www.ivanbassodailyblog.com

Ivan Basso Daily Blog

Squadra

 


La Polartec-Kometa e la Fundación Alberto Contador presenti all'Eurobike 2018

Polartec.jpg

 

 

Comunicato stampa Polartec-Kometa

 

 

Quella del 2018 è un'edizione molto speciale dell'Eurobike, uno dei maggiori eventi mondiali legati al mondo del ciclismo. La grande fiera di Friedrichshafen (Germania) è passata dalle tradizionali date di fine agosto e inizio settembre ai primi giorni di luglio, con meno giorni di festeggiamenti e concentrandosi sul settore professionale. Quest'anno, tra l'8 e il 10 luglio, si terrà la famosa fiera ciclistica tedesca a vocazione universale.

 

Questa domenica, nell'ambito della giornata inaugurale, le evoluzioni della squadra continentale Polartec-Kometa e le attività della Fondazione Alberto Contador saranno due dei temi dello stand Polartec, dove Alberto Contador, presidente della fondazione che porta il suo nome e iniziatore del progetto sportivo, sarà presente dalle 17 per spiegare entrambi i progetti e sostenere quello che è uno dei suoi più grandi sponsor. Con Alberto ci sarà anche Ivan Basso, il manager sportivo delle formazione continentale. 

 

La grande azienda americana, punto di riferimento nel settore dei tessuti tecnici, è ancora una volta presente in un’edizione dell’Eurobike. Nel 2018 sarà collocato presso lo stand 205 del padiglione A7. Qui potrete vedere e scoprire alcune delle sue ultime novità. Un settore in cui il contributo competitivo di Polartec-Kometa è emerso in un campo di sperimentazione imbattibile per diverse soluzioni e prodotti.

 

 

 

 

@IBdailyblog


07/07/2018
0 Poster un commentaire

Sei mesi di Polartec-Kometa

IMG_0767.JPG

 

 

Sito ufficiale Polartec-Kometa

 

 

Con questo week-end la maggior parte dei campionati nazionali di ciclismo e l'imminente arrivo del Tour de France, l'anno ciclistico sta vivendo una nuova svolta. Sei mesi di stagione che, nel caso specifico della continentale Polartec-Kometa, sono stati una vera scoperta per la formazione di Madrid con radici italiane. Scoperta costante. Sei mesi di esperienze, avventure e apprendimento intenso che sono fatti di successi, conquiste e bei momenti. Le sette vittorie di Matteo Moschetti, la conferma della futura promozione del milanese alla Trek-Segafredo dal 2019, le buone prestazioni di Michel Ries in diverse gare a tappe, i tentativi di fuga con Isaac Cantón, Patrick Gamper, Awet Habtom, Diego Pablo Sevilla... Un nuovo album che ha già molte foto.

 

"Il bilancio di questi sei mesi è molto positivo. Credo che, a livello europeo, siamo riusciti a essere una squadra di riferimento all'interno della categoria continentale. E penso anche che siamo riusciti a implementare quell’immagine nella categoria, quella propria etichetta, che abbiamo già avuto nelle categorie U23 e junior. Abbiamo ancora molto da imparare, abbiamo ancora molto da migliorare, ma credo che finora il bilancio sia stato davvero molto positivo. Dobbiamo essere molto soddisfatti del percorso che abbiamo intrapreso, a prescindere dalle sei vittorie, sette contando quella ottenuta con la sua squadra nazionale, da Matteo Moschetti. Un numero, senza dubbio, inaspettato", considera Fran Contador, direttore della squadra.

 

