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Giornate di nuovi colori e di lavoro duro in allenamento, nel clima mite del Levante spagnolo

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Da una parte la "tempesta Filomena", che con le sue abbondanti nevicate ha ricoperto di bianco gran parte del centro e dell’est della penisola iberica. Dall’altra la situazione sanitaria a livello continentale con i problemi dovuti al Coronavirus. No, non è certo il contesto più semplice per lavorare. Ma con le massime precauzioni e ottimizzando al massimo le risorse umane, con la creazione di una "bolla" di protezione contro il Covid-19, giovedì 19 ha preso il via il secondo ritiro pre-stagionale del team Eolo-Kometa, nell’impareggiabile cornice dell’Oliva Nova Beach & Golf Resort. Le regioni levantine di La Safor, Marina Alta e Marina Baja in questi giorni stanno ospitando la stragrande maggioranza delle squadre ciclistiche professionistiche: questo grazie alla benedizione di un clima mite e alla presenza di infrastrutture di altissimo livello. Il Coll de Rates, in queste settimane è la vetta più importante del ciclismo.

 

Giornate fatte di allenamenti intensi, di maniacale preparazione da parte dei meccanici, di organizzazione logistica, di pianificazione del calendario, di interviste con i giornalisti, di sessioni fotografiche e registrazioni video. Si lavora, tanto e sempre, dentro la bolla di Oliva. Il debutto stagionale è alle porte: domenica 24 la squadra correrà alla Clàssica Comunitat Valenciana. Per forza di cose, la squadra è sempre molto attenta alle evoluzioni quotidiane della situazione: non sono giorni semplici dal punto di vista della salute, non è semplice adattare la normale attività lavorativa al contesto attuale e ai vincoli stabiliti dall’autorità.

 

I ciclisti Mark Christian e John Archibald sono gli unici a non essere presenti al ritiro, a causa delle restrizioni fissate dalle autorità britanniche: per ora, il loro lavoro prosegue a distanza. Poi, c’è il resto: alcuni bagagli degli atleti non sono ancora giunti a destinazione… "Questa – sorride rassegnato una delle "vittime", Luca Wackermann – è la prima volta nella mia carriera che mi capita una cosa del genere…e ormai corro da qualche anno!".

 

Lavoro. Riposo. Questa è la routine quotidiana per i corridori della Eolo-Kometa. Per garantire il più possibile la sicurezza, il lavoro sul campo viene svolto in due gruppi ed evitando il più possibile il passaggio nelle aree urbane. Diego Pablo Sevilla, uno dei veterani della struttura e buon conoscitore del territorio, propone alcuni percorsi che non compaiono nemmeno sulle mappe. Ed è bellissimo vedere come nella pre-stagione il ciclismo professionistico viene ospitato dai paesaggi e dai percorsi più idilliaci del cicloturismo.

 

Ciclisti veterani ed esperti come Francesco Gavazzi o Manuel Belletti non sono diversi da quelli che si stanno affacciando al ciclismo "pro" come Arturo Grávalos o Davide Bais: nei loro occhi, brilla la luce dell’illusione, quella luce speciale che crea desiderio e motivazione."È davvero un bel gruppo, l’armonia è magnifica", dice Belletti. "L’atmosfera è davvero molto buona tra tutti, atleti e staff", rafforza Alejandro Ropero. Mattia Frapporti, un altro dei rinforzi del 2021, accarezza sognante la nuova maglia appena indossata. "È bellissima, vero? Sono davvero felice di far parte di questo progetto", dice.

 

Ore di pedalata con nuovi colori e nuovi materiali. Massaggi. Riposo. Magari qualche ora al pc. E anche un po’ di letture, anche tecniche. "A dicembre tutto questo era nuovissimo per me, ora tutto e tutti fanno più parte della mia vita e io sono ancora più a mio agio. Nei pomeriggi devo prendermi un po’ di tempo libero per continuare le mie lezioni di inglese e anche per fare progresso nel mondo dei massaggi, che mi affascina molto e che sto studiando", dice Arturo Grávalos.

