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Ivan Basso Daily Blog

2° tappa Ain : Un bel 14° posto per Michel Ries

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Sotto il sole di Saint-Trivier-de-Courtes, i corridori sono partiti per la seconda tappa del Tour de l’Ain, che menava, dopo 153,4 chilometri e 7 gran premio della montagna, a Arbent. Sette uomini sono riusciti a fare la differenza nelle due ultime salite. Poi, mentre restava meno di due chilometri, Nicolas Edet (Cofidis, Solutions Crédits) è partito da solo. Un attacco vincente ma il francese è stato poi squalificato per aver tagliato la strada in una rotonda. La vittoria è stata per un altro membro della fuga : Javier Moreno (Delko Marseille Provence KTM), arrivato con Arthur Vichot (Groupama-FDJ). 

 

Per la Polartec-Kometa, il primo classificato è Michel Ries, che ha preso un bel14° posto a 1:09 di Moreno. Michel è anche il primo della formazione spagnola nella generale, 16°. Parla il direttore sportivo, Jesús Hernández : "Abbiamo di nuovo cercato la fuga, ma alla fine non abbiamo potuto essere presenti. Avevamo un doppio approccio, la ricerca della fuga e il supporto del leader, Michel Ries, la cui performance ha sorpreso anche me. Era presente in un piccolo gruppo, dove c'era tanta qualità, essendo così giovane... È una gioia. Sono molto contento della sua prestazione ed è molto positivo vederlo così in gambe in vista del prossimo Giro".

 

 

 

- Classifica 2° tappa : 

 

1. MORENO Javier (Delko Marseille Provence KTM) 3:57:54

2. VICHOT Arthur (Groupama-FDJ)

3. HIRSCHI Marc (Development Team Sunweb) a 03s

4. VILELA Ricardo (Manzana Postobon) a 03s

5. EDET Nicolas (Cofidis, Solutions Crédits) a 03s

14. RIES Michel (Polartec-Kometa) a 1:09

50. CANTÓN Isaac (Polartec-Kometa) a 11:19

51. INKELAAR Kevin (Polartec-Kometa) a 11:19

52. HABTOM Awet (Polartec-Kometa) a 11:19

68. PEÑA Wilson Estiben (Polartec-Kometa) a 21:05

79. BALLESTEROS Miguel Angel (Polartec-Kometa) a 21:05

 

 

- Classifica generale : 

 

1. MORENO Javier (Delko Marseille Provence KTM) 7:50:22

2. VICHOT Arthur (Groupama-FDJ) a 04s

3. HIRSCHI Marc (Development Team Sunweb) a 09s

4. VILELA Ricardo (Manzana Postobon) a 13s

5. EDET Nicolas (Cofidis, Solutions Crédits) a 13s

16. RIES Michel (Polartec-Kometa) a 1:19

50. INKELAAR Kevin (Polartec-Kometa) a 11:29

51. HABTOM Awet (Polartec-Kometa) a 11:29

62. CANTÓN Isaac (Polartec-Kometa) a 14:35

68. BALLESTEROS Miguel Angel (Polartec-Kometa) a 21:15

72. PEÑA Wilson Estiben (Polartec-Kometa) a 21:15

 

 

Profilo 3° e ultima tappa  :

 

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19/05/2018
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Zoncolan, Ivan : "È un gioco al massacro. Ma oggi Aru e Froome possono ribaltare il Giro"

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Intervista di Marco Bonarrigo, Corriere della Sera

 

 

Era il 23 maggio 2010: staccando Evans e Scarponi a 3.700 metri dal traguardo Ivan Basso doma in poco più di quaranta minuti il passo dello Zoncolan, ipotecando il suo secondo Giro d’Italia dopo quello del 2006.

 

 

- Considera lo Zoncolan dal versante di Ovaro la salita più dura dei suoi 15 anni di professionismo ?
Sì, anche se il giudizio di un professionista su una salita è legato ai risultati ottenuti. Avendoci vinto il Giro, ricordo lo Zoncolan con meno dolore dello Stelvio, in realtà molto più facile, dove persi quello del 2005.

