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Ivan Basso Daily Blog

Giro 2021 (Manager Sportivo)


8° Tappa Giro 104: Francesco Gavazzi, cuore e coraggio, secondo a Guardia Sanframondi

Giro2021T8.jpg(Foto: Gomez Sport- Luis Barbosa - Alberto Piccione - Giro d'Italia / Montaggio: @IBdailyblog)
 
 
"La prima cosa che mi sento di dire ai ragazzi è che devono sognare", diceva Ivan prima della grande partenza del Giro d'Italia. Oggi più che mai la Eolo-Kometa ha sognato durante la settima tappa della corsa rosa, che andava da Foggia a Guardia Sanframondi (170 km). L'inizio è stato molto nervoso e la fuga è nata dopo più di 60 km. Nove corridori, con l'Eolo-Kometa, Francesco Gavazzi. Hanno avuto più di 7 minuti di vantaggio su un gruppo che non ha mai menato un vero inseguimento. 
 
Francesco è stato molto bravo, riuscendo a tornare sui suoi ex-compagni di fuga, che avevano attaccato prima dello strappo finale (3,5 km a 6,5 %). Tutti tranne Victoir Lafay. Il francese della Cofidis è riuscito a mantenere 36s su Francesco. Nelson Oliveira (Movistar) ha preso il terzo posto, a 41s. La classifica generale rimane invariata, i favoriti non si sono mossi e Valter Attila (Groupama - FDJ) sarà ancora in rosa domani. 
 
Le parole di Francesco a Tuttobici: "A 36 anni è bello esserci ancora e mi sarebbe piaciuto conquistare il successo oggi. Mi sarebbe piaciuto vincere oggi per la mia squadra, che per la prima volta sta vivendo l’emozione di correre in questa meravigliosa corsa. Per me il Giro non finisce oggi, proverò ancora a conquistare una tappa, perché è il nostro obiettivo. Ci riproverò sicuramente. Oggi era giusto seguire Oliveira, quando ho visto che era al gancio sono andato, ma forse era troppo tardi. Il nostro obiettivo è quello di prendere una tappa. Per me oggi era l’occasione della carriera e me la sono giocata fino alla fine. Fino all’ultimo ho lottato per la vittoria. Purtroppo devo accontentarmi di un secondo posto, come è successo tante altre volte nella mia carriera. I sacrifici di un’intera carriera, con una vittoria al Giro vengono ripagati tutti. Vincere sarebbe stato bello per tutti, in squadra. La tappa di domani potrà dirci tante cose, con Bernal, Evenepoel e Ciccone che sono i favoriti. Ho corso in squadra con Egan e mi piacerebbe vederlo vincere. Ci sono tanti giovani forti in questa corsa, ma penso che non debbano essere assolutamente sottovalutati i corridori con esperienza. Non sarà facile vincere e secondo me, i favoriti sono tanti".
 
 
Il commento audio di Ivan:
 
 
 
- Classifica 8° tappa:
 
1. LAFAY Victor (Cofidis, Solutions Crédits) 4:06:47
2. GAVAZZI Francesco (Eolo-Kometa) a 36s
3. ARNDT Nikias (DSM) a 37s
4. OLIVEIRA Nelson (Movistar) a 41s
5. CARBONI Giovanni (Bardiani-CSF-Faizanè) a 44s
24. FORTUNATO Lorenzo (Eolo-Kometa) a 4:48
71. ALBANESE Vincenzo (Eolo-Kometa) a 8:08
118. DINA Márton (Eolo-Kometa) a 11:14
143. RAVASI Edward (Eolo-Kometa) a 13:49
149. CHRISTIAN Mark (Eolo-Kometa) a 13:49
162. RIVI Samuele (Eolo-Kometa) a 14:11
 
 
- Classifica generale: 
 