Su questa strada, iniziata a fine gennaio con la Vuelta a la Comunitat Valenciana, la Polartec-Kometa non solo ha ottenuto sei successi (più un settimo anche con la firma di Moschetti che ha vinto una tappa della Coppa delle Nazioni U23, dove ha gareggiato con l'Italia), ma ha raggiunto 38 top-20 nella gare a tappe e di un giorno, di cui ventidue sono stati top-10 e tredici top-5. Diego Pablo Sevilla, con la maglia del miglior scalatore del Tour de la Provence in Francia, Awet Habtom, con il generale dei giovani del Tour of Antalya, o Moschetti, con la maglia del miglior velocista nella gara turca, hanno firmato alcune dei successi della squadra in classificazioni secondarie. Fatta eccezione per il Gran Premio Miguel Indurain, la Klasika Primavera o il GP della Città di Lugano, corse di un giorno, c'è sempre stato un corridore in almeno una tappa (nel caso di eventi di durata superiore a un giorno) nel top 20. E per Amorebieta, Kevin Inkelaar ha finito ventunesimo. Concentrandosi sulla classifica generale, sei top-20, di cui tre (Awet, terzo in Antalya; Sevilla, quarto a Rhodes e Ries nono nel Giro U23) sono top-5.  In una squadra di sviluppo è una buona linea.

 

"La Polartec-Kometa è una squadra che ha iniziato con l'ambizione di fare bene le cose, di mostrarsi e di avere sempre una propria identità in gara. Essere protagonisti. È chiaro che in questi quattro o cinque mesi della stagione abbiamo ottenuto molti risultati, non solo in termini di vittoria, ma anche di atteggiamento, di lotta. Mi è piaciuto l'impegno, l'atteggiamento dimostrato in molte prove, la voglia di vincere volate, premi della montagna, combattività... Obiettivi molto più rilevanti di quanto sembri a prima vista e che danno molta forza al progetto. E in questo senso vorrei coinvolgere anche le nostre squadre U23 e junior, che ci hanno dato molte soddisfazioni.  In Italia si usa un'espressione, "si tinge di rosa", per riferirsi ad un futuro luminoso, di successo, fruttuoso. Abbiamo un progetto, abbiamo un grande sostegno… Penso che il futuro della squadra sia tinto di rosa. Naturalmente, oltre al miglioramento dei corridori dal punto di vista sportivo, siamo anche molto felici perché sono cresciuti anche come persone", ha detto Ivan Basso.

 

Per Contador, le fasi successive sono molto ben definite. "Guardando al futuro, l'obiettivo è chiaro : consolidare la nostra posizione nella categoria. Sono passati solo sei mesi. Siamo appena all'inizio. Dobbiamo migliorare il più possibile e continuare a crescere. Ed è un fatto ben noto che, in questo passo graduale, vogliamo fare un salto nella categoria professionale continentale in futuro". "Finora abbiamo fatto molto bene e non sarà facile ripetere questi risultati. Non mancheranno certo la voglia e la mentalità. E abbiamo il potenziale per fare molto, molto, molto, molto bene", conclude Basso.

 

 

 

 

@IBdailyblog


30/06/2018
0 Poster un commentaire

Ivan : "Giovani, apritevi al mondo"

_DSC5624.JPG

 

Intervista di Ciro Sconamiglio, Gazzetta Dello Sport

 

 

Il motore che lo spinge ha un nome ben preciso : si chiama entusiasmo. "Stiamo diventando un punto di riferimento, è il segnale che il lavoro sta pagando. Il progetto ha un cuore pulsante forte e due sponsor molto appassionati". Ivan Basso ha un ruolo manageriale nella Polartec-Kometa, la squadra nata dall’esperienza della Fondazione Contador: ci pedalano 38 atleti tra settore giovanile, juniores e team Continental. Ma il re di due Giri d’Italia (2006-2010), che adesso ha 40 anni, è anche un osservatore privilegiato del movimento italiano, che «sonda» costantemente per scoprire nuovi talenti.

 

 

- Basso, partiamo dal Giro: non c’era Nibali, Aru è affondato, solo 3 italiani nei primi 20. Che giudizio dà ?

Il nostro faro resta Nibali. Se non ha imprevisti o incidenti, non assicura aritmeticamente la vittoria, ma un podio, un grande giro di altissimo livello sì. Aru sembrava fosse il dopo-Nibali, ha avuto già risultati importanti… ma finora non dà le stesse garanzie di Nibali, non ha la sua continuità. Uno del livello di Aru, con aspettative alte… deve accettare anche la critica. È intelligente, l’avrà capito. Ma la critica deve essere costruttiva, bisogna capire bene che cosa è successo.

 

 

- Passiamo all’analisi del nostro movimento giovanile. Che cosa non va ?

