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Ivan Basso Daily Blog

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ICARUSLIVE - A tu per tu con Ivan Basso

 

 

Per Icarus Sky Sport, Ivan ha risposto alle domande di Patrick Martini.

 

 

 

 

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31/05/2020
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GCN Italia, LIVE con Ivan Basso, vincitore dei Giri d'Italia 2006 e 2010


 

Siamo nel mese di Maggio e GCN Italia vuole ripercorre i Giri d'Italia degli anni passati chiacchierando direttamente con i vincitori.

 

 

 

 

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15/05/2020
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KOO intervista Ivan Basso


 

Lunedì 4 maggio Ivan Basso era ospite di KOO per una diretta Instagram. Il manager sportivo della Kometa-Xstra Cycling Team ha risposto alle domande di Stefano Bertolotti.

 

 

 

 

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05/05/2020
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La Ora di Garzelli


 

Ivan ospite La Ora di Garzelli, la diretta Instagram dell'ex vincitore del Giro d'Italia Stefano Garzelli, per parlare della sua carriera, della sua squadra Kometa-Xstra, dei suoi progetti con Alberto Contador, del periodo difficile che stiamo vivendo con il Coronavirus e del futuro del ciclismo dopo questa crisi... Un'ora piena di energia positiva.

 

 

 

 

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19/04/2020
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Ivan Basso : "Da gesti così arriva l'energia per ripartire"

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Intervista di Luca Gialanella, Gazzetta Dello Sport

 

 

Pronti? Da domani si apre una nuova era. Si chiama Giro Legends ed è l’iniziativa firmata Gazzetta/Rcs Sport: una trentina di campioni del passato, da Cipollini a Bugno, da Fondriest al c.t. Cassani, da Basso a Garzelli e Gotti, pedaleranno dalle 11 sul finale della tappa di Vieste del Giro d’Italia, 37,4 km sui rulli, da casa, in salotto, in garage, grazie alla tecnologia Garmin/Tacx. App, Wi-fi, bluetooth, interattività, nuovo linguaggio: il mondo della bici vive un’altra dimensione. E con i big potranno correre, gratuitamente, tutti gli appassionati: obiettivo raccogliere fondi su "La Rete del Dono" per la Croce Rossa. Il grande cuore del ciclismo si muove compatto nella scia di Re Leone Cipollini, che ha spinto il movimento a un gesto importante per le migliaia di persone che soffrono e che fanno parte del grande pubblico di questo sport. La tappa di Vieste è il prologo del Giro Virtuale, che scatterà sabato 18 aprile: 7 tappe sino a domenica 10 maggio, con i campioni di oggi, le Leggende e i cicloamatori.

 

 

- Ivan Basso, che ne pensa?

 

"Una situazione straordinaria vive di gesti straordinari, e questo lo è. Il valore sociale del Giro Virtuale viene prima di tutto. Dobbiamo essere in tanti, mi affido alla coscienza dei nostri tifosi: venite e donate. Iniziative così sono energia per ripartire e dare morale alla gente. Noi sportivi sentiamo questo dovere, perché ciò che ci contraddistingue non sono le vittorie, ma le emozioni che abbiamo lasciato".

 

 

- Suo figlio Santiago corre: il ciclismo virtuale lo attira?

In maniera enorme. Rendere questo sport interattivo vuol dire farlo scoprire a chi è già un esperto di videogiochi, per esempio. I ragazzi hanno una straordinaria predisposizione al mondo digitale, si collegano tra loro con queste App e fanno allenamenti virtuali insieme, pedalano insieme anche in un momento in cui è vietato farlo su strada. Ed è un modo di superare la distanza sociale che c’è adesso, visto che i ragazzi non vanno a scuola".

 

 

- Lei come viveva i rulli?

 

"ll rullo è fatica e noia. Iniziative come queste di Giro Legends e Giro Virtual abbattono la noia. Ho sempre utilizzato molto i rulli. Prima in inverno quando c’era brutto tempo e non si poteva uscire, poi come parte integrante di preparazione e allenamento. Inconcepibile che un Under 23 non abbia a casa un rullo semplice, da poche centinaia di euro. Con i primi soldi da junior io comprai uno spin-trainer; da dilettante alla Zalf il primo Srm, poi il primo cardiofrequenzimetro. Investivo su me stesso, e credevo in questi strumenti".

