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9° Convegno Mapei Sport, una mattina tra scienza, passione e rapporti umani

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Stamattina si è svolto il 9° Convegno del Centro Ricerche Mapei Sport. Oltre 350 persone tra studenti, tecnici e semplici appassionati erano riuniti al Centro Congressi Malpensa Fiere di Busto Arsizio per ascoltare gli vari interventi di preparatori, medici e atleti attivi nel mondo dello sport di alto livello. Tra loro c’era Ivan, oggi manager sportivo della Kometa Cycling Team, che ha partecipato ad un tavola rotonda intitolata "Esperienze sul campo", insieme a Roberto De Zerbi, allenatore del U.S. Sassuolo Calcio, Andrea Morelli, responsabile del laboratorio di analisi del movimento e referente per il settore ciclismo e Ermanni Rampinini, capo dello Human Performance Lab di Mapei Sport e consulente per gli sport di squadra come calcio, pallacanestro e la nazionale di sci alpino. 

 

Alla domanda del moderatore Pier Augusto Stagi, sulla differenza tra la sua vita da corridore e quella da manager, Ivan ha spiegato : "La prima differenza è stata su messo stesso perché ho capito subito che questa nuova professione non era un’appendice di quella da corridore ma era completamente un’altra cosa. Bisognava spogliarsi quasi completamente : togliere la maglia da ciclista ma anche e soprattutto, nel mio caso, dei privilegi che un leader ha per tanti anni. Già questo primo cambio di mentalità mi ha permesso di aprire la mia mente e andare a scoprire altri mondi oltre a quello del ciclismo, le cose che non avevo conosciuto prima". 

 

Una nuova vita e sempre qualcosa da scoprire : "Ho avuto la voglia di andare ad imparare da altri allenatori di altre discipline. Il calcio è una grande passione per me anche se non ho una grande competenza ma sono un osservatore. Propio poco fa parlando con Roberto De Zerbi, la prima domanda che gli ho fatto e quale era la sua esperienza con gli altri allenatori e gli ho raccontato quello che piace a me : quando vedo qualcosa cerco di rubare, sia all’interno del ciclismo oppure in un’altra disciplina". 

 

Ivan ha poi sottolineato l’importanza dello spirito di squadra. Lui che ha corso da capitano sa benissimo quanto è prezioso avere uomini motivati al suo fianco : "Il ciclismo è uno sport individuale, ognuno pedala per la propria bicicletta eccetto i fuoriclasse ma nella maggior parte dei casi si vince grazie all’aiuto della squadra. Un’altra cosa essenziale, ne parlavo con Roberto, lui ama i calciatori che sul campo sanno quello che devono fare. E anche nel ciclismo è così, i corridori per dare il meglio durante una corsa devono sapere quello che devono fare perché si sentono parte della squadra, si sentono orgogliosi di quello che fanno per il capitano e riescono a dare il meglio. Sono le due cose più importanti insieme alla comunicazione : la comunicazione all’interno della squadra è fondamentale per il raggiungimento dell’obiettivo. Ma devo dire che sotto l’aspetto mentale tutte le discipline si assomigliano, nel senso che in tutte le discipline non è abbastanza fare bene, ma bisogno fare sempre meglio degli altri. Non bisogna andare forte ma bisogna andare più forte degli altri".

 

E come si comporta l’Ivan manager con i suoi ragazzi della Kometa ? "Cerco sempre nella mia gestione di non fare differenze tra i corridori. Credo che la cosa negativa che può fare un dirigente sportivo sia quella di privilegiare un atleta rispetto ad un altro. Questo crea una frattura all’interno della squadra, bisogna fare molto attenzione. Ma se la squadra è ben gestita non succede. Noi cerchiamo di dare tutti gli strumenti possibili ai nostri ragazzi, è una squadra piccola, vivaio della grande Trek-Segafredo. Siamo stati i primi tra i piccoli, dopo la Mapei, a replicare questo progetto innovativo vent’anni dopo. Ci auguriamo con gli stessi risultati".