1. VALTER Attila (Groupama - FDJ) a 10:53
2. EVENEPOEL Remco (Deceuninck - Quick Step) a 11s
3. BERNAL Egan (Ineos Grenadiers) a 16s
4. VLASOV Aleksandr (Astana - Premier Tech) a 24s
5. CARTHY Hugh (EF Education - Nippo) a 38s
30. FORTUNATO Lorenzo (Eolo-Kometa) a 7:44
37. GAVAZZI Francesco (Eolo-Kometa) a 16:20
74. RAVASI Edward (Eolo-Kometa) a 39:28
91. DINA Márton (Eolo-Kometa) a 46:42
104. ALBANESE Vincenzo (Eolo-Kometa) a 50:45
118. CHRISTIAN Mark (Eolo-Kometa) a 57:38
170. RIVI Samuele (Eolo-Kometa) a 1:16:23
 
 
Profilo 9° tappa:
 
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15/05/2021
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I piccoli comuni che hanno fatto grande il Giro d'Italia

Ritiro 6.jpg
 
 
Articolo di CairoRCS Studio, in collaborazione con Eolo
 
 
Ci sono luoghi teatro di imprese e altri che custodiscono ricordi personali. Ecco quelli che hanno scritto la storia della corsa rosa secondo Ivan Basso
 
Nessuno sport come il ciclismo riesce a raccontare i luoghi che attraversa. Perché la strada è più di un palcoscenico: è, insieme ai corridori, protagonista. Succede così che piccoli comuni, frazioni e borghi entrino nella storia del Giro d'Italia, diventando co-autori di imprese indimenticabili o simboli di salite eroiche.
 
I tre luoghi simbolo del Giro
 
Ivan Basso conosce bene quelle strade, perché ha vinto la corsa rosa due volte: la prima nel 2006, con arrivo a Milano; la seconda nel 2010, con traguardo a Verona. Ma per il campione varesino, i luoghi che hanno fatto la storia del Giro sono lontani dalle grandi città: "Mazzo di Valtellina, dove inizia il Mortirolo. Ovaro, dove inizia lo Zoncolan. Malga Ciapela, dove le pendenze della Marmolada iniziano a diventare durissime". Due comuni che non arrivano a 2 mila abitanti e un villaggio.
 
Centri piccoli, minuscoli, eppure celebri per gli appassionati di ciclismo. Ripercorrendo le tappe del Giro, se ne incontrano decine, saldati alla bici come fossero in tandem. Nomini Oropa, una frazione di Biella, e pensi a Marco Pantani che nel 1999 risale il gruppo dopo un salto di catena. Parli di Sormano, comune comasco di 700 anime, e balza in mente la parola "muro", com'è definito quel tratto di salita con pendenza del 27%. E poi Sestriere, Aprica, Montecampione, Ponte di Legno.
 
"La bellezza del ciclismo - afferma Basso - è proprio la sua capacità di attraversare i comuni più piccoli e di portare in casa della gente lo spettacolo del Giro. Arriva lì, in quei paesini poco conosciuti, spesso dimenticati, e per un giorno li fa diventare i posti più famosi d’Italia". Valorizzarli è un'idea che accomuna il ciclismo, Ivan Basso e lo sponsor che lo sta accompagna nella sua esperienza da dirigente nella Eolo-Kometa Cycling Team, formazione fondata nel 2018 e fresca di licenza ProTeam: Eolo è un'azienda italiana che ha come missione portare internet ultraveloce dove gli altri non arrivano, cioè proprio nei piccoli comuni.
 
Dal Mortirolo allo Stelvio
 
Tra i tanti luoghi attraversati in gara, due sono quelli nel cuore di Ivan: il primo è il Mortirolo, "perché su quella salita ho vinto un Giro d’Italia. È quella che mi piace di più ma anche quella che mi ha fatto soffrire di più". Il secondo è un passo raggiunto tante volte da professionista, cui però Ivan lega una soddisfazione più antica: "Lo Stelvio, perché è stata la mia prima impresa da bambino, quando l’ho scalato sulla mia bicicletta".
 
Nel ripercorrere il suo Giro d'Italia, le vittorie di Basso s'intrecciano sempre con i ricordi personali. Sulle montagne della Valtellina, infatti, il futuro campione ha passato l'infanzia, visto che la mamma era originaria di Bianzone, in provincia di Sondrio. A due passi da casa, vicino Varese, ci sono invece luoghi che, pur senza tingersi di rosa, hanno costruito il percorso verso il Trofeo Senza Fine: "Il Cuvignone, con partenza da Cittiglio, era il mio 'termometro' prima di partire per i Giri d’Italia. Lo facevo tre volte e dal tempo che impiegavo capivo come sarei andato. E poi il Campo dei Fiori, il mio terreno d’allenamento preferito, del quale conosco a memoria ogni metro".
 
