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Contador Day, Festa sul Gavia

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Articolo di Mattia Bazzoni, Gazzetta Dello Sport

 

 

Weekend tra gastronomia e bici : domani con Alberto si scala una salita-totem

 

Il Gavia è leggenda scritta in verticale. Domani saranno migliaia i cicloamatori che si arrampicheranno fino ai suoi 2621 metri di quota. Non da soli, ma insieme a un campione che ha saputo trasformare le salite in emozioni come pochi altri: Alberto Contador. La festa lungo i tornanti del Gavia rappresenta il momento clou del Contador Day, la tre giorni dedicata al "Pistolero" scattata ieri con la conferenza di presentazione. Protagonisti, oltre a Contador, la Valtellina e la Polartec-Kometa, cioè la squadra (Continental, under 23 e junior) diretta dal fuoriclasse spagnolo, insieme al fratello Fran e a Ivan Basso, che della Valtellina si è fatta vetrina nel mondo portandone il nome sulla maglia.

 

APPUNTAMENTI La valle lombarda si prepara a un nuovo, gioioso assalto di ciclisti e si propone come meta bike-friendly. Il Contador Day ha preso il via da Chiuro – dove si è svolto un convegno su alimentazione e sport – insieme alla manifestazione Grappolo d’Oro dedicata ai vini del territorio. Oggi prosegue a Bormio con una visita da parte della squadra alle aziende enogastronomiche e si conclude domani in cima al Gavia, per l’occasione chiuso al traffico, in un’iniziativa che ha già visto le salite mitiche della Valtellina (Stelvio, Mortirolo e Gavia) libere dalle auto in 3 weekend estivi. "La Valtellina è la valle degli sportivi – spiega Gigi Negri, direttore del consorzio turistico del Terziere Superiore e coordinatore delle tappe del Giro nel territorio –. Gli amanti della bici trovano panorami stupendi e alberghi attrezzati. Dopo le fatiche in strada o sugli sterrati, il premio è un cibo sano e d’eccellenza, ciò che gli sportivi chiedono. Attraverso la chiusura dei passi, poi, la Valtellina porta avanti il tema della sicurezza su strada e promuove convivenza tra auto e bici".

 

LA SCALATA La sfida a "Sua maestà" Gavia parte alle 8 da Piazza del Kuerc, in centro a Bormio. La pedalata non competitiva a iscrizione gratuita affronta i 26 km (con 1428 metri di dislivello) che portano in vetta a una delle ascese più famose del ciclismo. In cima, la giornata si completa con un pasta-party e musica dal vivo. Dopo il 2016 si tratta del secondo Contador Day, un’amicizia quella tra il campione di Pinto e la Valtellina ormai di lunga data. Nel 2008, Alberto scalò il Gavia in maglia rosa, durante il primo dei due Giri d’Italia conquistati. Ora, tra le maestose vette del Bernina e dell’Ortles-Cevedale, ha costruito la culla della sua Polartec-Kometa, team sviluppo della Trek-Segafredo, che qui si raduna due volte all’anno per gli allenamenti in altura.

 

LA SQUADRA "Sono tanti i legami con la Valtellina, a iniziare dallo sponsor Kometa della famiglia Pedranzini – racconta Ivan Basso, che non ci sarà per impegni negli Usa con Trek –. Ma ci sono anche aspetti affettivi : mia nonna era di Bianzone, sono per metà valtellinese. Questa terra è il crocevia dove si sono costruite le grandi imprese che hanno segnato il Giro d’Italia". Per Ivan si sta chiudendo la prima stagione al timone del nuovo team. Il Contador Day diventa anche l’occasione per tracciare bilanci: "Annata estremamente positiva. Ci siamo distinti in ogni gara, abbiamo vinto molto con un talento come Moschetti (nel 2019 passerà alla Trek-Segafredo, con cui corre già come stagista, ndr), ma tutta la squadra si è sacrificata per il leader. Non è facile per i giovani rinunciare alle proprie ambizioni. Ora arriva il turno dei vari Gazzoli, Oldani, Sevilla".