 

 

- Perché questa salita è così difficile ?
Per i sei chilometri centrali: pendenza fissa al 16%, non un metro per respirare. Devi mantenere una concentrazione assoluta, essere pronto a soffrire le pene dell’inferno. È un gioco al massacro dove vince chi si mette più in gioco.

 

 

- Come ?

Nel tratto più duro ci si ritrova davanti in quattro o cinque, allo stremo delle forze. Di scattare non se ne parla : ci si alterna a tirare per 30/40" a testa, cercando un tempo di pedalata fisicamente e mentalmente sostenibile. Ti sembra di svenire, di doverti staccare da un momento all’altro. Invece devi resistere giurandoti che gli altri stanno come te. O peggio. Nel 2010 dopo otto o nove tirate di Evans ero pronto a mollare quando dall’ammiraglia mi dissero che Cadel aveva perso due metri. Vinsi la tappa (e il Giro) due secondi prima di arrendermi e andare alla deriva.

 

 

- Come si sceglie il ritmo/tempo giusto ?

Il computer sul manubrio ti aiuta mostrando le tue potenze limite, ma per un atleta di alto livello sullo Zoncolan il tempo è soprattutto mentale. Concentrazione assoluta sul gesto, sulla rotondità della pedalata. All’arrivo non ricordavo nulla della strada, del pubblico, dei distacchi, di quello che era successo. Ero salito in trance seguendo il mio ritmo mentale.

 

 

- Impossibile attaccare, diceva ?
Sullo Zoncolan ci si stacca, non si attacca. Chi è in formissima come Yates ha una sola cartuccia, un solo scatto buono. Se sbagli e dosi male le forze, nel punto più duro ti fermi o cadi per terra. Letteralmente. L’unico tratto in cui si può in qualche modo provarci è quello finale, all’uscita delle gallerie dove se lasci andare le gambe fai la differenza.

 

 

- Si dice che lo Zoncolan sia troppo duro per creare grandi distacchi.
Nel finale puoi guadagnare un minuto e oltre. Nell’economia di un Giro, non mi sembra poco.

 

 

- Cosa aspettarci dai favoriti ?
Chi ha meno da perdere è Dumoulin. Lo Zoncolan si scala da seduti e a ritmo regolare con l’andamento tattico di quelle cronometro dove Tom è maestro. Yates deve guadagnare tempo facendo attenzione a non avere fretta, Pinot e Pozzovivo sono grimpeur esperti, sanno cosa li attende. Per Aru e Froome lo Zoncolan è l’ultima spiaggia : se perdono terreno il podio per loro diventa un miraggio. Ma Fabio e soprattutto Chris hanno grandissima classe ed esperienza: al contrario di molti, io credo che oggi possano ancora ribaltare il Giro.

 

 

 

 

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19/05/2018
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Ivan : "Sullo Zoncolan ho ottenuto la vittoria più bella della carriera"

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Intervista di Antonio Simeoli, Messaggero Veneto

 

 

- Ivan, c’è lo Zoncolan : pensa che sarà una tappa decisiva ?
Sarà il momento chiave del Giro d’Italia. Oggi si deciderà una grande fetta della corsa rosa. Che a decidere la corsa sia una montagna che io ho domato e che amo mi fa certamente un bell’effetto.

 

 

- Il finale, "mostro" a parte, è molto simile a quello 2010, l’edizione della sua impresa.
La Liquigas per favorire il mio allungo quel giorno fece la corsa dura sin dal Passo Duron.

 

 

- Quindi si possono dilatare anche i distacchi.
È una salita che ti permette di fare la differenza. Se sei in giornata e gli altri no puoi chiudere la settimana nel migliore dei modi e restare in controllo della corsa nelle tappe finali.

 

 

- Cosa ricorda della sua impresa ?
La fatica, la marea di gente, la gioia che ho provato sul traguardo. Sono stato un privilegiato, lassù ho ottenuto la vittoria più bella della carriera. Ma il rapporto montagna-ciclista è tutto particolare.