A volte, i luoghi del cuore s'incrociano quasi per caso. Non perché ci si è nati né perché sono scolpiti nella storia del ciclismo. Capita così che un varesino innamorato della Valtellina abbia nel suo album privato Limone Piemonte, paesino in provincia di Cuneo dove gli abitanti sono pochi più dei metri di altitudine: "Lì ho vinto la mia prima tappa al Giro d’Italia, del 2005".
 
Dopo nove Giri in sella, è arrivato adesso il primo da dirigente, con la Eolo-Kometa. Un ruolo da affrontare con altri occhi: "Cambia tutto, soprattutto il modo di ragionare, che diventa un 'noi allargato'. Da corridore devi pensare solo a te stesso e ai tuoi sette compagni. Ora no. Ora devo ragionare per tutto il team. Al Giro d’Italia siamo in trenta, tra corridori e staff. Devo sapere tutto di loro, fare in modo che il gruppo sia unito, che pensi con una testa sola. Il lavoro è complesso ma, allo stesso tempo, bellissimo". Come una salita del Giro.
 
 
 
 
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15/05/2021
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7° Tappa Giro 104: Mark Christian in fuga e tentativa di Vincenzo Albanese nel finale

Giro2021T7.jpg
(Foto : Gomez Sport - Getty - Giro d'Italia / Montaggio @IBdailyblog)
 
 
 
Questo venerdì si è disputata la 7° tappa del Giro d'Italia, con 181 km da percorrere tra Notaresco e Termoli. Una strada piuttosto piatta, nonostante un arrivo in leggerissima salita. Il terreno non era davvero favorevole ai tre fuggitivi del giorno, partiti quasi subito dopo la partenza : Umberto Marengo (Bardiani-CSF-Faizanè), Simon Pellaud (Androni Giocattoli-Sidermec) e l'Eolo-Kometa, Mark Christian. Sono stati ripresi a 17 km dal traguardo. Vincenzo Albanese ha anche lui tentato di sfuggire. Nel finale, Fernando Gaviria è stato il primo a lanciare la volata, ma il corridore dell'UAE Team Emirates è stato superato da un fortissimo Caleb Ewan, che dopo aver vinto due giorni fa, ha di nuovo alzato le braccia questo pomeriggio. Davide Cimolai (Israel Start-Up Nation) ha preso il secondo posto, Tim Merlier (Alpecin-Fenix) il terzo. 
 
Mark Christian racconta: "Andare in fuga al Giro è bellissimo, è un onore ed è una cosa che fa stare bene. Oggi siamo riusciti a scappare senza troppe difficoltà, sapevamo che il gruppo non ci avrebbe lasciato arrivare al traguardo ma abbiamo trovato una buona collaborazione e siamo stati in fuga per tanti chilometri. Sono contento che il nostro team abbia avuto questa visibilità, il nostro obiettivo resta quello di vincere una tappa e ci proveremo fino alla fine".
Il commento audio di Ivan: 

 
 
 
- Classifica 7° tappa:
 
1. EWAN Caleb (Lotto Soudal) 4:42:12
2. CIMOLAI Davide (Israel Start-Up Nation)
3. MERLIER Tim (Alpecin-Fenix)
4. MOSCHETTI Matteo (Trek - Segafredo)
5. PASQUALON Andrea (Intermarché - Wanty - Gobert Matériaux)
60 ALBANESE Vincenzo (Eolo-Kometa)
87. GAVAZZI Francesco (Eolo-Kometa) a 54s
90. FORTUNATO Lorenzo (Eolo-Kometa) a 54s
99. DINA Márton (Eolo-Kometa) a 54s
144. RIVI Samuele (Eolo-Kometa) a 1:48
151. CHRISTIAN Mark (Eolo-Kometa) a 1:48
164. RAVASI Edward (Eolo-Kometa) a 2:37
 