 

In questi giorni, il direttore sportivo Jesús Hernández ha l’abitudine di uscire in bicicletta per l’allenamento con i ciclisti. Con alcuni, come Gavazzi o Belletti, ha anche avuto modo di gareggiato in gruppo quando era corridore. "Non sono una rarità: molti direttori sportivi escono con i ciclisti, soprattutto nelle giornate più tranquille. Loro mi fanno soffrire, si vendicano", scherza il madrileno. E aggiunge: "In un certo senso, il ruolo di direttore sportivo di per sé segna una barriera psicologica dal punto di vista del ciclista. In bici, per strada, parli al ciclista, scambi con lui opinioni, ti avvicini a lui. Quella barriera scompare. Penso che questo sia un momento molto utile e fruttuoso".

 

L’inizio della stagione 2021 si avvicina…

 

 

 

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17/01/2021
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Casa EOLO, chilometro 0 per la prima avventura della Eolo-Kometa Cycling ProTeam

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Sito ufficiale Eolo-Kometa

 

 

Luca Spada, CEO di Eolo, e Giacomo Pedranzini, CEO di Kometa, hanno presentato questo martedì a Casa Eolo le linee principali della nuova Eolo-Kometa Cycling Team che nel 2021 affronterà la sua prima stagione nella categoria ProTeam. Le attuali circostanze imposte dalla situazione sanitaria globale e la sua influenza sulla mobilità hanno trasformato l’evento, originariamente concepito come un lancio della sponsorizzazione con la presenza di tutto il team, in una presentazione più globale e teorica di un progetto che tra pochi giorni inizierà la sua seconda tappa pre-campionato all’Oliva Nova Beach & Golf Resort.

 

Durante la conferenza stampa online, tenutasi a Busto Arsizio seguendo tutti i protocolli di salute e capacità, il direttore sportivo Ivan Basso ha rivisto il profilo dei venti corridori che compongono questa prima avventura della Eolo-Kometa Cycling Team. La squadra è composta da ciclisti di cinque diverse nazionalità (Italia, Spagna, Regno Unito, Ungheria e Portogallo) con un’età media di 25,3 anni.

 

Luca Spada, Presidente e fondatore di Eolo, commenta: "Crediamo fortemente nel progetto che oggi prende ufficialmente il via e siamo entusiasti di supportare una squadra italiana di giovani talenti. Noi di EOLO condividiamo con il ciclismo la voglia di unire tutto il Paese in una sola rete unica che attraversa grandi e piccoli comuni, quelli nei quali ci impegniamo ogni giorno con la nostra missione di portare internet dove gli altri non arrivano. Questo sport insegna la massima importanza del gioco di squadra, dell’impegno e della fatica per raggiungere i risultati prefissati, valori che come Eolo condividiamo e che mai come oggi sono fondamentali per tutto il Paese, alle prese con la ripartenza post-covid".

 

Giacomo Pedranzini, Amministratore Delegato di Kometa aggiunge: "Con determinazione Kometa porta avanti già da 3 anni il suo impegno nel sostenere i progetti ciclistici della Fondazione Contador. I nostri obiettivi e valori sono fin dall’inizio in perfetta sintonia con quelli di Alberto Contador e Ivan Basso: ci impegniamo a promuovere una corretta alimentazione e uno stile di vita attivo, senza perdere di vista l’enorme vantaggio che uno sport come il ciclismo porta all’ambiente. Oggi, grazie all’importante ingresso di Eolo il progetto assume ancora più forma, vigore e sostanza nel perimetro di valori comuni come la sostenibilità, la responsabilità e l’innovazione".

 

Ivan Basso, Sport Manager ProTeam Eolo-Kometa Cycling Team ha concluso: "Sono tre anni che lavoriamo a questo progetto e ora arriva il momento in cui prende un’altra forma, un’altra dimensione, un’altra velocità, un’altra speranza. Siamo molto grati a Eolo per aver creduto in un progetto a lungo termine e aver preso l’iniziativa con grande entusiasmo, e ringraziamo Kometa per averci sostenuto e per aver portato avanti il loro impegno. Sono molto orgoglioso di poter contare su una squadra in più in Italia che entra nel grande ciclismo, con la maggioranza dei corridori italiani e un quartier generale per la squadra".