 

 

- Si spieghi meglio...
Quel giorno di 8 anni fa non sono io che ho vinto sullo Zoncolan, ma è quella montagna che ha scelto me. È lei che decide quale ciclista possa conquistare la vetta.

 

 

- Una definizione di quella salita ?
Stadio verticale. Non è un caso che ogni volta che si parla delle salite-leggenda spunta subito il nome Zoncolan.

 

 

- Yates ha bisogno di guadagnare secondi sul cronoman Dumoulin. Ce la farà ?
Dura. L’olandese farà una cronoscalata, non crollerà. Anzi quella salitaccia è adatta alle sue caratteristiche di cronoman. Dumoulin sfiderà la montagna da seduto, salirà di potenza. Affronterà la scalata con il cronometro nella testa. Sullo Zoncolan ci sei tu, la tua bici e la salita.

 

 

- Insomma, il segreto è la costanza...
Non devi strafare altrimenti salti, non devi andare troppo piano perché sennò ti pianti: ci vuole la velocità giusta.

 

 

- Quella che ha in testa un cronoman.
Dumoulin mi ricorda Miguel Indurain. E occhio a non dare per fuori dai giochi Froome. Di uno che ha vinto 4 Tour e una Vuelta è meglio non fidarsi.

 

 

- Insomma, Yates si deve preoccupare...
Beh, per ora si preoccupano i suoi avversari. Faranno bene a non concedergli più altri bonus. Potrebbero pentirsene.

 

 

 

 

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19/05/2018
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Grazie Zoncolan

 

 

 

 

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19/05/2018
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1° tappa Ain : Isaac Cantón in fuga ed il più combattivo

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Era il primo appuntamento del Tour de l’Ain questo venerdì, con un tappa di 159,1 km da Saint-Vulbas a Montrevel-en-Bresse. Una giornata senza difficoltà che doveva permettere ai velocisti di esprimersi. Ma prima quattro corridori hanno animato la corsa : Dimitri Bussard (Svizzera), Jan Tschernoster (Germania), Pablo Villegas (Manzana Postobon) e il Polartec-Kometa, Isaac Cantón. Il giovane spagnolo, come i suoi tre compagni, non ha potuto resistere al ritorno del gruppo, ma è stato eletto il più combattivo della tappa. La volata ha come previsto concluso il pomeriggio, e il più veloce è stato il francese Hugo Hofstetter (Cofidis, Solutions Crédits), davanti a Lorrenzo Manzin (Vital Concept) e Lilian Calmejane (Direct Energie).

 

Jesus Hernandez, direttore sportivo della squadra si dichiara sodisfatto del corsa dei suoi uomini : "Siamo molto contenti di quello che abbiamo fatto oggi. Vedendo il risultato dell'ultima giornata di Aragon, pensandoci in questi giorni, nella riunione prima della corsa abbiamo parlato con i ragazzi che quando gareggiamo con squadre continentali professionisti e WorldTour cambieremo il nostro modo di correre. Ho chiesto loro di essere più aggressivi, di cercare di prendere le fughe, di anticipare quello che le altre squadre possono fare. Eccetto Michel Ries, che punta sulla classifica generale, gli altri avevano queste indicazioni. Isaac è andato nella fuga, ha cercato di disputare il gran premio della montagna, dove è arrivato secondo, e alla fine, tirando grinta, ha attaccato di nuovo per rafforzare il premio della combattività, che piace a tutti i corridori. Siamo molto orgogliosi che i nostri corridori siano i più combattivi. Domani è una giornata molto dura, con molte salite. Non sarà facile prendere la fuga perché ci saranno molti tentativi. Dovremo essere molto attenti e speriamo di essere in grado di avere quella presenza proprio come oggi". 