 
- Classifica generale: 
 
1. VALTER Attila (Groupama - FDJ) 26:59:18
2. EVENEPOEL Remco (Deceuninck - Quick Step) a 11s
3. BERNAL Egan (Ineos Grenadiers) a 16s
4. VLASOV Aleksandr Astana - Premier Tech 0:24
5. VERVAEKE Louis (Alpecin-Fenix) a 25s
30. FORTUNATO Lorenzo (Eolo-Kometa) a 7:44
47. GAVAZZI Francesco (Eolo-Kometa) a 20:38
68. RAVASI Edward (Eolo-Kometa) a 30:27
87. DINA Márton (Eolo-Kometa) a 40:16
106. ALBANESE Vincenzo (Eolo-Kometa) a 47:25
111. CHRISTIAN Mark (Eolo-Kometa) a 48:37
170. RIVI Samuele (Eolo-Kometa) a 1:07:00
 
 
Profilo 8° tappa:
 
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14/05/2021
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6° Tappa Giro 104: Un grande Lorenzo Fortunato a Ascoli Piceno

Giro2021T6.jpg(Foto: Gomez Sport - Alberto Piccione - Giro d'Italia / Montaggio @IBdailyblog)
 
 
Il Giro d'Italia viveva oggi il suo primo arrivo in salita, a Ascoli Piceno, una salita di seconda categoria, lunga di 15,5 km a 6,1 %. Dopo una ventina di chilometri otto corridori sono andati in fuga, sotto la pioggia. Tra questi otto c'era il vincitore del giorno: Gino Mäder. Il corridore della Bahain - Victorious è riuscito a resistere al ritorno del gruppo dei favoriti, che hanno combattuto sull'ultima salita. In questo gruppo, arrivato 12s dopo Mäder, c'era Egan Bernal (Ineos Grenadiers), Dan Martin (Israel Start-Up Nation) e Remco Evenepoel (Deceuninck - Quick Step), rispettivamente 2°, 3° e 4°. Attila Valter (Groupama - FDJ), 12° a 29s, è la nuova Maglia Rosa di questo Giro. 
 
Per la Eolo-Kometa la bella sorpresa è venuta da Lorenzo Fortunato, 21° a 1:12. Il giovane italiano non nasconde la sua gioia: "Dire che sono contento è dire poco: contento, e anche un po’ stupito perché non mi aspettavo di andare così bene. Pedalavo, mi guardavo attorno, e di fianco a me c’era Yates… Sto bene, questo è certo: lo avevo capito in Asturia e questi primi giorni di Giro lo stanno confermando. Ovviamente fare proclami non serve a nulla, però è certo che il nostro obiettivo è quello di lasciare il segno vincendo una tappa. E credetemi, faremo di tutto per riuscirci".
 
Purtroppo, Manuel Belletti è di nuovo caduto e ha dovuto lasciare la corsa. Prima del Giro aveva annunciato che sarebbe l'ultimo, ma la stagione non è finita e Manuel ci farà ancora vivere belle emozioni sotto i colori della Eolo-Kometa...Forza Manuel !
 
 
Il commento audio di Ivan:
 

 
 
- Classifica 6° tappa:
 
1. MÄDER Gino (Bahrain - Victorious) 4:17:52
2. BERNAL Egan (Ineos Grenadiers) a 12s
3. MARTIN Dan (Israel Start-Up Nation) a 12s
4. EVENEPOEL Remco (Deceuninck - Quick Step) a 12s
5. CICCONE Giulio (Trek - Segafredo) a 14s
21. FORTUNATO Lorenzo (Eolo-Kometa) a 1:12
53. GAVAZZI Francesco (Eolo-Kometa) a 14:37
58. RAVASI Edward (Eolo-Kometa) a 14:37
98. DINA Márton (Eolo-Kometa) a 22:06
125. CHRISTIAN Mark (Eolo-Kometa) a 24:49
132. ALBANESE Vincenzo (Eolo-Kometa) a 24:49
163. RIVI Samuele (Eolo-Kometa) a 27:32
 
 
- Classifica generale: 
 