 

Alberto Contador, Presidente Fundaciòn Alberto Contador ha commentato: "Oggi è un giorno molto speciale per noi perché grazie al supporto di Eolo e Kometa questo progetto fa un passo avanti molto importante e si lancia in una categoria molto impegnativa come il ProTeam, con un calendario molto più ampio e un livello molto più alto. Abbiamo uno staff giovane, abbiamo una squadra con il giusto mix di veterani esperti e di talenti promettenti, e abbiamo dalla nostra la tranquillità di poter lavorare a un progetto a lungo termine. Siamo nati come ProTeam ma vogliamo continuare a crescere: e lavoreremo ogni giorno molto duramente, per non fermarci. Ringraziamo Luca Spada e Giacomo Pedranzini per l’impegno e la fiducia".

 

Le prime gare in cui la squadra gareggerà sono la Clàssica Comunitat Valenciana -1969 – Gran Premio Valencia (24 gennaio) e la Vuelta a la Comunitat Valenciana (3-7 febbraio). Il primo appuntamento in Italia sarà al Trofeo Laigueglia, il 3 marzo.

 

Il nuovo progetto sportivo ha la sponsorizzazione principale di Eolo azienda italiana leader nel fixed wireless ultra-broadband per i segmenti business e residenziale, e Kometa, azienda agro-alimentare internazionale dal cuore italiano, sviluppato assieme alla Fondazione Alberto Contador. 

 

Squadra 2021: John Archibald (14/11/1990), Mark Christian (20/10/1990), Diego Pablo Sevilla (04/03/1996), Marton Dina (11/04/1996), Alejandro Ropero (17/04/1998), Arturo Grávalos (02/03/1998), Daniel Viegas (05/01/1998), Sergio García (11/06/1999), Erik Fetter (05/04/2000), Francesco Gavazzi (01/08/1984), Luca Wackermann (13/03/1992), Luca Pacioni (13/08/1993), Edward Ravasi (05/06/1994), Mattia Frapporti (02/07/1994), Manuel Belletti (14/10/1995), Lorenzo Fortunato (09/05/1996), Vincenzo Albanese (12/11,1996), Davide Bais (02/04/1998), Samuele Rivi (11/05/1998), Alessandro Fancellu (24/04/2000).

 

 

Per vedere o rivedere la presentazione:

 


 

 

 

 

 

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12/01/2021
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Ivan Basso: “Questa squadra, un sogno che si avvera. E ora, inizia il bello…”

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Sito ufficiale Eolo-Kometa Cycling Team

 

 

"Questa squadra è qualcosa che ho inseguito con tutte le forze, come un corridore scappato via e in fuga con troppo vantaggio per poter aspettare. Non è una squadra, è un progetto globale. Spada? Illuminato. Pedranzini? Un signore. Alberto Contador? Il mio fratellino. Fran Contador? Il nostro equilibrio".

 

E alla fine è un po’ come quando sei ai piedi di quella salita che ti dirà la verità, che ti dirà se hai vinto o hai perso. Un sospiro per far scendere un po’ i battiti, uno sguardo d’intesa ai tuoi compagni di squadra e uno di sfida ai tuoi avversari, e poi inizia quella personalissima sfida con l’asfalto, con la montagna e con la fatica. Alla fine è un po’ così. Essere lì, esattamente in quel posto ed esattamente in quel momento, è già di per sé qualcosa di bellissimo: perché per arrivarci si è pedalato tanto, si è fatta fatica, si sono macinati chilometri. Eppure, tutto è ancora da scrivere.

 

Ivan Basso lo sa, lo sa bene: adesso che il sogno di costruire una squadra "come piace a lui" si è realizzato, adesso che tutti possono vedere quello che lui aveva in testa da anni, adesso che il suo team ha un nome e dei colori. "Questo – dice – è un punto d’arrivo, ma è anche un punto di partenza : nel ciclismo è così, sempre. Quando vinci pensi subito a cosa fare per rivincere ancora, quando perdi immagini quello che servirà per recuperare immediatamente. Un ciclista non è mai fermo, e nemmeno un uomo: prendete quello che sto facendo ora, per esempio. In un mondo come questo che corre sempre e corre veloce, non c’è spazio per i ripensamenti: perché mentre tu stai pensando come fare, qualcun altro lo sta facendo".