Poche squadre prestano attenzione alla necessità di essere internazionali. Al confronto con l’eccellenza. Per fare progressi, devi confrontarti con il meglio. In questo senso è ottimo il lavoro di Cassani e degli altri tecnici, che con la maglia azzurra portano i ragazzi al Fiandre, alla Gand-Wevelgem, alla Roubaix. In questo momento la migliore squadre dilettantistica italiana è la… Nazionale.

 

 

- In che senso ?

Prende i più bravi e non gli fa vincere tante corse in Italia, ma li porta all’estero. Significa esperienza, crescita. Il risultato non deve essere la priorità. Noi abbiamo Matteo Moschetti, tricolore Under 23 in carica. Ha vinto sette gare finora, ma è l’esempio di quello che voglio dire.

 

 

- Perché ?

È un atleta poco sfruttato, integro, ha margini di miglioramento enormi. Non mi piace vedere corridori che a 18 anni siano magrissimi se non è proprio una questione fisica, genetica. Io li voglio vedere in salute, perché così si può progredire. Serietà, impegno negli allenamenti, ovviamente senza trascurare lo studio in nessun modo. Basta con una sorta di professionismo esasperato già a quell’età. Si perde il divertimento, e poi quando arrivi nel ciclismo che conta lo paghi.

 

 

- Moschetti a chi assomiglia ?

Fatte le debite proporzioni, mi ricorda Freire. Sembra distratto, ma quando inquadra un obiettivo difficilmente sbaglia. Abbiamo anche Michele Gazzoli, campione europeo juniores lo scorso anno. Velocista, colpo di pedale eccellente sulle piccole salite… ne ho visti pochi di forti così.

 

 

- Ci diceva del confronto costante con l’eccellenza.

Inutile vincere 25 gare attorno al campanile di casa propria. Apriamoci alle altre culture, non pensiamo che solo noi abbiamo la ricetta vincente. Se competi con gli scarsi, non cresci. Noi samo stati criticati perché partecipiamo a corse di livello troppo alto… Ma non ne voglio vincere 30, preferisco meno, o poco, ma vedere crescere il gruppo.

 

 

- È importante coltivare il rapporto con un team di livello, nel vostro caso Trek-Segafredo ?

Sì. Contador ha terminato la carriera lì, io ho fatto il dirigente. Un team tra i migliori a livello internazionale. Un team attrattivo in cui un giovane sogna di arrivare. Il binomio è importante. Conta la meritocrazia. Prendiamo uno spagnolo, Juan Pedro Lopez. Finora è andato benissimo. Potrei lasciarlo tra i dilettanti e vincerebbe tanto fino a fine anno. Ma tra i dilettanti ha già fatto tutto, deve passare professionista. Se non vince più da qui a dicembre… pazienza.

 

 

- Dunque, nessuna paura del passaggio tra i grandi se ci sono le qualità ?

Nessuna paura. Noi li tuteliamo ancor di più, se giovani. Gazzoli non corre da un mese e mezzo, ha la maturità tra poco. La proprietà non ci chiede di vincere, ma di fare bene il lavoro, di fare crescere i ragazzi.

 

 

 

 

@IBdailyblog


30/05/2018
0 Poster un commentaire

Grande successo per la presentazione della Fondazione Alberto Contador in Italia

Polartec-Kometa Italia presentazione blog.jpg

 

 

Comunicato stampa Polartec-Kometa

 

 

La Fondazione Alberto Contador ha presentato oggi a Milano il suo progetto sociale e sportivo. L’appuntamento era all’iconico grattacielo Pirelli, che ospita la sede del Consiglio Regionale della Lombardia, con la presenza di tre dei suoi principali sponsor : Polartec, Kometa e Valtellina. Eric Yung, VP International di Polartec, e Giacomo Pedranzini, CEO di Kometa Italia, hanno sottolineato il loro impegno e la loro identificazione ai valori promossi dalla squadra, così che la loro soddisfazione per il lavoro svolto, durante un evento in cui le autorità turistiche lombarde si sono impegnate a favore del cicloturismo come strumento turistico di prim’ordine.