 

 

- Classifica 1° tappa : 

 

1. HOFSTETTER Hugo (Cofidis, Solutions Crédits) 3:52:38

2. MANZIN Lorrenzo (Vital Concept)

3. CALMEJANE Lilian (Direct Energie)

4. PAGE Dylan (Switzerland)

5. FONSECA Armindo (Fortuneo-Samsic)

16. BALLESTEROS Miguel Angel (Polartec-Kometa)

36. INKELAAR Kevin (Polartec-Kometa)

45. HABTOM Awet (Polartec-Kometa)

53. PENA MOLANO Wilson Estiben (Polartec-Kometa)

54. RIES Michel (Polartec-Kometa)

90. CANTÓN Isaac (Polartec-Kometa) a 3:06

 

 

- Classifica generale : 

 

1. HOFSTETTER Hugo (Cofidis, Solutions Crédits) 3:52:28

2. MANZIN Lorrenzo (Vital Concept) a 04s

3. CALMEJANE Lilian (Direct Energie) a 06s

4. PAGE Dylan (Switzerland) a 10s

5. FONSECA Armindo (Fortuneo-Samsic) a 10s

16. BALLESTEROS Miguel Angel (Polartec-Kometa) a 10s

36. INKELAAR Kevin (Polartec-Kometa) a 10s

45. HABTOM Awet (Polartec-Kometa) a 10s

53. PENA MOLANO Wilson Estiben (Polartec-Kometa) a10s

54. RIES Michel (Polartec-Kometa) a 10s

90. CANTÓN Isaac (Polartec-Kometa) a 3:16

 

 

Profilo 2° tappa : 

 

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18/05/2018
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Nuova corsa in terra francese per la Polartec-Kometa : il Tour de l'Ain

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La Polartec-Kometa Continentale torna in Francia per una nuova gara a tappe sul suolo francese. Miguel Ángel Ballesteros, Isaac Cantón, l'eritreo Awet Habtom, l'olandese Kevin Inkelaar, il lussemburghese Michel Ries e il colombiano Wilson Estiben Peña rappresenteranno squadra di Madrid nel sempre intenso Tour de l’Ain, competizione che celebra la sua trentesima edizione e che riunisce squadre della categoria WorldTour, sia professionistiche che continentali. Fino a sedici formazioni prenderanno il via.

 

La gara francese presenta un percorso tortuoso, in cui a priori il primo giorno, con un finale a Montrevel-en-Bresse, viene presentato come il più facile. Sabato, sulla strada per Arbent, una strada di montagna con sette salite per il Gran Premio della Montagna, e molti altre salite che non contano per il GPM. Un giorno di dislivelli accumulati, in poco tempo. E per finire, domenica, un arrivo impegnativo a La Faucille, una salita di 10 km al 6,5% che sicuramente deciderà del vincitore della corsa.

 

Nel dipartimento di L'Ain, dove nel 2017 ha vinto Thibaut Pinot, ci saranno le migliori formazioni francesi. Lilian Calmejane, David Gaudu, Toni Gallopin o Nicolas Edet, forse Rein Taraamae, corrono come favoriti per un generale in cui Michel Ries o Kevin Inkelaar cercheranno di fare un passo avanti dopo la loro buona prestazione nella Vuelta a Aragón.

 

"Il Tour de l'Ain è in linea con i test che abbiamo fatto con la presenza di squadre WorldTour e Continental Professional . Si tratta di gare per imparare per i nostri ciclisti, eventi in cui possono correre sul serio e con grandi squadre accanto. Stiamo cercando di andare più in profondità, sulla linea che abbiamo preso a Valencia, Aragona, Haut Var... Ogni volta che c'è una squadra WorldTour, dobbiamo imparare a correre con loro e anche avere una presenza in corsa. Per noi è molto importante che i ragazzi, anche se molto giovani, possano essere al fianco di grandi squadre e corridori, e cercare di correre senza complessi e di essere protagonisti della gara. Questa è l'idea, per avere una presenza in gara. Forse non si può lottare per una vittoria, dato il livello, ma se ci sono grande fughe, che possono anche raggiungere il traguardo, dobbiamo lottare per entrare in queste fughe", dice il direttore sportivo Jesús Hernández.