 

Evoluzione: ecco la parola sulla quale Ivan alza il tono di voce quasi a voler sottolineare qualcosa. "Io per una vita ho fatto solo una cosa: ho corso in bicicletta. Poi, un giorno ho smesso e in quel momento c’è poco da fare: o ti inventi qualcosa di nuovo, oppure ti limiti a raccontare quello che hai fatto prima a gente che finge di essere interessata ad ascoltarti. Io non ho mai amato ascoltare troppe volte la stessa storia raccontata dal solito ex sportivo. Per carità, ascoltare una bella storia è sempre qualcosa che arricchisce: però se non riparti, se non fai qualcos’altro, alla fine è sempre la stessa storia". E allora: "Io sono ammirato dallo sportivo che si reinventa, che si mette in gioco, che scommette, che alla fine della sua carriera prende una nuova strada. Che non è necessariamente legata a quel che faceva prima, ma che da quel che faceva prima prende ispirazione e sfrutta l’esperienza".

 

Quindi, ecco la Eolo-Kometa. Eccola qui. Che cos’è? "Qualcosa che ho inseguito con tutte le forze, come un corridore scappato via e in fuga con troppo vantaggio per poter aspettare. Non è una squadra, è un progetto globale che unisce aziende diverse, che fa impresa coinvolgendo 70 persone, che fa girare milioni di euro. E che parte con una forza diversa: perché è una squadra all’interno di un’azienda, ed è un’azienda all’interno di una squadra. Una filosofia che abbiamo intrapreso negli anni scorsi con Kometa e che ora con l’arrivo in testa al gruppo di Eolo portiamo avanti con ancora più forza".

 

In questi anni passati a immaginare quello che ora è nato, cos’ha pensato Ivan Basso? "Mi sono permesso di sognare: a volte i sogni si realizzano, altre volte no. Ma è importante il momento in cui il sogno diventa idea, perché l’idea si sviluppa nella tua testa, gli altri non la vedono ma tu la macini e la lavori: la fai crescere, la proponi agli altri, ti aspetti che tutti ti seguano perché per te quella è l’idea più bella del mondo. Poi, succede che quell’idea da “tua” diventa “nostra”. E quel momento, è bellissimo: fidatevi".

 

Ivan se la coccola, questa squadra: bella, bella da innamorarsi. "Se me la immaginavo così? No, è molto più bella rispetto a come la immaginavo…perché è nata una cosa inaspettata. E’ nata la condivisione totale con chi ha deciso di finanziare quest’idea. Ancora più bella perché si è circondata di capacità, di managerialità: chi ha l’idea deve avere la capacità di circondarsi di persone valide e di metterle ognuno al posto giusto".

 

Un nome: Luca Spada. "Un imprenditore illuminato, capace di fare nella sua vita cose che nessuno aveva ancora osato pensare. E se presenti l’idea giusta a un uomo così, ci sono buone probabilità che lui ti segua. E poi, Eolo e il ciclismo sembrano fatti l’uno per l’altro: un connubio perfetto, un binomio che può davvero scrivere la storia di questo sport".

 

Un altro nome: Giacomo Pedranzini. "Un uomo d’onore, una persona che se dice una cosa poi quella cosa la fa. Se questa squadra esiste, se ha fatto questo salto di qualità, il merito è suo che negli ultimi tre anni ha supportato e sopportato tutti e tutto, affrontando e superando difficoltà reali. E poi, c’è una cosa che mi fa davvero piacere: il rapporto che si è sviluppato tra Pedranzini e Spada, c’è una stima reciproca nata da visioni comuni".

 

Continuiamo con l’ufficio nomi. Alberto Contador. "Il mio fratellino, uno che quando correva si dimenticava di essere il più forte di tutti e correva come se fosse l’ultimo dei gregari. Ora è stato bravissimo a rimettersi in gioco, a reinventarsi: tra me e lui c’è una eterna sintonia, non esiste mai l’io ma esiste solo il noi e quando qualcuno è in difficoltà l’altro l’aiuta come si fa tra compagni di squadra. Per i nostri corridori è un mito e lui li guida con l’esempio, ogni giorno".

 

Ultimo nome: Fran Contador. "L’ideale punto di raccordo tra me e Alberto, la capacità di mettere ordine nella nostra euforia, la forza di farci mettere il rapporto agile quando serve mentre noi pedaleremmo sempre con il rapporto duro. Lui è il nostro equilibrio".

