di quest'ultima tappa è stata la caduta di Miguel Ángel Ballesteros nella discesa della prima salita. Tanta acqua sulla strada, cattive condizioni, un ciclista di Astana è andato a terra e Miguel non ha potuto evitarlo. Fortunatamente, non c'è nulla di grave o rotto. Ora è arrivato il momento di ricaricare le batterie per il prossimo Giro d'Italia U23".

 

 

 

- Classifica 3° tappa : 

 

1. VICHOT Arthur (Groupama-FDJ) 3:25:54

2. PETERS Nans (AG2R La Mondiale) 

3. EDET Nicolas (Cofidis, Solutions Crédits) a 03s

4. GAUDU David (Groupama-FDJ) a 13s

5. TAARMÄE Rein (Direct Energie) a 24s

11. RIES Michel (Polartec-Kometa) a 1:05

42. INKELAAR Kevin (Polartec-Kometa) a 6:05

54. CANTÓN Isaac (Polartec-Kometa) a 9:33

 

 

- Classifica generale finale : 

 

1. VICHOT Arthur (Groupama-FDJ) a 11:16:10

2. EDET Nicolas (Cofidis, Solutions Crédits) a 18s 

3. TAARMÄE Rein (Direct Energie) a 46s

4. HIRSCHI Marc (Development Team Sunweb) a 56s

5. PETERS Nans (AG2R La Mondiale) a 1:05

11. RIES Michel (Polartec-Kometa) a 2:30

44. INKELAAR Kevin (Polartec-Kometa) a 17:40

55. CANTÓN Isaac (Polartec-Kometa) a 24:14

 

 

 

 

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20/05/2018
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Nove Colli, una bellissima giornata di solidarietà e sorrisi

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Dopo qualche giorno sul Giro d’Italia con la Trek-Segafredo, Ivan era oggi a Cesenatico per partecipare alla granfondo Nove Colli. Correva con la Dream Team (Mauro Gianetti, Joaquin Rodriguez, Rocco Cattaneo, Jury Chechi, Antonio Rossi e Cristian Zorzi) per la #NoveColli4Children. L’obiettivo era di percorrere 130 chilometri in meno di quattro ore per aiutare l’Istituto Oncologico Romagnolo (IOR) e i suoi progetti a favore del reparto oncologia pediatrica di Rimini. Il tempo era preso sul quarto arrivato. Gianetti, Rodriguez, Cattaneo e Ivan stavano per riuscire la sfida quando Ivan ha forato, vittimo da qualcuno che ha provato a rovinare la festa, spargendo chiodi sul percorso. Juri Chechi ha dato tutto per prendere il posto di Ivan ma purtroppo non è bastato, il tempo è stato di nove minuti più alto rispetto all’orario limite. Ma la grande generosità degli organizzatori ha subito fatto dimenticare la delusione : hanno deciso di devolvere ugualmente l’intera cifra di 20 mila euro, che sarà quindi dati all’oncologia pediatrica di Rimini. 

 

Ivan, che ha toccato da vicino questa malattia, era davvero felice di essere presente oggi alle Nove Colli : "Quando si parla di Dream Team, vedere due campioni come Zorzi e Rossi che si aiutano a vicenda per arrivare al traguardo è una bella immagine del nostro sport e fa capire che la bicicletta unisce, la bicicletta ti permette di condividere momenti speciali. Bisogna sostenere l’utilizzo della bici. Per me la bicicletta è stata un gioco, poi il mio sport, il mio lavoro, in questo momento è ancora il mio gioco preferito. È uno strumento che ti regala benessere, sorriso, autostima. Soprattutto ti permette di condividere del tempo con delle persone. Un esperienza come oggi, Rossi e Zorzi insieme, con ogni probabilità non sono mai stati insieme per quattro ore condividendo fatica, sudore, è un momento molto bello del nostro sport. E complimenti agli organizzatori perché non c’è stato in 130 chilometri una strada aperta, una macchina nel percorso. E questo credetemi che in un circuito di un chilometro è molto semplice ma su un percorso in linea di 130 km e di 200 km non è una cosa semplice, quindi complimenti davvero". 

