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Ivan Basso Daily Blog

Ivan

Un Champion nommé Ivan


Auguri Ivan e Tai !

 

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Ivan e Tai, possa questo giorno speciale del vostro compleanno essere una linea di partenza per nuove emozioni e gioie. Tantissimi Auguri meravigliosi Basso Boys ! 

 

 

 

 

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26/11/2018
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Ivan : "L'ottimismo è l'opzione migliore"

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Intervista di Hannah Troop, Rouleur.cc

 

 

- La prima stagione della Polartec-Kometa Continentale è finita, come ti senti ?

 

È stato un inizio spettacolare, abbiamo raggiunti gli obiettivi che ci eravamo prefissati. È stata una grande gioia vedere uno dei nostri atleti, Matteo Moschetti, firmare per una squadra WorldTour, la Trek-Segafredo. Il nostro progetto è ancora all’inizio, ma questa è una vera e propria soddisfazione.

 

 

- Cosa ti è piaciuto gestendo la squadra questa stagione ?

 

Il legame della squadra a livello umano è assolutamente meraviglioso. Quando dici "management" sembra troppo burocratico; so che la posizione ha molte responsabilità, e può essere abbastanza politica, ma l'atmosfera è incredibile e questo è ciò che mi piace di più.

 

 

- La gestione di una squadra è sempre stata qualcosa che ti interessava prima di ritirarti dal ciclismo ?

 

Sono sempre stato interessato a come funziona dietro le quinte, interagendo con l’aspetto tecnico e le attrezzature. Il ciclismo è la mia vita e lo amo da tutti i punti di vista. Quando mi sono ritirato dalle competizioni, ho sempre avuto chiaro in mente che non significava dover rinunciare al mondo del ciclismo. Sapevo che volevo rimanerci.

 

 

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- Qual è stata la cosa più sorprendente che hai imparato in questa stagione dalla gestione di una squadra ?

 

Non c’è niente che non abbia mai visto prima. Durante la mia carriera mi è piaciuto vedere come funzionava la squadra sotto tutti i suoi aspetti. Una squadra di ciclismo è fatta di complessità. Il materiale, il calendario, i viaggi, gli atleti, gli impegni con gli sponsor e gli altri eventi istituzionali, i media, le pubbliche relazioni…c’è sempre qualcosa da fare.

 

 

- Come vuoi far crescere la squadra e l’etica che c’è dietro ?

 

È un progetto sportivo diverso, perché i risultati non sono una priorità. Vincere è molto difficile, quindi ci concentriamo sull’essere attivi in gara, lavorare in gruppo. Cerchiamo di lavorare in collaborazione con strutture sportive e ci ispiriamo ad altre squadre con più esperienza di noi, in modo che i corridori possano imparare. Impegno e atteggiamento sono fondamentali. Se arrivano vittorie, come Matteo Moschetti, allora questo è un vantaggio. Ha vinto in Ungheria e a Burgos. La squadra si allena regolarmente anche con i ragazzi della Trek-Segafredo e questo aiuta. Siamo davvero entusiasti dei miglioramenti che stiamo vedendo; lavoriamo con ciclisti molto giovani e vediamo Polartec-Kometa come un progetto integrale impegnato nella formazione e  nella realizzazione delle ambizioni dei giovani corridori del futuro. Vogliamo aiutarli a diventare ciclisti professionisti.

 

 

- Come è stato per te il passaggio dalle corse alla pensione ?

 

La bicicletta sarà sempre presente nella mia vita quotidiana. Non ho più l’obbligo di allenarmi, il che significa che mi sto divertendo di più con la bici. Ora posso davvero godermi i paesaggi che percorro. Le pedalate che faccio come ambasciatore di Trek-Segafredo sono un’opportunità per pedalare da un’altra prospettiva. Pedalando sulle strade della Valtellina, per esempio, lo Stelvio, il Gavia : queste salite le ho affrontate più volte quando ero in gara, ma questa volta quando le salgo mi diverto.

 

 

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- È stato più difficile di quanto pensassi ?

 

No. Il ciclismo è stato il mio mondo per tanti anni, era solo una questione di essere dall’altra parte.

 

 

- Che cosa hai fatto per aiutarti a vivere bene il momento del ritiro ? Qual è stato il tuo obiettivo ?

 

Non smettere mai di andare in bicicletta. La frequenza è ovviamente più bassa perché non devo più seguire un programma di allenamento, ma è bene non perdere mai l’abitudine.

 

 

- Ti è stato diagnosticato un cancro, qualcosa che ti ha spinto a prendere la decisione di smettere ?

 

È possibile che in qualche modo abbia influenzato la decisione. Ma dopo diciassette stagioni e a 37 anni era il giusto momento per ritirarmi, è stato soprattutto questo che ha influenzato la mia decisione.

 

 

- Quali erano le emozioni e i pensieri quando ti è stato diagnosticato il cancro ?

 

Non è una notizia facile da digerire. Ma dal primo momento in cui l'ho scoperto, ho capito di avere il sostegno e l’affetto non solo della mia famiglia, ma anche del mondo dello sport e del mondo in generale. È stato confortante e mi ha aiutato a spingermi, ad essere positivo di fronte a questo tipo di avversità. Ha avuto un’enorme influenza sul mio atteggiamento. È più facile essere ottimista quando sei coinvolto in progetti e lavori per lo sport che ami…Come dice mio fratello Alberto Contador, "Querer es Poder" (Volere è potere) .

 

 

Il due novembre, insieme ad altri campioni, Ivan sarà a Londra per l'evento Rouleur Classic. Prenotazione su Rouleur.cc

 

 

 

 

 

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11/10/2018
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Lo sport e quella via al successo che passa anche dalle sconfitte

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Articolo di Filippo Passantino, RomaSette.it

 


Alla Sala Umberto il confronto tra Ivan Basso, Bruno Conti, collegato da Liverpool dove è volato per la semifinale di Champions league della Roma di cui è dirigente, Valentina Vezzali e Patrizio Oliva.