1. VALTER Attila (Groupama - FDJ) 22:17:06
2. EVENEPOEL Remco (Deceuninck - Quick Step) a 11s
3. BERNAL Egan (Ineos Grenadiers) a 16s
4. VLASOV Aleksandr (Astana - Premier Tech) a 24s
5. VERVAEKE Louis (Alpecin-Fenix) a 25s
29. FORTUNATO Lorenzo (Eolo-Kometa) a 6:50
48. GAVAZZI Francesco (Eolo-Kometa) a 19:44
68. RAVASI Edward (Eolo-Kometa) a 27:50
87. DINA Márton (Eolo-Kometa) a 39:22
107. CHRISTIAN Mark (Eolo-Kometa) a 46:50
113. ALBANESE Vincenzo (Eolo-Kometa) a 47:25
172. RIVI Samuele (Eolo-Kometa) a 1:05:12
 
 
Profilo 7° tappa:
 
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13/05/2021
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5° Tappa Giro 104: 9° posto per Manuel Belletti nella volata di Cattolica

Giro2021T5.jpg
(Foto: Gomez Sport - Giro d'Italia / Montaggio: @IBdailyblog)
 
 
La quinta giornata della corsa rosa andava da Modena a Cattolica, con 177 km interamente piatti. Una tappa perfetta per i velocisti, che hanno mobilizzato le loro squadre per neutralizzare la fuga. A Cattolica la battaglia degli uomini veloci ha sorriso a Caleb Ewan. Il corridore della Lotto Soudal ha battuto Giacomo Nizzolo (Qhubeka Assos) e Elia Viviani (Cofidis, Solutions Crédits). 
 
Caduto due giorni fa, Manuel Belletti ha regalato alla Eolo-Kometa il suo primo top 10 su un grande giro, prendendo il nono posto nella volata: "Oggi tappa di casa, ci tenevo a provare a fare un buon risultato: è arrivato un nono posto che, viste le mie condizioni, probabilmente era il massimo che potessi sperare. Negli ultimi 200 metri mi sono toccato con Pasqualon e ho perso una pedalata, magari avrei potuto guadagnare un paio di posizioni ma sarebbe cambiato poco. L’importante era reagire alla caduta dell’altro giorno, vediamo di passare la giornata di domani e fare qualcosa di buono ancora nelle prossime volate".
 
 
Il commento audio di Ivan: 
 

 
- Classifica 5° tappa:
 
1. EWAN Caleb (Lotto Soudal) 4:07:01
2. NIZZOLO Giacomo (Qhubeka Assos)
3. VIVIANI Elia (Cofidis, Solutions Crédits)
4. SAGAN Peter (Bora - hansgrohe)
5. GAVIRIA Fernando (UAE-Team Emirates)
9. BELLETTI Manuel (Eolo-Kometa)
71. GAVAZZI Francesco (Eolo-Kometa)
86. ALBANESE Vincenzo (Eolo-Kometa)
106. RAVASI Edward (Eolo-Kometa)
116. FORTUNATO Lorenzo (Eolo-Kometa)
133. CHRISTIAN Mark (Eolo-Kometa)
136. DINA Márton (Eolo-Kometa)
160. RIVI Samuele (Eolo-Kometa) a 2:04
 
 
- Classifica generale: 
 
1. DE MARCHI Alessandro (Israel Start-Up Nation) 17:57:45
2. VERVAEKE Louis (Alpecin-Fenix) a 42s
3. OLIVEIRA Nelson (Movistar) a 48s
4. VALTER Attila (Groupama - FDJ) a 1:00
5. EDET Nicolas (Cofidis, Solutions Crédits) a 1:15
42. GAVAZZI Francesco (Eolo-Kometa) a 6:36
45. FORTUNATO Lorenzo (Eolo-Kometa) a 7:07
78. RAVASI Edward (Eolo-Kometa) a14:42
86. DINA Márton (Eolo-Kometa) a 18:45
104. CHRISTIAN Mark (Eolo-Kometa) a 23:30
116. ALBANESE Vincenzo (Eolo-Kometa) a 24:05
173. RIVI Samuele (Eolo-Kometa) a 39:09
179. BELLETTI Manuel (Eolo-Kometa) a 41:50
 
 
Profilo 6° tappa:
 