 

 

 

 

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20/05/2018
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2° tappa Ain : Un bel 14° posto per Michel Ries

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Sotto il sole di Saint-Trivier-de-Courtes, i corridori sono partiti per la seconda tappa del Tour de l’Ain, che menava, dopo 153,4 chilometri e 7 gran premio della montagna, a Arbent. Sette uomini sono riusciti a fare la differenza nelle due ultime salite. Poi, mentre restava meno di due chilometri, Nicolas Edet (Cofidis, Solutions Crédits) è partito da solo. Un attacco vincente ma il francese è stato poi squalificato per aver tagliato la strada in una rotonda. La vittoria è stata per un altro membro della fuga : Javier Moreno (Delko Marseille Provence KTM), arrivato con Arthur Vichot (Groupama-FDJ). 

 

Per la Polartec-Kometa, il primo classificato è Michel Ries, che ha preso un bel14° posto a 1:09 di Moreno. Michel è anche il primo della formazione spagnola nella generale, 16°. Parla il direttore sportivo, Jesús Hernández : "Abbiamo di nuovo cercato la fuga, ma alla fine non abbiamo potuto essere presenti. Avevamo un doppio approccio, la ricerca della fuga e il supporto del leader, Michel Ries, la cui performance ha sorpreso anche me. Era presente in un piccolo gruppo, dove c'era tanta qualità, essendo così giovane... È una gioia. Sono molto contento della sua prestazione ed è molto positivo vederlo così in gambe in vista del prossimo Giro".

 

 

 

- Classifica 2° tappa : 

 

1. MORENO Javier (Delko Marseille Provence KTM) 3:57:54

2. VICHOT Arthur (Groupama-FDJ)

3. HIRSCHI Marc (Development Team Sunweb) a 03s

4. VILELA Ricardo (Manzana Postobon) a 03s

5. EDET Nicolas (Cofidis, Solutions Crédits) a 03s

14. RIES Michel (Polartec-Kometa) a 1:09

50. CANTÓN Isaac (Polartec-Kometa) a 11:19

51. INKELAAR Kevin (Polartec-Kometa) a 11:19

52. HABTOM Awet (Polartec-Kometa) a 11:19

68. PEÑA Wilson Estiben (Polartec-Kometa) a 21:05

79. BALLESTEROS Miguel Angel (Polartec-Kometa) a 21:05

 

 

- Classifica generale : 

 

1. MORENO Javier (Delko Marseille Provence KTM) 7:50:22

2. VICHOT Arthur (Groupama-FDJ) a 04s

3. HIRSCHI Marc (Development Team Sunweb) a 09s

4. VILELA Ricardo (Manzana Postobon) a 13s

5. EDET Nicolas (Cofidis, Solutions Crédits) a 13s

16. RIES Michel (Polartec-Kometa) a 1:19

50. INKELAAR Kevin (Polartec-Kometa) a 11:29

51. HABTOM Awet (Polartec-Kometa) a 11:29

62. CANTÓN Isaac (Polartec-Kometa) a 14:35

68. BALLESTEROS Miguel Angel (Polartec-Kometa) a 21:15

72. PEÑA Wilson Estiben (Polartec-Kometa) a 21:15

 

 

Profilo 3° e ultima tappa  :

 

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19/05/2018
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Zoncolan, Ivan : "È un gioco al massacro. Ma oggi Aru e Froome possono ribaltare il Giro"

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Intervista di Marco Bonarrigo, Corriere della Sera

 

 

Era il 23 maggio 2010: staccando Evans e Scarponi a 3.700 metri dal traguardo Ivan Basso doma in poco più di quaranta minuti il passo dello Zoncolan, ipotecando il suo secondo Giro d’Italia dopo quello del 2006.

 

 

- Considera lo Zoncolan dal versante di Ovaro la salita più dura dei suoi 15 anni di professionismo ?
Sì, anche se il giudizio di un professionista su una salita è legato ai risultati ottenuti. Avendoci vinto il Giro, ricordo lo Zoncolan con meno dolore dello Stelvio, in realtà molto più facile, dove persi quello del 2005.

 

 

- Perché questa salita è così difficile ?
Per i sei chilometri centrali: pendenza fissa al 16%, non un metro per respirare. Devi mantenere una concentrazione assoluta, essere pronto a soffrire le pene dell’inferno. È un gioco al massacro dove vince chi si mette più in gioco.

 

 

- Come ?