 

Un evento intenso, dove Alberto Contador, presidente della Fondazione che porta il suo nome, ha potuto presentare alla società transalpina alcune delle iniziative sociali a cui l'istituzione sta lavorando, attraverso la promozione della bicicletta e del ciclismo, come il progetto "Bike for Life" o le campagne di sensibilizzazione contro l'ictus.

 

"L'Italia è un Paese molto speciale per me, con un grande significato non solo dal punto di vista sportivo, ma anche dal punto di vista personale", dice Alberto Contador. "Per questi motivi sono davvero felice di avere l'opportunità di presentare a Milano i progetti a cui stiamo lavorando con la Fondazione, l’opportunità di far conoscere a tutti gli appassionati italiani questa emozionante avventura in cui il ciclismo rappresenta uno stile di vita e allo stesso tempo uno strumento per aiutare, educare e formare non solo i grandi campioni, ma anche esseri umani con valori".

 

In una prospettiva più sportiva, Ivan Basso, manager sportivo della formazione, ha presentato i dodici corridori che compongono la squadra continentale, con la presenza del transalpino Matteo Moschetti e dello spagnolo, Juan Pedro López, recentemente promosso nella continentale. L'ex corridore italiano ha evidenziato l'aspetto educativo e di sviluppo di una squadra molto giovane con una filosofia diversa, lontana dal puro risultato.

 

All'evento, presentato dal giornalista italiano Alessandro Brambilla, hanno partecipato Lara Magoni, Assessore al Turismo, Marketing Territoriale e Moda della Regione Lombardia; Franco Angelini, Consigliere Delegato della Provincia di Sondrio; Alessandro Meinardi, direttore del Parco Nazionale dello Stelvio, uno dei gioielli paesaggistici della Valtellina. Allo stesso modo è intervenuto Mauro Vegni, direttore del Giro d'Italia, che ha sottolineato l'intenso rapporto tra la Rosa Corsa, la Lombardia e la sua Valtellina, ma non ha voluto commentare la presenza di alcune delle sue montagne al Giro 2019. "Vedrete, vedrete", ha detto in modo enigmatico.

 

Una squadra che, dopo l'evento, si è trasferita a Bormio per iniziare una fase di preparazione per alcune delle sue prossime sfide sportive, come il Giro d'Italia (dal 7 al 16 giugno) o il Giro della Valle d'Aosta (dall'11 al 15 luglio). E già da questa domenica la squadra sarà al Gran Premio Città di Lugano (Svizzera). Anche i corridori della squadra U23, Daniele Cantoni e Jorge Pastor, parteciperanno a questo primo ritiro, che durerà fino al 6 giugno e proseguirà con un secondo ritiro tra giugno e luglio.

 

 

 

 

@IBdailyblog


29/05/2018
0 Poster un commentaire

Convegno Mapei Sport, Ivan : "Vogliamo che la nostra squadra possa anche essere una scuola di vita"

Centro Mapei.jpeg

 

Prima di partire in viaggio verso Roma per assistere, con lo sponsor Segafredo, all’ultima tapa del Giro d’Italia e il sacro di Christopher Froome questa domenica, Ivan era oggi presente a Busto Arsizio per l’ottima edizione del Convegno del Centro Ricerche Mapei Sport. Il tema era "Allenamento e performance : una visione internazionale". 300 persone presenti e sono stati numerosi gli interventi, con la presenza dell’amministratore della Mapei, Giorgio Squinzi, di medici, preparatori e di atleti come Francesco Magnanelli, capitano del Sassuolo Calcio o Alberto Contador.

 

C’era anche il giovane talento italiano della Polartec-Kometa, Matteo Moschetti, che collabora già da tre anni con il Centro Mapei. Matteo, che l’anno prossimo correrà per la squadra WorldTour Trek-Segafredo, è tra i corridori più vincenti nel 2018. Ma è già concentrato sul suo prossimo obiettivo, il Giro d’Italia U23 : "Per la mia squadra e per me è forse il momento più importante delle stagione, perché è una corsa di due settimane, penso l’unica per la nostra categoria. Abbiamo lavorato bene. Non sono uno scalatore quindi non potrò vincerlo ma cercherò di fare il meglio possibile nelle tappe che sono adatte alle mie caratteristiche. Speriamo di ottenere il massimo e di divertirsi. Ma sono onorata di correre per questa squadra, diretta da due ex-grandi campioni. Sono ancora giovane, faccio solo che riesco e cerco di vincere il più possibile".  