Corridori.

 

Come li avete scelti? "Abbiamo preso gente che avesse voglia di venire a correre da noi, che non badasse solo allo stipendio ma fosse spinto da valori diversi. Abbiamo preso chi ha capito una cosa: chi correrà in questa squadra, andrà via come un corridore diverso. Offriamo uno stipendio emozionale, fatto della nostra volontà di far stare bene tutti quelli che stanno con noi. Poi, ovvio, abbiamo guardato anche alle caratteristiche di ognuno: tre corridori esperti e pronti a vincere, qualche atleta di categoria che ha bisogno di rilanciarsi, un gruppo di giovani ad aiutare e a inventare qualche sorpresa. Vogliamo vincere, e vogliamo farlo subito: in questa categoria non si corre per crescere, si corre per vincere".

 

Cosa si aspetta Ivan dai suoi corridori? "L’impegno totale e completo? Sì, ma sarebbe scontato dirlo: è il loro lavoro. Mi aspetto dei corridori che vivano da squadra, da squadra che vuole vincere che quando perderà sarà perché qualcuno è stato più bravo di noi. Mi aspetto che si sentano addosso i colori della nostra maglia, sempre. Mi aspetto che grazie a loro i tifosi riconoscano subito la nostra maglia nel gruppo che passa: eccoli, quelli sono della Eolo-Kometa, e non mollano mai".

 

E cosa non deve mai fare un suo corridore: "Non deve mai essere distruttivo, ma propositivo. I problemi si risolvono in squadra, non fuori: nelle famiglie migliori, funziona così".

 

E allora, Ivan, ora chiede qualcosa al 2021: "Sembra banale, ma chiedo la salute per tutto il mondo. Chiedo che nella mia squadra ci sia sempre spirito di sacrificio e voglia di stringere i denti per il compagno prima che per se stesso. Siamo davanti, tutti, a un’occasione enorme: sarà il nostro atteggiamento che dirà se quest’occasione l’avremo sfruttata, o se l’avremo lasciata scappare".

 

 

 

 

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10/01/2021
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Gobik presenta la nuova divisa ProTeam della Eolo-Kometa Cycling Team

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Sito ufficiale Eolo-Kometa Cycling Team

 

 

Il salto nella categoria ProTeam della Eolo-Kometa Cycling Team mostra la sua nuova pelle. Dopo un piccolo assaggio negli ultimi giorni del 2020, ecco svelata quella che sarà la sua nuova divisa, realizzata dalla Gobik.

 

La maglia “Invincible” e gli shorts “Absolute” di Gobik, evoluti rispetto ai modelli precedenti e pensati sempre con l’obiettivo di migliorare le prestazioni in gara, sono i protagonisti di un completo in cui il blu, colore aziendale di EOLO, gioca un ruolo importante. La maglia presenta anche il verde, riflesso dell’identità di KOMETA.

 

"Questa sarà la terza stagione di collaborazione con Gobik e in questi tre anni l’azienda ha sempre realizzato degli outfit unici e riconoscibili che, in gara, hanno garantito prestazioni eccellenti. Ovviamente il nuovo abbigliamento Eolo-Kometa Cycling Team continuerà questa tradizione. Questa divisa incarna perfettamente i nostri sponsor principali e sono certo che diventerà subito molto riconoscibile tra tifosi e appassionati", afferma Fran Contador, direttore generale della squadra.

 

"Uno dei segni di identità di Gobik è il suo design. Nel loro reparto creativo pensano sempre a come innovare, a sorprendere, a non lasciare le persone indifferenti. E tutto questo è molto importante, ancora di più quando parliamo di uno sport come il ciclismo in cui il fattore immagine ha sempre un peso maggiore. Per me questa nuova attrezzatura è molto speciale perché è la divisa del progetto ProTeam, ma sinceramente credo che siamo di fronte a una delle maglie più belle e riconoscibili del gruppo", spiega Ivan Basso, direttore sportivo della squadra ciclistica Eolo-Kometa e ambasciatore di Gobik in Italia.