 

Durante il Convegno è anche intervenuto Andrea Morelli, allenatore di Ivan durante gli anni Liquigas, dopo la scomparsa di Aldo Sassi. Andrea ci parla dell’Ivan corridore : "Ivan è un atleta maniacale in tutti gli aspetti : dell’alimentazione all’allenamento. Un atleta che ti fa tre salite da quindici chilometri in allenamento. Per esempio il Cuvignone, la sua salita preferita : il comune mortale la fa in 1.30, lui la fa in allenamento in 45 minuti. Pure all’interno del mondo dei professionisti, atleti che fanno queste velocità e queste potenze su salite di questo tipo, in allenamento, sono pochi. Abbiamo un esempio da un compagno di squadra di Ivan, che adesso si è messo al triathlon, molto forte, potenza altissima, ha fatto il gregario di Ivan. Un giorno si è messo in testa di fare lo stesso allenamento di Ivan, magari cercando di produrre le stesse potenze. È riuscito, è arrivato da me tutto entusiasta "ho fatto lo stesso allenamento che ha fatto Ivan, i tempi erano simili". Tre giorni dopo aveva una corsa e si è ritirato. Quindi la differenza tra un campione ed un gregario è che il campione è in grado di fornire quella performance che un gregario, magari avendo lavorato anche di più durante la corsa, non è in grado di fornire nell’ultima parte della corsa". 

 

 

 

 

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06/05/2019
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Ivan a Rouleur Classic, tra passato, presente e futuro

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A Londra novembre rima con Rouleur Classic. Un evento organizzato dalla rivista Rouleur (1 al 3 novembre), che permette agli appassionati delle due ruote di scoprire le ultime innovazioni e di incontrare campioni di ieri e di oggi.

 

Tra i grandi nomi presenti questo venerdì, Ivan. Il manager della Polartec-Kometa è venuto sullo stand di Koo, fabbricante di occhiali e sponsor della squadra. Poi ha risposto alle domande di Ned Boulting. L’occasione di tornare sulla prima stagione della Polartec-Kometa, formazione creata con il suo amico ed ex compagno Alberto Contador : "Per noi è stato un anno fantastico, con molte vittorie. Ma oltre le dieci vittorie ottenute, quello che è incredibile è la mentalità del gruppo. Lo scorso inverno abbiamo cercato di trasmettere questa mentalità ai corridori. Ma non è sempre facile chiedere ai giovani di 19-20 anni la stessa mentalità di un corridore più vecchio. Perché quando hai 20 anni vuoi prima di tutto vincere e non aiutare gli altri. Ma con Alberto passiamo molto tempo con loro in ritiro e anche sulle corse. Quindi la più grande vittoria è che in tutte le gare abbiamo avuto questo spirito di squadra. E siamo anche felici perché abbiamo un corridore, il velocista Matteo Moschetti, che ha firmato per la squadra WorldTour Trek-Segafredo". 

 

Vincitore di due Giri d’Italia (2006 e 2010), Ivan ha conosciuto anche il podio del Tour de France (3° nel 2004 e 2° nel 2005). Nella Polartec-Kometa si trova forse il suo erede. Ma per ora, il futuro rosa o giallo, Ivan lo vede per un giovane corridore della Sky, il suo compatriota Gianni Moscon : "Non è facile sapere chi potrà o no vincere un grande giro. Si può però vedere il talento, la mentalità e in questo momento in Italia abbiamo Gianni Moscon, che, a mio avviso, può un giorno vincere il Tour, il Giro o la Vuelta. Per me, quando Nibali si sarà ritirato, Moscon prenderà il suo posto. Ha un forte carattere ma è giovane e col tempo migliorerà non solo sportivamente, ma anche umanamente. Vincenzo lui ha davvero qualcosa in più, non è un semplice campione, sa vincere su tutti i terreni e può ancora fare grandi cose". 