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12/05/2021
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Ivan Basso, chiamatelo manager: "Pazienza, dedizione, sacrificio"

InterBicisport.jpg
 
 
Intervista di Davide Bernardini, Bicisport
 
 
Che il rapporto con Alberto Contador potesse tramutarsi in qualcosa di serio e duraturo, Ivan Basso lo capì praticamente subito. Le loro ambizioni di classifica nelle grandi corse a tappe non si erano praticamente mai scontrate: quando c’era uno non c’era l’altro, e viceversa. Ora per scelte individuale, ora per scelte della squadra, ora per le squalifiche che in momenti diversi hanno colpito le loro carriere. I due, che si sono sempre stimati, si sono conosciuti una volta per tutte nel 2015 alla Tinkoff-Saxo. Contador era il capitano e per tornare a vincere il Tour aveva voluto al suo fianco proprio Basso, un luogotenente d’eccezione.
 
- E poi cos’è successo, Ivan?
 
È durata poco, nel senso che si trattò della mia ultima stagione tra i professionisti. Al Tour incappai in quella caduta che, dopo accurate analisi, mi fece scoprire d’avere un tumore ai testicoli, fortunatamente ancora nella primissima fase. Mi ritirai dalla Boucle e non partecipai a nessun’altra corsa, ufficializzando il ritiro alla fine di quell’anno. Ma credo che mi sarei ritirato lo stesso, sentivo d’aver dato tutto e di non avere rimpianti.
 
 
- Cosa successe con Contador?
 
A quel Tour arrivò quinto, ma tra noi due si stabilì subito una grande sintonia. La nostra fortuna fu quella di conoscerci nell’ultima parte delle nostre carriere, dopo i grandi successi e le grandi difficoltà sportive e umane rappresentate dalle squalifiche. S’incontrarono due uomini, ancor prima che due atleti. Io, più grande di lui di cinque anni, ne avevo già compiuti 37, lui invece 32.
 
 
- Cosa ti colpisce maggiormente di lui?
 
Ogni giorno, quando si sveglia, lui si dimentica di essere Alberto Contador. È uno di noi, una persona come tutte le altre, una sorta di neoprofessionista: si occupa della squadra, si occupa del nostro marchio di bici (Aurum, ndr), prova i mezzi, propone, parla coi clienti. Lavora dalla mattina alla sera con un’intensità e una disponibilità uniche, è il primo ad arrivare e l’ultimo ad andarsene.
 
 
- Come immaginavi allora il tuo futuro?
 
In un primo momento diciamo anche che sono andato per esclusione. Non m’interessava fare il commentatore né tantomeno rimanere a bagnomaria nel ciclismo con un ruolo non ben definito. Non volevo nemmeno passare una vita a raccontare chi era stato e cosa aveva vinto Ivan Basso: più passava il tempo e più mi trovavo in imbarazzo nel farlo, gli anni passano e inevitabilmente sbiadisce tutto quello che appartiene al passato. Col tempo capii che le personalità che mi affascinavano di più erano quelle che, dopo una brillante carriera come sportivi, diventavano manager di successo.
 
 
- Facciamo qualche nome.
 
Luca Guercilena, per rimanere al ciclismo. Prima di avviare la squadra giovanile con Contador, ho fatto parte della Trek-Segafredo e lavorare a stretto contatto con Guercilena mi ha insegnato molto. Preparato, apprezzato, pieno di idee: un riferimento, insomma. Ma non volevo buttarmi all’arrembaggio: così ho partecipato a dei corsi, ho studiato molta teoria e poi sono passato alla pratica, andando a vedere come lavoravano alcuni allenatori di calcio.
 
 
-Quali?
 
Montella, Inzaghi, Gattuso, Mihajlovic. Ovviamente Sacchi, una figura imprescindibile quando si parla di coraggio e inventiva nel mondo dello sport. E mi piace molto il percorso che ha seguito Leonardo: ottimo giocatore, poi allenatore di Inter e Milan, infine uomo di fiducia della proprietà qatariota del Paris Saint-Germain.
 
 
- Da quest’anno la vostra formazione, la Eolo-Kometa, fa parte delle Professional e parteciperà al Giro d’Italia. Dove volete arrivare?
 