 

 

- Ci fa qualche esempio?

 

"Ho dato fondo ai rulli toccando il limite. O al mattino a digiuno prima dell’uscita su strada, o come riscaldamento classico e defaticamento dopo l’allenamento: soprattutto per i lavori di forza e per la crono, dove puoi mantenere la posizione super-aerodinamica a potenze costanti. Siamo da ex, la sfida ce l’abbiamo sempre nel cuore: anche adesso, quando faccio il giro del lago di Varese sui rulli, voglio farlo sempre meglio del giorno prima".

 

 

- Lei e Contador guidate la Kometa-Xstra, team Continental con alcuni dei migliori talenti, come Fancellu. Come gestite i giovani in queste settimane senza uscite su strada?

 

"Non devi parlar loro molto, ma in modo chiaro e non generico. Uno di 18-19 anni, nel momento in cui sta iniziando ad avere degli obiettivi, si trova davanti il rischio di non correre. Tu chiedi “come stai?” e loro rispondono “tutto bene”, ma si capisce che non stanno bene. Si rischia di perdere tutto".

 

 

- Su quali aspetti insiste?

 

"Dico “durante la stagione, la mente va veloce e c’è poco tempo. Bene, adesso abbiamo tempo di prenderci cura di noi. Troviamo le carenze, mettiamole sul tavolo e risolviamole”. In queste settimane lavoriamo su fluidità di pedalata, flessibilità muscolare, esercizi per la schiena troppo rigida e gli addominali troppo molli, sulla potenza diversa delle gambe. Prima di spingere più watt, devi spingere bene quelli che hai, con un gesto tecnico migliore, perché così il corpo soffre meno e recupera di più. Faccio lezioni live con i corridori: la nostra forza è la squadra, loro ci vedono, io e Alberto, come compagni. Presto una sfida virtuale con due gruppi: uno guidato da Contador e l’altro da me". Chi vincerà?

 

 

 

 

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11/04/2020
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Ivan Basso : "La salute è la cosa più importante"

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Testo di Joan Seguidor, blog di Gobik
 
Un mese fa, solo un mese fa, è iniziato. Oggi la realtà è travolgente, Ivan Basso ricorda come è nato il primo caso e cosa è successo dopo. "In Italia abbiamo avuto i primi problemi tra il 21 e il 22 febbraio. C'è stata un'infezione da coronavirus, è nata qualche preoccupazione, ma è passata il giorno dopo. Non era ancora il grande spavento", inizia a spiegarci. E da lì una storia che tutti conosciamo, una storia di angoscia e cifre che hanno preso forma negli ospedali crollati in tutta la Lombardia e in particolare nella regione di Bergamo, la bellissima e storica città che tante volte abbiamo ammirato nella "classica delle foglie morte."
 
Ivan Basso trascorre questi giorni nella sua casa di Varese, a trenta chilometri da Milano. È un lombardo, la sua regione è la più colpita da questa sventura chiamata coronavirus.  %uFFFC"È una situazione complessa - ammette - molto complicata, dobbiamo tornare 46 anni fa, dopo la seconda guerra mondiale, per ricordare tanta sfortuna. Gli infetti non smettono di crescere e gli ospedali sono sovraccarichi da giorni". 
 
Lui e la sua famiglia sono chiusi in casa da tre settimane. "Usciamo uno ad uno, solo per la farmacia e il supermercato, nient'altro", dice. "Non so, è una prova, una situazione che ci mette in difficoltà. Ci fa apprezzare ciò che abbiamo, che non è poco, e amare il nostro personale sanitario che è in prima linea. È una prova per il paese". E non è semplice "perché tutti noi possiamo diffonderla, è una malattia spesso asintomatica. Ecco perché è così importante rimanere a casa, essere confinati e rispettare le regole delle autorità". 
 