 

Ivan, un uomo che vive il presente e che guarda al futuro ma che ha anche sempre un dolce pensiero per il passato : "Il mio Giro 2010 è stata una vittoria speciale perché avevo vinto nel 2006, poi sono stato sospeso e sono riuscito a rialzarmi. Durante questo difficile periodo senza gareggiare ho imparato molto, non solo da ciclista, ma anche da uomo. E ora mi servo molto di quest’esperienza con la mia squadra". 

 

 

 

 

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03/11/2018
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Ivan a "Pedala per un Sorriso" l'11 novembre

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Domenica 11 novembre, Ivan vi aspetta a Roma per la quinta edizione del cicloraduno di beneficienza "Pedala per un Sorriso". La manifestazione permetterà di raccogliere fondi per tre scopi : costituire un fondo di finanziamento per Squadre Ciclistiche Giovanili, finanziare la ricerca sulle lesioni del midollo spinale, Marina Romoli Onlus e sostenere l’iniziativa di Arcobaleno della Speranza Onlus nella lotta contro la leucemia. 

 

Insieme a Ivan, socio fondatore e Presidente Onorario dell’associazione non-profit "Pedala per un Sorriso Onlus", ci saranno altri ciclisti come il suo ex-compagno alla Liquigas Valerio Agnoli o Giulio Ciccone. Pedala per un Sorriso potrà anche contare sulla presenza di ex del ciclismo italiano come Alessandro Proni, Umberto Proni, Luigi Sgarbozza, Roberto Petito, Stefano Zanatta e Bruno Centomo. Senza dimenticare l'invitato speciale, Omar Di Felice, il rappresentante numero 1 dell'Ultracycling in Italia e l'Ospite d'onore, Marina Romoli. 

 

Per quanto riguarda il percorso, si tratta di 49 km interamente dentro il raggio del Grande Raccordo Anulare di Roma, passando per diversi chilometri attraverso il centro storico della Capitale. La pedalata è adatta a tutti; dai professionisti, passando all'amatore più serio a quello forse un po' più anziano ma comunque in grado di percorrere le vie della Capitale per un'esperienza unica. Sarà l’occasione di ammirare una trentina di monumenti molti dei quali considerati dall’UNESCO come "Patrimonio dell’Umanità", di valore storico, religioso e civile.

 

Il presidente Luca Centomo spiega : "Se la Pedala per un Sorriso è oggi una realtà, è solo grazie alla collaborazione di tante persone che hanno voluto scommettere su un progetto che a prima vista poteva sembrare solo un sogno. Personalmente, venendo con una buona esperienza alle spalle dal settore non-profit, stavo cercando la strada giusta per coinvolgere le persone a sostenere dei progetti umanitari senza bussare solo alle porte facendole rimanere al di fuori della nostra attività di beneficenza. Così è nata l’idea di rendere la raccolta fondi una attività che potesse realizzare non solo i progetti di beneficenza, ma anche i sogni degli stessi benefattori, molti dei quali, appassionati di ciclismo". 

 

L’iscrizione è di 20 €, con la pasta party inclusa. È anche disponibile il pacco gara per 5 €. Per ottenere maggiori informazioni potete andare sul sito ufficiale. E a questo link sono aperte le iscrizioni. 

 

 

 

 

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22/10/2018
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Contador Day, Festa sul Gavia

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Articolo di Mattia Bazzoni, Gazzetta Dello Sport

 

 

Weekend tra gastronomia e bici : domani con Alberto si scala una salita-totem

 

Il Gavia è leggenda scritta in verticale. Domani saranno migliaia i cicloamatori che si arrampicheranno fino ai suoi 2621 metri di quota. Non da soli, ma insieme a un campione che ha saputo trasformare le salite in emozioni come pochi altri: Alberto Contador. La festa lungo i tornanti del Gavia rappresenta il momento clou del Contador Day, la tre giorni dedicata al "Pistolero" scattata ieri con la conferenza di presentazione. Protagonisti, oltre a Contador, la Valtellina e la Polartec-Kometa, cioè la squadra (Continental, under 23 e junior) diretta dal fuoriclasse spagnolo, insieme al fratello Fran e a Ivan Basso, che della Valtellina si è fatta vetrina nel mondo portandone il nome sulla maglia.