 

 

 

 

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08/09/2018
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Alberto Contador e Ivan Basso presentano Bend36

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È nata Bend36, una nuova linea di cosmetici per lo sport sviluppata da Ivan Basso e Alberto Contador. Bend36, si ispira alle curve dello Stelvio, salita mitica del Giro d’Italia. Qui nasce Bend36, un nuovo brand testato sulle 36 curve (bend in inglese) fino al Passo dello Stelvio. Prestazione e ambizione : chi attacca la salita sa cosa vuole e Bend36 glielo offre.

 

 Le due leggende del ciclismo si sono messi al servizio di coloro che puntano sempre più alto, creando una gamma che comprende soluzioni per uomo e donna, con texture studiate in funzione delle diverse performances degli atleti. Le formule accompagnano l’atleta prima e dopo lo sforzo. I prodotti pre-ride, da utilizzare prima della corsa per usufruire appieno dei benefici durante lo sforzo, si accompagnano alle soluzioni after-ride, applicabili nel recupero successivo alle fatiche più intense. Testati da enti scientifici di ricerca internazionali e approvati da ciclisti professionisti, tutti i prodotti Bend36 vantano la certificazione PLAY SURE, doping free. 

 

Due leggende del ciclismo come Contador e Basso a fissare gli obiettivi, gli effetti, i benefici necessari. Un vero e appassionato di ciclismo come Alessandro Rombelli, businessman Milanese, a raccogliere queste indicazioni per creare una linea cosmetica dall’alto valore performante e condividere il desiderio di eccellenza dei due campioni. Bend36 è questo, una bella squadra, l’unica dove i campioni diventano i gregari del successo di chi punta sempre più in alto.

 

 

Per maggiori informazioni su Bend36 potete andare sul sito ufficiale. Bend36 è anche presente su Facebook e Instagram

 

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09/07/2018
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Nove Colli, una bellissima giornata di solidarietà e sorrisi

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Dopo qualche giorno sul Giro d’Italia con la Trek-Segafredo, Ivan era oggi a Cesenatico per partecipare alla granfondo Nove Colli. Correva con la Dream Team (Mauro Gianetti, Joaquin Rodriguez, Rocco Cattaneo, Jury Chechi, Antonio Rossi e Cristian Zorzi) per la #NoveColli4Children. L’obiettivo era di percorrere 130 chilometri in meno di quattro ore per aiutare l’Istituto Oncologico Romagnolo (IOR) e i suoi progetti a favore del reparto oncologia pediatrica di Rimini. Il tempo era preso sul quarto arrivato. Gianetti, Rodriguez, Cattaneo e Ivan stavano per riuscire la sfida quando Ivan ha forato, vittimo da qualcuno che ha provato a rovinare la festa, spargendo chiodi sul percorso. Juri Chechi ha dato tutto per prendere il posto di Ivan ma purtroppo non è bastato, il tempo è stato di nove minuti più alto rispetto all’orario limite. Ma la grande generosità degli organizzatori ha subito fatto dimenticare la delusione : hanno deciso di devolvere ugualmente l’intera cifra di 20 mila euro, che sarà quindi dati all’oncologia pediatrica di Rimini. 

 

Ivan, che ha toccato da vicino questa malattia, era davvero felice di essere presente oggi alle Nove Colli : "Quando si parla di Dream Team, vedere due campioni come Zorzi e Rossi che si aiutano a vicenda per arrivare al traguardo è una bella immagine del nostro sport e fa capire che la bicicletta unisce, la bicicletta ti permette di condividere momenti speciali. Bisogna sostenere l’utilizzo della bici. Per me la bicicletta è stata un gioco, poi il mio sport, il mio lavoro, in questo momento è ancora il mio gioco preferito. È uno strumento che ti regala benessere, sorriso, autostima. Soprattutto ti permette di condividere del tempo con delle persone. Un esperienza come oggi, Rossi e Zorzi insieme, con ogni probabilità non sono mai stati insieme per quattro ore condividendo fatica, sudore, è un momento molto bello del nostro sport. E complimenti agli organizzatori perché non c’è stato in 130 chilometri una strada aperta, una macchina nel percorso. E questo credetemi che in un circuito di un chilometro è molto semplice ma su un percorso in linea di 130 km e di 200 km non è una cosa semplice, quindi complimenti davvero". 