 

"La vittoria deve essere un sogno, non un’ossessione". Parola di Ivan Basso, vincitore per due volte del Giro d’Italia. Lo ha detto ieri sera, lunedì 23 aprile, in occasione della rassegna "Sport tra epica ed… etica", nella Sala Umberto. Lo ha detto anche davanti al procuratore antidoping, dopo aver denunciato di aver fatto l’autoemotrasfusione, una pratica proibita per i ciclisti. "Il ciclismo è uno sport che richiede uno sforzo fisico importante. Questo ha portato i corridori nel tempo a fare cose sbagliate". Di qui la scelta di ricominciare da zero. "Ho sempre vinto grazie alla mia fatica, volevo riuscirci e dimostrare che senza quella pratica ce l’avrei fatta".

 

Una poltrona vuota sul palco del teatro, durante la serata presentata dal giornalista Rai Marco Mazzocchi: quella sulla quale avrebbe dovuto sedere Bruno Conti, bandiera della Roma e campione del mondo con la nazionale italiana nel 1982. Con la squadra giallorossa, di cui è dirigente, è volato a Liverpool per la semifinale d’andata di Champions league. Ha però inviato con alcuni video i suoi messaggi al pubblico presente, tra cui i giovani nuotatori delle Belle Arti Roma. "Per arrivare ci vuole tanto, per smettere ci vuole poco", ha affermato l’ex calciatore, per vent’anni responsabile del settore giovanile giallorosso. Quindi ha raccontato delle ingerenze dei genitori e dell’importanza dei valori dello sport nell’educazione dei bambini. "Non vogliamo vedere sui campi scene di genitori che litigano tra di loro o che aggrediscono l’arbitro. Vogliamo insegnare già nel settore giovanile la lealtà". Poi, spazio alle emozioni, ai sacrifici e alle gioie per i grandi successi dei campioni dello sport italiano.

 

Le hanno svelate anche la pluricampionessa di scherma a livello italiano, europeo e mondiale, Valentina Vezzali, e il campione europeo nel 1990 dei pesi welter di pugilato Patrizio Oliva, conosciuto come "lo sparviero". "Il momento più bello della carriera è stato l’oro olimpico vinto a Mosca – ha raccontato quest’ultimo -. Io volevo solo dare ai miei genitori la felicità che avevano perso con la morte di mio fratello, quando avevo 15 anni. È stato l’unico obiettivo della mia carriera". In lui è ferma la convinzione che "si diventa campioni dopo almeno una sconfitta che, se ben analizzata, aiuta a crescere. Se si trova una scusa per una performance sbagliata – ha aggiunto – non si è sconfitti ma perdenti. La sconfitta educa". Come lo sport in generale. "È uno strumento educativo e formativo quando parliamo di rispetto delle regole e dell’avversario che, tradotti in senso civico, sono rispetto delle leggi e della persona in generale. Dove c’è pratica sportiva non c’è bullismo, non c’è razzismo, non ci sono barriere culturali. Sono convinto che un buono sportivo sarà un buon cittadino".

 

La parola a Valentina Vezzali, mentre sullo schermo del teatro continuano a scorrere le frasi celebri di altri personaggi illustri, da Nelson Mandela a Mario Kempes. "Dopo la famiglia e la scuola, ritengo lo sport una fondamentale agenzia educativa – ha sostenuto -. Lo sport è integrazione, permette di socializzare. Quindi è fondamentale nella crescita di ciascuno di noi. E in Italia ci sarebbe bisogno di più sport. Quando si ama quello che si fa non ci sono sacrifici né rinunce. Io, ad esempio, non sono mai andata in discoteca". È stata, però, alla Camera dei Deputati, eletta nella precedente legislatura. "Ho accettato quell’impegno politico perché credo che ognuno debba fare quello che può per migliorare il nostro Paese". Ancora un giro di domande sui sacrifici compiuti per realizzare il proprio sogno. E qui Bruno Conti, diviso tra baseball e calcio, racconta dei suoi viaggi da Nettuno all’Eur per raggiungere il campo di allenamento dopo essere stato ingaggiato dalla Roma. La conclusione è di Oliva: "Non avevo neppure i soldi per pagare il bus per andare in palestra ad allenarmi. Così andavo a piedi per 15 chilometri".

 

Le foto dell'evento sono da ritrovare sulla pagina Facebook del blog.

 

 

 

 

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24/04/2018
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Auguri Levante !

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I bambini, sono i gioielli della vita... 7 volte auguri per i tuoi fantastici, unici ed entusiasmanti 7 anni... Felice Compleanno Levante ! 

 

 

 

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12/01/2018
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Felice 2018 !

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Ogni fine è solo un nuovo inizio. Bisogna mantenere lo spirito e la determinazione e il 2018 sarà un anno ricco di soddisfazioni. Con coraggio, fiducia, impegno e passione, si può fare grandi cose...Felice Anno Nuovo ! 

 

Every end is just a new beginning. The spirit and determination must be maintained and 2018 will be a year full of satisfaction. With courage, trust, commitment and passion, you can do great things... Happy New Year !
 

 

 

 

 

 

 

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01/01/2018
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Natale 2017

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24/12/2017
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Buon Compleanno Tai e Ivan

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Oggi potrebbe essere un giorno come tanti, ma c’è un piccolo particolare : è il compleanno di Tai e Ivan. Che sia una giornata speciale, ricca di emozioni e amore. Tantissimi Auguri adorabili Basso Boys !

 

 

 

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25/11/2017
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