 

APPUNTAMENTI La valle lombarda si prepara a un nuovo, gioioso assalto di ciclisti e si propone come meta bike-friendly. Il Contador Day ha preso il via da Chiuro – dove si è svolto un convegno su alimentazione e sport – insieme alla manifestazione Grappolo d’Oro dedicata ai vini del territorio. Oggi prosegue a Bormio con una visita da parte della squadra alle aziende enogastronomiche e si conclude domani in cima al Gavia, per l’occasione chiuso al traffico, in un’iniziativa che ha già visto le salite mitiche della Valtellina (Stelvio, Mortirolo e Gavia) libere dalle auto in 3 weekend estivi. "La Valtellina è la valle degli sportivi – spiega Gigi Negri, direttore del consorzio turistico del Terziere Superiore e coordinatore delle tappe del Giro nel territorio –. Gli amanti della bici trovano panorami stupendi e alberghi attrezzati. Dopo le fatiche in strada o sugli sterrati, il premio è un cibo sano e d’eccellenza, ciò che gli sportivi chiedono. Attraverso la chiusura dei passi, poi, la Valtellina porta avanti il tema della sicurezza su strada e promuove convivenza tra auto e bici".

 

LA SCALATA La sfida a "Sua maestà" Gavia parte alle 8 da Piazza del Kuerc, in centro a Bormio. La pedalata non competitiva a iscrizione gratuita affronta i 26 km (con 1428 metri di dislivello) che portano in vetta a una delle ascese più famose del ciclismo. In cima, la giornata si completa con un pasta-party e musica dal vivo. Dopo il 2016 si tratta del secondo Contador Day, un’amicizia quella tra il campione di Pinto e la Valtellina ormai di lunga data. Nel 2008, Alberto scalò il Gavia in maglia rosa, durante il primo dei due Giri d’Italia conquistati. Ora, tra le maestose vette del Bernina e dell’Ortles-Cevedale, ha costruito la culla della sua Polartec-Kometa, team sviluppo della Trek-Segafredo, che qui si raduna due volte all’anno per gli allenamenti in altura.

 

LA SQUADRA "Sono tanti i legami con la Valtellina, a iniziare dallo sponsor Kometa della famiglia Pedranzini – racconta Ivan Basso, che non ci sarà per impegni negli Usa con Trek –. Ma ci sono anche aspetti affettivi : mia nonna era di Bianzone, sono per metà valtellinese. Questa terra è il crocevia dove si sono costruite le grandi imprese che hanno segnato il Giro d’Italia". Per Ivan si sta chiudendo la prima stagione al timone del nuovo team. Il Contador Day diventa anche l’occasione per tracciare bilanci: "Annata estremamente positiva. Ci siamo distinti in ogni gara, abbiamo vinto molto con un talento come Moschetti (nel 2019 passerà alla Trek-Segafredo, con cui corre già come stagista, ndr), ma tutta la squadra si è sacrificata per il leader. Non è facile per i giovani rinunciare alle proprie ambizioni. Ora arriva il turno dei vari Gazzoli, Oldani, Sevilla".

 

 

 

 

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08/09/2018
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Alberto Contador e Ivan Basso presentano Bend36

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È nata Bend36, una nuova linea di cosmetici per lo sport sviluppata da Ivan Basso e Alberto Contador. Bend36, si ispira alle curve dello Stelvio, salita mitica del Giro d’Italia. Qui nasce Bend36, un nuovo brand testato sulle 36 curve (bend in inglese) fino al Passo dello Stelvio. Prestazione e ambizione : chi attacca la salita sa cosa vuole e Bend36 glielo offre.