Dove meriteremo di arrivare. Volete che dica che puntiamo al World Tour? Posso anche farlo, ma non corrisponderebbe alla verità. Il nostro progetto, che con l’ingresso di Eolo è diventato interamente italiano a tutti gli effetti, è a medio-lungo termine. Ma siamo consapevoli che i soldi e i grandi sponsor non bastano da soli a sopravvivere nel ciclismo. Per questo dire che puntiamo al World Tour ha poco senso: ad oggi non lo meritiamo.
 
 
- Nel World Tour, tra l’altro, continua a mancare una formazione italiana. Come si può uscire da questa impasse?
 
Non piangendosi addosso, smettendola di evidenziare una realtà palese e provando a cambiarla. Io chi si alza la mattina e passa tutto il giorno a dire "c’è crisi" non lo sopporto. Rimbocchiamoci le maniche e diamoci da fare, piuttosto. Il ciclismo è passione, senz’altro, ma non si può chiedere ad un grande industriale, per quanto appassionato, di suonare al campanello di un manager con 20 milioni di euro in mano per allestire una squadra che valga il World Tour.
 
 
- Allora la questione devono prenderla in mano i manager.
 
Assolutamente sì, dobbiamo essere noi a realizzare progetti interessanti e a saperli presentare nella giusta maniera agli investitori. Il ciclismo non è né beneficienza, non si può chiedere a qualcuno d’investire milioni e milioni di euro a fondo perduto.
 
 
- Cosa significa per te essere un manager?
 
Io credo che il dualismo tra direttore sportivo e team manager continui ad esistere soltanto nel ciclismo. Mi sembra strano, insomma, che ci sia una figura dedicata interamente all’ammiraglia e un’altra concentrata unicamente sulla parte imprenditoriale. Un manager, per me, deve avere in mano tutta la baracca e assegnare ai vari ruoli le migliori personalità. Ecco cosa intendo.
 
 
- Federazione, nazionale italiana, Giro d’Italia: può darsi che nel tuo futuro tu possa far parte di una di queste realtà?
 
Ad ora dico di no, il progetto della Eolo-Kometa mi coinvolge talmente tanto che non m’interessa nemmeno pensare più di tanto al resto. A me fa piacere tutta questa considerazione, ma io fino a prova contraria come dirigente sportivo ho ancora tutto da dimostrare. Intanto lasciatemi lavorare con calma con questo stupendo gruppo. Cresceremo con calma, da questo punto di vista la prima parte di questa stagione è stata indicativa. Ma io credo soltanto in quello che matura con pazienza, dedizione e sacrificio.
 
 
- L’emblema, probabilmente, è Alessandro Fancellu, un grande talento nel quale credete molto ma che, tuttavia, in questi mesi non ha brillato.
 
Hai centrato perfettamente la questione. Abbiamo almeno tre o quattro giovani interessanti oltre a Fancellu, ma non voglio fare altri nomi, più che delle individualità preferisco parlare del progetto. Alessandro è un predestinato, l’ho sempre detto, ma questo non significa che abbia la strada spianata: anzi, se vuole vincere dovrà impegnarsi più di tutti gli altri. Non lo porteremo al Giro, ad esempio, perché nella prima parte della stagione non ha dato i segnali che ci aspettavamo. Ma la mia fiducia in lui rimane altissima.
 
 
- Andrà alla Trek il prossimo anno?
 
C’è un accordo, ma da entrambe le parti l’unica volontà è quella di pensare al bene del ragazzo: se dimostrerà di valere il grande salto, allora andrà alla Trek; altrimenti troveremo un’altra soluzione. Come dicevo prima, io e Luca Guercilena siamo in buonissimi rapporti. Fancellu dovrà mettersi in mostra, come dicevo proprio qualche giorno fa ai corridori che andranno al Giro.
 
 
- Ovvero?
 
Che nel testa a testa con le formazioni del World Tour ne usciremo sempre a pezzi. Dovremo avere più coraggio, più inventiva, più immaginazione e più disponibilità al sacrificio di tutte le altre squadre. Nel ciclismo il talento conta tantissimo, ma guai a sottovalutare l’improvvisazione: è forse l’unica arma a disposizione per battere i più forti.
 