 

Con sede a Yecla, Murcia, Gobik è uno dei marchi più importanti nel settore tessile mondiale del ciclismo. Un primato raggiunto in appena un decennio grazie alla qualità dei suoi prodotti, i suoi design innovativi, i suoi rapporti con i clienti e il suo supporto per diverse iniziative sportive: dalle squadre, fino alle maglie dei leader di corse importanti come la centenaria Volta a Catalunya o la Volta a la Comunitat Valenciana.

 

 


 

 

 

 

 

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04/01/2021
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Buon 2021

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Dimenticare. Andare avanti. Sognare. Brillare.  Scoprire. Amare. Creare. Partecipare. Ridere. Evolvere. L'anno è nuovo...e anche voi! Buon 2021!

 

Forget. Move on. Dream. Shine. Discover. Love. Create. Participate. Laugh. Evolve. The year is new...and so are you! Happy 2021 !

 

Oublier. Avancer. Rêver. Briller. Découvrir. Aimer. Créer. Participer. Rire. Évoluer. L'année est nouvelle...et vous aussi ! Bonne année 2021 !

 

Olvidar. Avanzar. Soñar. Brillar. Descubrir. Amar. Crear. Participar. Reír. Evolucionar. ¡El año es nuevo...y usted también! Feliz 2021!

 

 

 

 

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01/01/2021
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La spinta di Basso: "Ravasi ci sorprenderà"

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Articolo di Sergio Gianoli, La Prealpina

 

 

"L'appartenenza al team Eolo Kometa potrà rappresentare un sogno da potere realizzare per i giovani ciclisti del Varesotto e non solo". Così Ivan Basso racconta la nuova squadra professionistica di categoria "professional" che ha preso forma in questa seconda parte del 2020 ed è pronta per l'esordio nel professionismo. Un sogno paragonabile a quello del giovane Ivan Basso che con la maglia dell'Unione Sportiva Gornatese idealizzava il professionismo nella Carrera di Claudio Chiappucci.

 

Come è stata costruita la formazione? "C'è stata una prima lista di corridori scelti in base alle loro caratteristiche e all'età poi - racconta il cassanese -, dopo un primo colloquio, ho cercato di capire quanta sia la voglia di venire a gareggiare nel nostro team, quali solo le aspettative e quando l'atleta possa integrarsi nel contesto del collettivo. Queste sono le priorità tenendo presente di riuscire a formare un bilanciamento tra ragazzi giovani e talentuosi, corridori che possono crescere ed atleti che possono già puntare alla vittoria".

 

Siete reduci da un primo ritiro collegiale: "Abbiamo trascorso dieci giorni in Spagna con tutto il team e ho avuto le risposte che mi aspettavo. Siamo determinati a partire bene, perché una nuova squadra deve partire forte".

 

In squadra c'è il varesino Edward Ravasi: "Sarà uno degli atleti che ci sorprenderà nella prossima stagione. Ha grande talento, ma finora nel professionismo per vari motivi non è riuscito ad esprimersi al meglio. Ha solo perso l'abitudine a vincere, ma nel nostro team troverà tutto il supporto necessario".

 

Il binaghese Alessandro Fancellu è tra i più giovani della squadra: "È uno dei ragazzi più talentuosi della nuovissima generazione di corridori - dice Ivan -. È nato per correre in bicicletta e non sarei sorpreso se già nella prossima stagione fosse con i migliori sulle salite".

 

La squadra verrà presentata a metà gennaio a Busto Arsizio, in febbraio un nuovo ritiro collegiale: "Saremo in ritiro a Valencia dal 12 al 24 febbraio e proprio in quella località faremo il nostro esordio agonistico il 24 febbraio. Il 3 marzo nel Trofeo Laigueglia ci sarà l'esordio italiano. Siamo in attesa degli eventuali inviti alle manifestazioni WorldTour per definire il calendario gare. Saremo al via di tutte le competizioni del calendario italiano, ci sarà anche una doppia attività in alcune situazioni".

 

Questa la formazione della squadra con sede a Busto Arsizio e con ben undici corridori italiani: Vincenzo Albanese, John Archibald, Davide Bais, Manuel Belletti, Mark Christian, Marton Dina, Alessandro Fancellu, Erik Fetter, Lorenzo Fortunato, Mattia Frapporti, Sergio García, Francesco Gavazzi, Arturo Grávalos, Luca Pacioni, Edward Ravasi, Samuele Rivi, Alejandro Ropero, Diego Pablo Sevilla, Daniel Viegas, Luca Wackermann.