 

 Le due leggende del ciclismo si sono messi al servizio di coloro che puntano sempre più alto, creando una gamma che comprende soluzioni per uomo e donna, con texture studiate in funzione delle diverse performances degli atleti. Le formule accompagnano l’atleta prima e dopo lo sforzo. I prodotti pre-ride, da utilizzare prima della corsa per usufruire appieno dei benefici durante lo sforzo, si accompagnano alle soluzioni after-ride, applicabili nel recupero successivo alle fatiche più intense. Testati da enti scientifici di ricerca internazionali e approvati da ciclisti professionisti, tutti i prodotti Bend36 vantano la certificazione PLAY SURE, doping free. 

 

Due leggende del ciclismo come Contador e Basso a fissare gli obiettivi, gli effetti, i benefici necessari. Un vero e appassionato di ciclismo come Alessandro Rombelli, businessman Milanese, a raccogliere queste indicazioni per creare una linea cosmetica dall’alto valore performante e condividere il desiderio di eccellenza dei due campioni. Bend36 è questo, una bella squadra, l’unica dove i campioni diventano i gregari del successo di chi punta sempre più in alto.

 

 

Per maggiori informazioni su Bend36 potete andare sul sito ufficiale. Bend36 è anche presente su Facebook e Instagram

 

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09/07/2018
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Nove Colli, una bellissima giornata di solidarietà e sorrisi

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Dopo qualche giorno sul Giro d’Italia con la Trek-Segafredo, Ivan era oggi a Cesenatico per partecipare alla granfondo Nove Colli. Correva con la Dream Team (Mauro Gianetti, Joaquin Rodriguez, Rocco Cattaneo, Jury Chechi, Antonio Rossi e Cristian Zorzi) per la #NoveColli4Children. L’obiettivo era di percorrere 130 chilometri in meno di quattro ore per aiutare l’Istituto Oncologico Romagnolo (IOR) e i suoi progetti a favore del reparto oncologia pediatrica di Rimini. Il tempo era preso sul quarto arrivato. Gianetti, Rodriguez, Cattaneo e Ivan stavano per riuscire la sfida quando Ivan ha forato, vittimo da qualcuno che ha provato a rovinare la festa, spargendo chiodi sul percorso. Juri Chechi ha dato tutto per prendere il posto di Ivan ma purtroppo non è bastato, il tempo è stato di nove minuti più alto rispetto all’orario limite. Ma la grande generosità degli organizzatori ha subito fatto dimenticare la delusione : hanno deciso di devolvere ugualmente l’intera cifra di 20 mila euro, che sarà quindi dati all’oncologia pediatrica di Rimini. 

 

Ivan, che ha toccato da vicino questa malattia, era davvero felice di essere presente oggi alle Nove Colli : "Quando si parla di Dream Team, vedere due campioni come Zorzi e Rossi che si aiutano a vicenda per arrivare al traguardo è una bella immagine del nostro sport e fa capire che la bicicletta unisce, la bicicletta ti permette di condividere momenti speciali. Bisogna sostenere l’utilizzo della bici. Per me la bicicletta è stata un gioco, poi il mio sport, il mio lavoro, in questo momento è ancora il mio gioco preferito. È uno strumento che ti regala benessere, sorriso, autostima. Soprattutto ti permette di condividere del tempo con delle persone. Un esperienza come oggi, Rossi e Zorzi insieme, con ogni probabilità non sono mai stati insieme per quattro ore condividendo fatica, sudore, è un momento molto bello del nostro sport. E complimenti agli organizzatori perché non c’è stato in 130 chilometri una strada aperta, una macchina nel percorso. E questo credetemi che in un circuito di un chilometro è molto semplice ma su un percorso in linea di 130 km e di 200 km non è una cosa semplice, quindi complimenti davvero". 