 
 
 
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11/05/2021
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4° Tappa Giro d'Italia: Francesco Gavazzi e Márton in fuga

Giro2021T4.jpg
(Foto: Gomez Sport - Alberto Piccione / Montaggio: @IBdailyblog)
 
 
Da Piacenza a Sestola, i corridori del Giro d'Italia hanno affrontato un percorso esigente di 187 km e con tre GPM. Una quarta tappa con tanta pioggia e che è stata molto animata sin dall'inizio, prima con una fuga di due corridori, raggiunto poi da 23 altri. In questo gruppo, due Eolo-Kometa, Francesco Gavazzi e Márton, Dina. C'era anche Joe Dombrowski, il vincitore del giorno. Il corridore dell'UAE-Team Emirates è riuscito a fare la differenza nell'ultima salita, il Colle Passerino (4,3 km a 9,9 %), distanziando Alessandro de Marchi (Israel Start-Up Nation), arrivato secondo a 13s. Ma l'italiano ha vissuto l'immensa gioia di vestire la Maglia Rosa. 
 
Presente nella fuga, Márton Dina è il miglior Eolo-Kometa questo martedì, 44°: "Credo che questa sia stata la prima vera tappa del Giro, io sono contento perché sono entrato nella fuga e questo era il nostro obiettivo. Alla fine non sono riuscito a lottare per la vittoria di tappa, ci ho provato davvero ma sull’ultima salita non avevo più energie, ma davvero sono contento. Il giro è lungo, credo che andrò ancora tante volte in fuga, magari avrò la possibilità di lottare per la maglia del GPM…vedremo. E se non lotterò per la maglia, lotterò per una vittoria di tappa: questo è il nostro obiettivo".
 
Caduto ieri, Manuel Belletti ha potuto tornare in sella oggi e concludere la tappa. Vincenzo Albanese ha lui perso la Maglia Azzurra, dopo un ottimo inizio di Giro, essendo due giorni consecutivi in fuga. 
 
 
- Classifica 4° tappa:
 
1. DOMBROWSKI Joe (UAE-Team Emirates) 4:58:38
2. DE MARCHI Alessandro (Israel Start-Up Nation) a 13s
3. FIORELLI Filippo (Bardiani-CSF-Faizanè) a 27s
4. VERVAEKE Louis (Alpecin-Fenix) a 29s
5. TRATNIK Jan (Bahrain - Victorious) a 29s
44. DINA Márton (Eolo-Kometa) a 4:07
55. GAVAZZI Francesco (Eolo-Kometa) a 5:58
56. FORTUNATO Lorenzo (Eolo-Kometa) a 6:12
95. RAVASI Edward (Eolo-Kometa) a 13:55
139. CHRISTIAN Mark (Eolo-Kometa) a 23:06
154. ALBANESE Vincenzo (Eolo-Kometa) a 23:06
172. RIVI Samuele (Eolo-Kometa) a 26:53
173. BELLETTI Manuel (Eolo-Kometa) a 26:53
 
 
- Classifica generale: 
 
1. DE MARCHI Alessandro (Israel Start-Up Nation) 13:50:44
2. DOMBROWSKI Joe (UAE-Team Emirates) a 22s
3. VERVAEKE Louis (Alpecin-Fenix) a 42s
4. OLIVEIRA Nelson (Movistar) a 48s
5 . VALTER Attila (Groupama - FDJ) a 1:00
47. GAVAZZI Francesco (Eolo-Kometa) a 6:36
51. FORTUNATO Lorenzo (Eolo-Kometa) a 7:07
84. RAVASI Edward (Eolo-Kometa) a 14:42
88. DINA Márton (Eolo-Kometa) a 18:45
112. CHRISTIAN Mark (Eolo-Kometa) a 23:30
125. ALBANESE Vincenzo (Eolo-Kometa) a 24:05
165. RIVI Samuele (Eolo-Kometa)  a 37:05
180. BELLETTI Manuel (Eolo-Kometa) a 41:50
 
 
Profilo 5° tappa: 
 
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11/05/2021
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