 

 

 

 

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20/05/2018
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Ivan presente domenica alla Granfondo Nove Colli



 

"La vera anima del ciclismo è il cicloturismo. La Nove Colli è l'essenza dei praticanti. Pedalare è bellissimo, ma farlo insieme a 12.000 amici è meraviglioso". Parole di Ivan che domenica sarà a Cesenatico per partecipare alla 48° edizione della famosa granfondo : la Nove Colli - Selle Italia. E quest’anno sarà un GF sotto il segno dei bambini  con la "Nove Colli 4 Children". Ivan correrà con una squadra di ex campioni dello sport (Paolo Bettini, Joaquim Rodriguez, Mauro Gianetti, il presidente della UEC Rocco Cattaneo, i campioni olimpici Yuri Chechi, Antonio Rossi, i fondisti Federico Pellegrino e Cristian Zorzi) per sostenere l’Istituto Oncologico Romagnolo ed i suoi progetti per il reparto Oncoematologia Pediatrica di Rimini, centro di riferimento in Romagna per la cura dei tumori infantili. Lo scopo sarà quello di andare più forte del tempo : percorrere il tragitto di 130 km e quattro colli da scalare della Granfondo, in meno di 4 ore e regalare ai bambini malati un futuro migliore.

 

Il direttore della GF, Alessandro Spada, dettaglia il programma : "Volevamo creare qualcosa di coinvolgente per la gente e nobile nello scopo, questa tra le varie idee, ci sembrava interessante per lo spettatore e coinvolgente per i ciclisti stessi. I campioni troveranno nei dodicimila compagni di strada, degli alleati o, per usare un termine tanto caro al ciclismo, tantissimi gregari. Sarà entusiasmante vedere questi personaggi, che fin da ora ringrazio pubblicamente per la loro disponibilità, correre come in una cronometro a squadre. E come in una prova contro il tempo per Team, ci sarà una strategia da attuare. Il tempo verrà preso sul quarto arrivato, così i più forti in pianura lavoreranno a fondo nella prima parte, e quelli con più dimestichezza con la montagna cercheranno di capitalizzare gli sforzi di tutto il Team. Se riusciranno nell’obiettivo, la Nove Colli - Selle Italia donerà un assegno di 10.000 euro all’istituto, per sostenere ed implementare i servizi a favore del reparto. Cifra che è stata raddoppiata, a sorpresa, da Alessio Cremonese a nome della azienda Sportful, e che ringrazio dal profondo del mio cuore per la sensibilità dimostrata. Saranno 20.000 euro quindi i soldi che i nostri campioni porteranno, perché sono sicuro fin da subito che ci riusciranno, in dote allo IOR per questo importantissimo sostegno. Ci divertiremo, si divertiranno, e faremo del bene".

 

Il Direttore Generale dell’Istituto di Rimini, Fabrizio Miserocchi, spiega : "L’impegno che lo IOR si è preso nei confronti dell’Oncoematologia Pediatrica di Rimini spazia su vari progetti : dal sostegno di una figura psiconcologica dedicata ai bisogni dei bimbi e dei loro genitori alla pet therapy, che si è dimostrata fondamentale per rendere maggiormente collaborativi i piccoli pazienti con le pesanti terapie a cui si devono sottoporre quotidianamente. È importante trovare sempre nuovi servizi che possano rendere meno pesante il momento della malattia a queste famiglie. Per questo siamo felicissimi che la Nove Colli e i campioni dello sport abbiano deciso di sostenerci in questa missione : siamo sicuri che correre per contribuire a dare un futuro a questi bambini coraggiosi offrirà loro una forte motivazione per spingere a fondo sui pedali e rimanere sotto le quattro ore. In ogni caso sarà un grande spettacolo di sport e di solidarietà".