 

 

 

 

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20/05/2018
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Ivan presente domenica alla Granfondo Nove Colli



 

"La vera anima del ciclismo è il cicloturismo. La Nove Colli è l'essenza dei praticanti. Pedalare è bellissimo, ma farlo insieme a 12.000 amici è meraviglioso". Parole di Ivan che domenica sarà a Cesenatico per partecipare alla 48° edizione della famosa granfondo : la Nove Colli - Selle Italia. E quest’anno sarà un GF sotto il segno dei bambini  con la "Nove Colli 4 Children". Ivan correrà con una squadra di ex campioni dello sport (Paolo Bettini, Joaquim Rodriguez, Mauro Gianetti, il presidente della UEC Rocco Cattaneo, i campioni olimpici Yuri Chechi, Antonio Rossi, i fondisti Federico Pellegrino e Cristian Zorzi) per sostenere l’Istituto Oncologico Romagnolo ed i suoi progetti per il reparto Oncoematologia Pediatrica di Rimini, centro di riferimento in Romagna per la cura dei tumori infantili. Lo scopo sarà quello di andare più forte del tempo : percorrere il tragitto di 130 km e quattro colli da scalare della Granfondo, in meno di 4 ore e regalare ai bambini malati un futuro migliore.

 

Il direttore della GF, Alessandro Spada, dettaglia il programma : "Volevamo creare qualcosa di coinvolgente per la gente e nobile nello scopo, questa tra le varie idee, ci sembrava interessante per lo spettatore e coinvolgente per i ciclisti stessi. I campioni troveranno nei dodicimila compagni di strada, degli alleati o, per usare un termine tanto caro al ciclismo, tantissimi gregari. Sarà entusiasmante vedere questi personaggi, che fin da ora ringrazio pubblicamente per la loro disponibilità, correre come in una cronometro a squadre. E come in una prova contro il tempo per Team, ci sarà una strategia da attuare. Il tempo verrà preso sul quarto arrivato, così i più forti in pianura lavoreranno a fondo nella prima parte, e quelli con più dimestichezza con la montagna cercheranno di capitalizzare gli sforzi di tutto il Team. Se riusciranno nell’obiettivo, la Nove Colli - Selle Italia donerà un assegno di 10.000 euro all’istituto, per sostenere ed implementare i servizi a favore del reparto. Cifra che è stata raddoppiata, a sorpresa, da Alessio Cremonese a nome della azienda Sportful, e che ringrazio dal profondo del mio cuore per la sensibilità dimostrata. Saranno 20.000 euro quindi i soldi che i nostri campioni porteranno, perché sono sicuro fin da subito che ci riusciranno, in dote allo IOR per questo importantissimo sostegno. Ci divertiremo, si divertiranno, e faremo del bene".

 

Il Direttore Generale dell’Istituto di Rimini, Fabrizio Miserocchi, spiega : "L’impegno che lo IOR si è preso nei confronti dell’Oncoematologia Pediatrica di Rimini spazia su vari progetti : dal sostegno di una figura psiconcologica dedicata ai bisogni dei bimbi e dei loro genitori alla pet therapy, che si è dimostrata fondamentale per rendere maggiormente collaborativi i piccoli pazienti con le pesanti terapie a cui si devono sottoporre quotidianamente. È importante trovare sempre nuovi servizi che possano rendere meno pesante il momento della malattia a queste famiglie. Per questo siamo felicissimi che la Nove Colli e i campioni dello sport abbiano deciso di sostenerci in questa missione : siamo sicuri che correre per contribuire a dare un futuro a questi bambini coraggiosi offrirà loro una forte motivazione per spingere a fondo sui pedali e rimanere sotto le quattro ore. In ogni caso sarà un grande spettacolo di sport e di solidarietà".

 

La corsa sarà da seguire in diretta su RAI 3, dalle 9:55 alla 12. Per maggiori informazioni potete consultare il sito ufficiale della Nove Colli.

 

 

 

 

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14/05/2018
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