Nel tratto più duro ci si ritrova davanti in quattro o cinque, allo stremo delle forze. Di scattare non se ne parla : ci si alterna a tirare per 30/40" a testa, cercando un tempo di pedalata fisicamente e mentalmente sostenibile. Ti sembra di svenire, di doverti staccare da un momento all’altro. Invece devi resistere giurandoti che gli altri stanno come te. O peggio. Nel 2010 dopo otto o nove tirate di Evans ero pronto a mollare quando dall’ammiraglia mi dissero che Cadel aveva perso due metri. Vinsi la tappa (e il Giro) due secondi prima di arrendermi e andare alla deriva.

 

 

- Come si sceglie il ritmo/tempo giusto ?

Il computer sul manubrio ti aiuta mostrando le tue potenze limite, ma per un atleta di alto livello sullo Zoncolan il tempo è soprattutto mentale. Concentrazione assoluta sul gesto, sulla rotondità della pedalata. All’arrivo non ricordavo nulla della strada, del pubblico, dei distacchi, di quello che era successo. Ero salito in trance seguendo il mio ritmo mentale.

 

 

- Impossibile attaccare, diceva ?
Sullo Zoncolan ci si stacca, non si attacca. Chi è in formissima come Yates ha una sola cartuccia, un solo scatto buono. Se sbagli e dosi male le forze, nel punto più duro ti fermi o cadi per terra. Letteralmente. L’unico tratto in cui si può in qualche modo provarci è quello finale, all’uscita delle gallerie dove se lasci andare le gambe fai la differenza.

 

 

- Si dice che lo Zoncolan sia troppo duro per creare grandi distacchi.
Nel finale puoi guadagnare un minuto e oltre. Nell’economia di un Giro, non mi sembra poco.

 

 

- Cosa aspettarci dai favoriti ?
Chi ha meno da perdere è Dumoulin. Lo Zoncolan si scala da seduti e a ritmo regolare con l’andamento tattico di quelle cronometro dove Tom è maestro. Yates deve guadagnare tempo facendo attenzione a non avere fretta, Pinot e Pozzovivo sono grimpeur esperti, sanno cosa li attende. Per Aru e Froome lo Zoncolan è l’ultima spiaggia : se perdono terreno il podio per loro diventa un miraggio. Ma Fabio e soprattutto Chris hanno grandissima classe ed esperienza: al contrario di molti, io credo che oggi possano ancora ribaltare il Giro.

 

 

 

 

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19/05/2018
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Ivan : "Sullo Zoncolan ho ottenuto la vittoria più bella della carriera"

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Intervista di Antonio Simeoli, Messaggero Veneto

 

 

- Ivan, c’è lo Zoncolan : pensa che sarà una tappa decisiva ?
Sarà il momento chiave del Giro d’Italia. Oggi si deciderà una grande fetta della corsa rosa. Che a decidere la corsa sia una montagna che io ho domato e che amo mi fa certamente un bell’effetto.

 

 

- Il finale, "mostro" a parte, è molto simile a quello 2010, l’edizione della sua impresa.
La Liquigas per favorire il mio allungo quel giorno fece la corsa dura sin dal Passo Duron.

 

 

- Quindi si possono dilatare anche i distacchi.
È una salita che ti permette di fare la differenza. Se sei in giornata e gli altri no puoi chiudere la settimana nel migliore dei modi e restare in controllo della corsa nelle tappe finali.

 

 

- Cosa ricorda della sua impresa ?
La fatica, la marea di gente, la gioia che ho provato sul traguardo. Sono stato un privilegiato, lassù ho ottenuto la vittoria più bella della carriera. Ma il rapporto montagna-ciclista è tutto particolare.

 

 

- Si spieghi meglio...
Quel giorno di 8 anni fa non sono io che ho vinto sullo Zoncolan, ma è quella montagna che ha scelto me. È lei che decide quale ciclista possa conquistare la vetta.

 

 

- Una definizione di quella salita ?
Stadio verticale. Non è un caso che ogni volta che si parla delle salite-leggenda spunta subito il nome Zoncolan.

 

 

- Yates ha bisogno di guadagnare secondi sul cronoman Dumoulin. Ce la farà ?
Dura. L’olandese farà una cronoscalata, non crollerà. Anzi quella salitaccia è adatta alle sue caratteristiche di cronoman. Dumoulin sfiderà la montagna da seduto, salirà di potenza. Affronterà la scalata con il cronometro nella testa. Sullo Zoncolan ci sei tu, la tua bici e la salita.

 

 

- Insomma, il segreto è la costanza...
Non devi strafare altrimenti salti, non devi andare troppo piano perché sennò ti pianti: ci vuole la velocità giusta.