 

 

 

 

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27/12/2020
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Passione e risorse Eolo lancia lo sprint

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Articolo di Andrea Anzani, La Prealpina

 

 

"Mi piace molto lo sport, la prima passione è stata la corsa, poi tre anni fa è arrivata la bicicletta e con l'iscrizione alla Gran Fondo Tre Valli Varesine è arrivato l'incontro con Ivan Basso e si sono gettate le basi del Team Eolo-Kometa". Luca Spada, ad di Eolo, racconta così l'investimento da 10 milioni di euro in tre anni che l'azienda di Busto Arsizio farà per la squadra e l'attività promozionale legata sempre al ciclismo. Una scelta che nasce a metà tra la passione del manager per la bicicletta e la volontà aziendale di trovare nello sport più popolare tra la gente un veicolo consono alla propria immagine. "Il ciclismo arriva nei posti più sperduti con le sue tappe e i suoi passaggi - spiega Spada - un po' come la nostra azienda che ha la missione di portare internet ovunque".

  

Progetto a lungo termine con forte attaccamento al territorio quello che il manager originario di Malgesso racconta citando non a caso Giovanni Borghi, patron d'altri tempi, ma che ha lasciato una traccia indelebile per i capitani d'azienda che si affacciano allo sport: "Con Casa Eolo che stiamo allestendo a Busto e con la volontà di vivere la squadra a 360 gradi e sotto ogni aspetto, da quello organizzativo a quello alimentare, in qualcosa ricordiamo ciò che ha fatto Borghi a Comerio. Un progetto forte con passione ed energia e che si basa molto sull'entusiasmo che riesce a trasmettere" - questa la visione di Spada circa l'ingresso nel ciclismo dei professionisti. E aggiunge: "Io faccio da apripista, poi la macchina deve procedere con la spinta di tutti".

  

Quanto interessa vincere? "Non sono e non sarò uno sponsor che ogni mattina chiederà conto ai tecnici dei risultati. Ci interessa costruire un percorso e non “frustare” gli atleti subito per ottenere risultati immediati. Voglio avere stabilità e crescita nei tre anni".

 

Il legame col Varesotto è fondamentale per l'ad di Eolo, quasi imprescindibile: "A questo territorio devo molto, siamo nati qui e la nostra base è qui. Dalle scuole della zona arrivano molti dei ragazzi che entrano in azienda. Siamo una realtà nazionale ma le origini e le radici sono qui: siamo una squadra del Varesotto e il progetto è di essere di supporto finanziario al team di Basso e Contador che si è spostato qui, coinvolgendo altri sponsor e portando a bordo altri partner".

 

Con l'Openjobmetis nel basket, l'Uyba nel volley e la Pro Patria nel calcio, il Team Eolo Kometa ha intenzione di essere, col ciclismo, la quarta eccellenza sportiva del territorio. "Le premesse ci sono tutte - annuncia Spada - e unire nello stesso gruppo di lavoro la nostra energia e l'esperienza di Basso e Contador, può far si che Eolo - Kometa possa diventare la prima eccellenza sportiva del territorio". La partecipazione al prossimo Giro d'Italia è più realtà che sogno: "Ci stiamo lavorando da tempo" - ammette citando la partnership di Eolo con Rcs per la Strade Bianche. Come è molto concreta la collaborazione con la Società Alfredo Binda in vista dell'edizione del centenario della Tre Valli Varesine: "Doveroso - sorride Spada - se non altro perché è stata la mia prima gara e per ribadire il legame per il territorio".

 

Il sogno da patron ha un nome e un cognome: Filippo Ganna. "È il corridore che più mi ha entusiasmato: con Ivan l'abbiamo visto all'opera dal vivo nella cronometro del Giro a Conegliano: fantastico. Ed è pure un ragazzo che, a sentirlo parlare nelle interviste, ha valori importanti". Ma c'è dell'altro: Top Ganna è della provincia di Verbania che, come svela Spada, è tra le zone dove Eolo ha il maggior numero di clienti. Team Ineos avvisato?

 

 

 

 

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27/12/2020
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