 

La corsa sarà da seguire in diretta su RAI 3, dalle 9:55 alla 12. Per maggiori informazioni potete consultare il sito ufficiale della Nove Colli.

 

 

 

 

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14/05/2018
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Ivan Basso consegna la “patente” a centoventi ragazzini di Gallarate

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Articolo di Roberto Morandi, Varesenews

 

 

Centoventi ragazzini "patentati", dopo il corso per muoversi in bicicletta in modo sicuro : è il momento conclusivo della prima edizione del progetto Usa la bici in sicurezza, promosso da Comune di Gallarate e Ivan Basso.

 

 

Il progetto punta sulla educazione e sensibilizzazione sia dei ciclisti che degli automobilisti (tramite un decalogo e i cartelli sulla distanza in fase di sorpasso), sulle giornate in bici ma anche sulla educazione delle giovane generazioni. Il momento conclusivo del percorso per la classe 1° media si è tenuto nel parcheggio della Decathlon di viale Milano, che ha fornito anche le biciclette B’Twin e gli accessori. "Abbiamo portato centoventi bambini a pedalare in un posto sicuro: imparano a usare il casco, a usare correttamente le luci, a muoversi su un circuito" spiega Ivan Basso. La Polizia Locale di Gallarate ha accompagnato i ragazzi sul percorso, che prevedeva – ad esempio – anche la simulazione di passaggi di pedoni sulle strisce pedonali.

 

L’introduzione all’uso della bici è in parte legato al rispetto delle norme, ma per molti è proprio un primo approccio con la bici: un dato che dice una certa distanza dal mezzo, certamente maggiore che in passato quando per qualunque ragazzino era normale usare una bici (anche per guadagnarsi un po’d i autonomia dai genitori). Una dinamica segnalata dallo stesso Basso: "Abbiamo notato che c’erano quattro bambini che non sapevano andare in bici, li abbiamo aiutati a farlo, tutti insieme.Altri lo facevano con difficoltà. Non è normale che un bambino non sappia andare in bicicletta: non si tratta di un allarme, ma di un punto su cui dobbiamo discutere. Saper andare in bici dovrebbe essere un risultato da ottenere, al pari di altri che si raggiungono a scuola".

 

 

 

 

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27/04/2018
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Il progetto #usalabiciclettainsicurezza promosso anche dalla Polizia

 

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Articolo di Roberto Morandi, Varesenews

 

 

Roberto Sgalla, direttore della Polizia Stradale, ospite a Gallarate, prima città ad adottare i cartelli "salvaciclisti" sul sorpasso a distanza di sicure.

  

"La campagna dell’amministrazione di Gallarate merita il mio plauso e quello di tutti: si tratta sicuramente di un esempio da seguire". Queste le parole di Roberto Antonio Sgalla, ovvero il Direttore centrale per la Polizia Stradale, Ferroviaria, delle Comunicazioni e per i Reparti speciali della Polizia di Stato, che questa mattina è intervenuto in conclusione della conferenza stampa al Teatro Condominio, indetta dall’assessorato alla Sicurezza. "Non è così scontato che un Comune presti tutta questa attenzione e metta in campo i suoi sforzi per la sicurezza stradale".

 

Quella di oggi era l’occasione per presentare i cartelli "salvaciclisti" che Gallarate, come ha sottolineato il primo cittadino Andrea Cassani, è il primo Comune italiano ad adottare. "Per ora – ha specificato – non si tratta di segnali che gli utenti della strada sono obbligati a rispettare, ma di indicazioni che vengono date a chi percorre le nostre strade". "Il nostro – ha proseguito il sindaco di Gallarate – vuole essere un segnale preciso, di buon auspicio, in attesa che con la nuova legislatura la distanza del metro e mezzo tra mezzi a quattro ruote e biciclette diventi legge e vanga introdotta nel codice della strada" (è anche una delle richieste alla politica della Fiab, che con le sue sezioni locali sta seguendo con interesse il progetto gallaratese). Il sindaco ha fatto gli onori di casa, ringraziando le autorità intervenute, a partire dal prefetto di Varese Giorgio Zanzi e il questore Giovanni Pepè. Le due autorità hanno ringraziato per l’invito e hanno speso parole di apprezzamento nei confronti delle iniziative messe in campo a Gallarate a tutela deli utenti deboli della strada.