 

 

- Quella che ha in testa un cronoman.
Dumoulin mi ricorda Miguel Indurain. E occhio a non dare per fuori dai giochi Froome. Di uno che ha vinto 4 Tour e una Vuelta è meglio non fidarsi.

 

 

- Insomma, Yates si deve preoccupare...
Beh, per ora si preoccupano i suoi avversari. Faranno bene a non concedergli più altri bonus. Potrebbero pentirsene.

 

 

 

 

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19/05/2018
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Grazie Zoncolan

 

 

 

 

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19/05/2018
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1° tappa Ain : Isaac Cantón in fuga ed il più combattivo

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Era il primo appuntamento del Tour de l’Ain questo venerdì, con un tappa di 159,1 km da Saint-Vulbas a Montrevel-en-Bresse. Una giornata senza difficoltà che doveva permettere ai velocisti di esprimersi. Ma prima quattro corridori hanno animato la corsa : Dimitri Bussard (Svizzera), Jan Tschernoster (Germania), Pablo Villegas (Manzana Postobon) e il Polartec-Kometa, Isaac Cantón. Il giovane spagnolo, come i suoi tre compagni, non ha potuto resistere al ritorno del gruppo, ma è stato eletto il più combattivo della tappa. La volata ha come previsto concluso il pomeriggio, e il più veloce è stato il francese Hugo Hofstetter (Cofidis, Solutions Crédits), davanti a Lorrenzo Manzin (Vital Concept) e Lilian Calmejane (Direct Energie).

 

Jesus Hernandez, direttore sportivo della squadra si dichiara sodisfatto del corsa dei suoi uomini : "Siamo molto contenti di quello che abbiamo fatto oggi. Vedendo il risultato dell'ultima giornata di Aragon, pensandoci in questi giorni, nella riunione prima della corsa abbiamo parlato con i ragazzi che quando gareggiamo con squadre continentali professionisti e WorldTour cambieremo il nostro modo di correre. Ho chiesto loro di essere più aggressivi, di cercare di prendere le fughe, di anticipare quello che le altre squadre possono fare. Eccetto Michel Ries, che punta sulla classifica generale, gli altri avevano queste indicazioni. Isaac è andato nella fuga, ha cercato di disputare il gran premio della montagna, dove è arrivato secondo, e alla fine, tirando grinta, ha attaccato di nuovo per rafforzare il premio della combattività, che piace a tutti i corridori. Siamo molto orgogliosi che i nostri corridori siano i più combattivi. Domani è una giornata molto dura, con molte salite. Non sarà facile prendere la fuga perché ci saranno molti tentativi. Dovremo essere molto attenti e speriamo di essere in grado di avere quella presenza proprio come oggi". 

 

 

- Classifica 1° tappa : 

 

1. HOFSTETTER Hugo (Cofidis, Solutions Crédits) 3:52:38

2. MANZIN Lorrenzo (Vital Concept)

3. CALMEJANE Lilian (Direct Energie)

4. PAGE Dylan (Switzerland)

5. FONSECA Armindo (Fortuneo-Samsic)

16. BALLESTEROS Miguel Angel (Polartec-Kometa)

36. INKELAAR Kevin (Polartec-Kometa)

45. HABTOM Awet (Polartec-Kometa)

53. PENA MOLANO Wilson Estiben (Polartec-Kometa)

54. RIES Michel (Polartec-Kometa)

90. CANTÓN Isaac (Polartec-Kometa) a 3:06

 

 

- Classifica generale : 

 

1. HOFSTETTER Hugo (Cofidis, Solutions Crédits) 3:52:28

2. MANZIN Lorrenzo (Vital Concept) a 04s

3. CALMEJANE Lilian (Direct Energie) a 06s

4. PAGE Dylan (Switzerland) a 10s

5. FONSECA Armindo (Fortuneo-Samsic) a 10s

16. BALLESTEROS Miguel Angel (Polartec-Kometa) a 10s

36. INKELAAR Kevin (Polartec-Kometa) a 10s

45. HABTOM Awet (Polartec-Kometa) a 10s

53. PENA MOLANO Wilson Estiben (Polartec-Kometa) a10s

54. RIES Michel (Polartec-Kometa) a 10s

90. CANTÓN Isaac (Polartec-Kometa) a 3:16

 

 

Profilo 2° tappa : 

 

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18/05/2018
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