Ivan passa questi giorni, come lo abbiamo detto, a casa con la famiglia, la moglie e i quattro figli. In quella casa ci sono tutti i tipi di realtà, dall'adolescente di 17 anni al bimbo di cinque anni: "Ognuno con i suoi problemi e le sue preoccupazioni, ma andiamo d'accordo. Tutti sono consapevoli di quanto sia eccezionale il momento". Un'eccezionalità che lascerà il posto a un nuovo paesaggio, una normalità 2.0: "Questo è un cambiamento nelle abitudini, nelle priorità e nell'economia. Da qui ci saranno negozi che non saranno in grado di riaprire, altri sì. Anche il virus sarà economico, ma una cosa è chiara: dovremo aiutare di più il nostro sistema sanitario ”.
 
 
"Le mie giornate sono interamente trascorse a casa. Cerco di fare un'ora o un'ora e mezza di rulli al giorno e mi diverto con i miei figli. Inoltre, abbiamo la squadra con Alberto e Fran (Contador) con ventidue persone e le loro famiglie. Per noi le persone vengono prima di tutto, prima dello sport, e noi dobbiamo rispondere per loro". %uFFFC
 
"Il nostro messaggio è un messaggio di difficoltà, di una regione che sta attraversando un periodo molto difficile, che sta lottando per risolvere un problema molto importante. Vogliamo trasferire la nostra esperienza in questo momento, perché crediamo che possano essere molto utili ad altre persone", ha detto Ivan.
 
È strano, qualche tempo fa Ivan ha visto il documentario di Bill Gates sull'incidenza di un virus nell'economia e nella nostra vita: "È una grande lezione, la salute è la cosa più importante e dobbiamo essere felici perché la famiglia sta bene. Tutto cambierà molto, tra l'altro, il rapporto tra i paesi. In Italia non potremo mai dimenticare quelli che ci stanno aiutando in questo momento", ha detto, riferendosi, tra l'altro, ai medici cubani venuti nel paese transalpino poco fa. Ed è una situazione condivisa perché "qui si parla molto della Spagna, siamo molto preoccupati per voi".
 
Ma lasciamo correre la nostra immaginazione e andiamo in quei luoghi che sono santuari del ciclismo e che sono in Lombardia: i laghi di Como e Maggiore, il passo del Ghisallo e un luogo molto speciale per Ivan Basso, il "Campo dei Fiori di Varese", il luogo più speciale per l'ambasciatore mondiale del Gobik. %uFFFC
 
E non dimenticare, quando questa tragedia passerà, il Duomo di Milano, la moda, la Città Alta di Bergamo... ci aspettano.
 
 
 
 
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01/04/2020
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Martedì 17, ore 19: tutti a pedalare, via web, con Ivan Basso

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Articolo di Claudio Ghisalberti, Gazzetta.it

 

 

In giardino, in salotto, in cantina, sotto il portico, sul balcone... dove volete. Bastano un paio di rulli interattivi, uno connessione internet e un’app, Zwift Companion, poi il gioco è fatto. Ed è gratuito. Martedì 17 marzo, alle ore 19, si potrà pedalare in compagnia di Ivan Basso, il re del Giro 2006 e 2010.

 

 

"Sarà un percorso virtuale di 28 chilometri studiato con Garmin Italia - spiega il campione varesino -. Non sarà quindi un tratto di strada vero, ma immaginario. Un percorso per la maggior parte piatto, con qualche saliscendi. Ce la potete fare tutti, vi basta un minimo di allenamento. Poi non è una gara e chi si stacca... non succede nulla. Siamo tutti lì".

 

Basso poi parla della sua esperienza sui rulli e il ciclismo virtuale: "Da corridore usavo un cicloergometro della Srm. Mi costava un botto per l’affitto annuo. Poi non c’era l’interattività come ora. I sistemi attuali, tra rulli e app, sono molto più divertenti. A me piacciono moltissimo, poi se non ho molto tempo per allenarmi sono perfetti". Pedalare su strada è un’altra cosa, ha un fascino unico. Però anche qui la realtà è rispettata. "Domenica ho fatto lo Stelvio con mio figlio Santiago (ha 13 anni e corre, ndr). Pedalando mi tornava alla mente tutto, persino la cantoniera...".

 

 

 

 

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16/03/2020
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