 

 

Le tre tappe :

 

- Venerdì 18 maggio :  Saint-Vulbas / Montrevel-en-Bresse (159,1 km)
- Sabato 19 maggio : Saint-Trivier-de-Courtes / Arbent (153,4 km)
- Domenica 20 maggio : Léle Monts-Jura / Col de La Faucille (133,4 km)

 

 

 

 

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16/05/2018
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Ivan presente domenica alla Granfondo Nove Colli



 

"La vera anima del ciclismo è il cicloturismo. La Nove Colli è l'essenza dei praticanti. Pedalare è bellissimo, ma farlo insieme a 12.000 amici è meraviglioso". Parole di Ivan che domenica sarà a Cesenatico per partecipare alla 48° edizione della famosa granfondo : la Nove Colli - Selle Italia. E quest’anno sarà un GF sotto il segno dei bambini  con la "Nove Colli 4 Children". Ivan correrà con una squadra di ex campioni dello sport (Paolo Bettini, Joaquim Rodriguez, Mauro Gianetti, il presidente della UEC Rocco Cattaneo, i campioni olimpici Yuri Chechi, Antonio Rossi, i fondisti Federico Pellegrino e Cristian Zorzi) per sostenere l’Istituto Oncologico Romagnolo ed i suoi progetti per il reparto Oncoematologia Pediatrica di Rimini, centro di riferimento in Romagna per la cura dei tumori infantili. Lo scopo sarà quello di andare più forte del tempo : percorrere il tragitto di 130 km e quattro colli da scalare della Granfondo, in meno di 4 ore e regalare ai bambini malati un futuro migliore.

 

Il direttore della GF, Alessandro Spada, dettaglia il programma : "Volevamo creare qualcosa di coinvolgente per la gente e nobile nello scopo, questa tra le varie idee, ci sembrava interessante per lo spettatore e coinvolgente per i ciclisti stessi. I campioni troveranno nei dodicimila compagni di strada, degli alleati o, per usare un termine tanto caro al ciclismo, tantissimi gregari. Sarà entusiasmante vedere questi personaggi, che fin da ora ringrazio pubblicamente per la loro disponibilità, correre come in una cronometro a squadre. E come in una prova contro il tempo per Team, ci sarà una strategia da attuare. Il tempo verrà preso sul quarto arrivato, così i più forti in pianura lavoreranno a fondo nella prima parte, e quelli con più dimestichezza con la montagna cercheranno di capitalizzare gli sforzi di tutto il Team. Se riusciranno nell’obiettivo, la Nove Colli - Selle Italia donerà un assegno di 10.000 euro all’istituto, per sostenere ed implementare i servizi a favore del reparto. Cifra che è stata raddoppiata, a sorpresa, da Alessio Cremonese a nome della azienda Sportful, e che ringrazio dal profondo del mio cuore per la sensibilità dimostrata. Saranno 20.000 euro quindi i soldi che i nostri campioni porteranno, perché sono sicuro fin da subito che ci riusciranno, in dote allo IOR per questo importantissimo sostegno. Ci divertiremo, si divertiranno, e faremo del bene".

 

Il Direttore Generale dell’Istituto di Rimini, Fabrizio Miserocchi, spiega : "L’impegno che lo IOR si è preso nei confronti dell’Oncoematologia Pediatrica di Rimini spazia su vari progetti : dal sostegno di una figura psiconcologica dedicata ai bisogni dei bimbi e dei loro genitori alla pet therapy, che si è dimostrata fondamentale per rendere maggiormente collaborativi i piccoli pazienti con le pesanti terapie a cui si devono sottoporre quotidianamente. È importante trovare sempre nuovi servizi che possano rendere meno pesante il momento della malattia a queste famiglie. Per questo siamo felicissimi che la Nove Colli e i campioni dello sport abbiano deciso di sostenerci in questa missione : siamo sicuri che correre per contribuire a dare un futuro a questi bambini coraggiosi offrirà loro una forte motivazione per spingere a fondo sui pedali e rimanere sotto le quattro ore. In ogni caso sarà un grande spettacolo di sport e di solidarietà".

 

La corsa sarà da seguire in diretta su RAI 3, dalle 9:55 alla 12. Per maggiori informazioni potete consultare il sito ufficiale della Nove Colli.

 

 

 

 

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14/05/2018
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