 

La conferenza, moderata da Pieraugusto Stagi (direttore di "Tuttubiciweb"), è entrata nel vivo con l’intervento di Ivan Basso, il due volte vincitore del Giro d’Italia e testimonial e ideatore, insieme all’assessore alla Sicurezza Francesca Caruso, della campagna #usalabiciclettainsicurezza. "Il progetto – ha spiegato Basso – è stato avviato dopo una serie di incidenti che hanno avuto come vittime i ciclisti, con la voglia di fare qualcosa di utile per la comunità. Non è affatto semplice trovare una soluzione e perciò abbiano deciso di iniziare il nostro percorso spiegando come utilizzare la bicicletta senza correre rischi. Da qui è nato il decalogo trasformato in 44 cartelli posizionati lungo le principali arterie viabilistiche di Gallarate. Sono poi seguiti il BiciDay con la chiusura al traffico dell’intero centrocittadino; il primo incontro con le scuole elementari (al quale seguiranno delle specifiche lezioni riservate agli alunni delle quarte); la tavola rotonda con la presenza di Gianni Bugno e del fratello di Michele Scarponi (Marco) e ora con l’introduzione dei cartelli "salvaciclisti". Ovvio, non pensiamo affatto di avere risolto il problema, ma il successo ottenuto da tutte le nostre proposte e la presenza oggi di tutte queste autorità, ci fa capire di essere sulla strada giusta. E dire che all’inizio del percorso qualcuno ci derideva e altri ci criticavano e continuano a farlo : ebbene, a queste persone dico di non limitarsi a scrivere sui social o a mandare lettere ai giornali, ma di venire da me o dall’assessore Caruso perché se hanno delle idee, utili alla causa, noi siamo le persone giuste per realizzarle".

 

Opinione condivisa da Renato Di Rocco (presidente della Federazione ciclistica italiana) che, impossibilitato ad intervenire di persona, ha voluta comunque essere presente con un messaggio, mettendo nero su bianco parole di stima e di incoraggiamento nei confronti dell’amministrazione cittadina : "Per questa giusta causa la Federazione intende svolgere un ruolo trainante con tutte le realtà istituzionali, sociali e culturali che condividono lo stesso obiettivo. Rinnovo perciò all’assessore Caruso i miei complimenti per la sua iniziativa, che pone al centro delle attenzioni la città di Gallarate per le buone pratiche messe in atto e le confermo il nostro convinto sostegno".

 

All’avvocato Patrich Rabaini è toccato il compito di illustrare il cartello del metro e mezzo di distanza, da lui definito "come un figlio". Ha ricordato la presentazione lo scorso 16 marzo del progetto di legge a Roma, aggiungendo che con il nuovo governo si tornerà alla carica. "Questi segnali sono una indicazione, servono a fare capire che bisogna mantenere una distanza di sicurezza tra i mezzi a quattro ruote e quelli a due ruote. E’ un avvertimento rivolto agli automobilisti e ai conducenti dei mezzi pesanti, ma con questo non si vuole scaricare la responsabilità degli incidenti solo su di loro. Anche i ciclisti hanno le loro responsabilità e quando passano con il rosso, procedono in contromano o pedalano affiancati, vanno sanzionati. Al comune di Gallarate va dato il grande merito di avere scommesso su questo campagna che, non a caso, si rivolge soprattutto ai ciclisti e poi va dato il secondo grande merito di avere introdotto i cartelli "salvaciclisti" : onore al sindaco Andrea Cassani e all’assessore Francesca Caruso".

 

E ovviamente anche a Ivan Basso, il cui impegno in prima persona nel progetto è uno dei motivi che ha spinto il prefetto Sgalla ad accettare l’invito a partecipare alla conferenza stampa. "Basso – ha detto – è sì un grande campione, ma soprattutto è una grandissima persona". Sgalla ha snocciolato i dati sugli incidenti mortali nel 2016 (3.283) evidenziato una crescita rispetto agli ultimi 17 anni nel corso dei quali questa dato era in miglioramento. "È ovvio – ha rimarcato – che a maggior ragione si debba intervenire con decisione e iniziative come quella di Gallarate contribuiscono a migliorare il livello di sicurezza sulle nostre strade. Il mio invito è ad andare avanti con questa opera di sensibilizzazione: c’è sempre chi prende la via della polemica, ma ciò non deve assolutamente fermare chi mette le proprie energie in campo".

 

 

 

 

 

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20/02/2018
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Ivan Basso e il professor Daffi a Domo per parlare di comportamenti problematici nello sport

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Articolo di Fabrizio Francina, Ossolanews.it

 

 

Grande successo ha riscosso venerdì pomeriggio il seminario 'I comportamenti problematici nel contesto sportivo : allenare consapevolmente ragazzi e bambini con difficoltà di attenzione, iperattività e di autocontrollo'. Un incontro organizzato da Associazione Movi-Ment Famiglie ADHD Vco, insieme allo Studio Specialistico ABC di Domodossola ed all'Associazione Araba Fenice di Gravellona. L'incontro nella sala conferenze dell'Unione Montana delle Valli dell'Ossola si è aperto con la presentazione della neonata associazione Movi-Ment Famiglie ADHD Vco da parte della sua presidente Cinzia Conti. "Nasce a seguito di un'esigenza territoriale, c'è un a misconoscenza di questo disturbo" ha spiegato Cinzia Conti. "L'associazione ha degli obbiettivi, tra cui i 'parent training' rivolto ai genitori per insegnare loro a gestire i bambini Adhd" ha continuato la presidentessa sottolineando l'importanza della diagnosi precoce e della collaborazione tra famiglie, scuola e servizi sanitari. "Ci poniamo come gradino tra le famiglie e la Neuropsichiatria infantile" ha sottolineato ancora Cinzia Conti. E' stata poi la volta di Ivan Basso, ospite d'onore del seminario, che intervistato dal moderatore, il giornalista di Vco Azzurra Tv e Verbanonews Daniele Piovera, ha raccontato la sua esperienza di atleta, ma soprattutto di genitore.

 

Il seminario è poi entrato nel vivo con il lungo ed interessante intervento scientifico del professor Gianluca Daffi, docente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e Brescia, rivolto in particolare agli allenatori sportivi e ai numerosi insegnanti presenti in sala. Daffi ha parlato delle dinamiche relazionali con quei ragazzi che presentano comportamenti e atteggiamenti difficili, scostanti, a volte inadeguati e conflittuali. Ha inoltre sottolineato che "Le basi sono l'informazione e la conoscenza" cioè l'importanza di possedere una adeguata informazione rispetto a questi disturbi, in modo da poter poi mettere in atto adeguate strategie educative, ottenendo così i massimi risultati da questi soggetti che altrimenti rischiano, come spesso accade, di essere esclusi, allontanati ed emarginati a causa delle loro difficoltà di relazione. "Quello di oggi è un primo incontro cui dovrebbe seguire un lavoro più complesso centrato sulle strategie" ha  continuato Daffi.

 

"Speriamo che questa prima campagna di sensibilizzazione, determini un aumento di interesse a sviluppare adeguate strategie educative in tutti gli allenatori ed educatori intervenuti, per questo è nostra intenzione programmare nel breve nuovi appuntamenti ed eventi in questa direzione" ha aggiunto la dottoressa Jennifer Francioli, titolare dello Studio Specialistico ABC.

 

 

 

 

 

 

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17/02/2018
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