 

Ivan, che ha una lunga storia con il Centro Mapei e specialmente con il professore Aldo Sassi, scomparso otto anni fa e Andrea Morelli, ha insistito sull’importanza dei valori : "In ogni squadra si impara qualcosa, ogni gruppo sportivo ha qualcosa che funziona bene, qualcosa che non funziona. Per noi in questo momento l’obiettivo della nostra squadra è quello di riuscire a condividere con i ragazzi l’eccellenza che abbiamo potuto imparare grazie ai nostri 15-20 anni di professionista. Dare al ciclismo quello che il ciclismo a dato a noi. Il valore della persona, la condivisione dei valori delle persone non è questione di nazionalità. Le squadre si migliorano con gli uomini e ogni paese, ogni cultura ciclistica si unisce proprio se le persone riescono a trasmettersi in modo reciproco i valori imparati".  

 

Il due volte vincitore del Giro d’Italia spiega la sua visione del ciclismo moderno : "Il futuro del ciclismo deve assomigliare un po’ al calcio perché tutto deve essere centralizzato all’interno delle squadra e avere una sinergia tra gli allenatori, i direttori sportivi, la dirigenza. Per ottenere risultati importanti bisogna partire da questa regola. Noi l’abbiamo fatto l’anno scorso quando abbiamo formato la squadra. Non sappiamo se i nostri ragazzi avranno un futuro nel ciclismo ma vogliamo che questi anni con noi possano essere una scuola di vita. Avevamo solo chiesto una cosa ai ragazzi : la serietà nel lavoro, nell’allenamento, nella quotidianità. E con grande soddisfazione devo dire che da novembre nessun corridore è stato richiamato per mancanza di serietà. Abbiamo vinto tanto e credo che la base dei risultati, oltre al grande talento di Matteo, venga proprio da questo sistema di lavoro, giorno per giorno lavorano con costanza e determinazione. E soprattutto i ragazzi vedono che c’è unità tra la dirigenza, io, Alberto, suo fratello, che molto spesso è dietro le quinte ma è un lavoratore instancabile e se questa squadra va avanti è gran parte il merito del fratello di Alberto. E noi cerchiamo di dare il nostro contribuito, la nostra esperienza insieme agli allenatori e i direttori sportivi". 

 

 

 

 

@IBdailyblog


26/05/2018
0 Poster un commentaire

Il 29 maggio, presentazione italiana della Fondazione Alberto Contador

Polartec-Kometa Italia.jpg

 

Comunicato stampa Polartec-Kometa Team

 

 

L'iconica Torre Pirelli di Milano, idea dell'architetto Gio Ponti, costruita negli anni 50 nel luogo dove una volta l’azienda del settore automobilistico aveva uno dei suoi primi centri di produzione, sarà la cornice della presentazione italiana della Fondazione Alberto Contador, martedì 29 maggio dalle ore 12.00. Un evento che ne ripercorrerà l'aspetto più sociale e dove la sua parte sportiva sarà presente anche con il concorso di tutta la sua struttura continentale.

 

Eric Yung, Vicepresidente internazionale di Polartec, e Giacomo Pedranzini, amministratore delegato di Kometa, presenteranno il loro rapporto con la Fondazione, il loro sostegno ai progetti sportivi e i valori che condividono. Alberto Contador, presidente della Fondazione, e Ivan Basso, manager sportivo della squadra continentale, saranno responsabili dell'introduzione del campo più competitivo, con un approccio ai nuovi e imminenti obiettivi della seconda parte della stagione, molto focalizzata sul territorio transalpino. In questa presentazione, in cui saranno presentati i corridori e lo staff tecnico che compongono la squadra, sarà presente anche Mauro Vegni, direttore del Giro d'Italia, che parlerà della sua passione per la montagna nel ciclismo e del suo desiderio di raggiungere la Valtellina quando possibile con la corsa rosa.

 

Ci saranno anche gli interventi di Lara Magoni, Assessore al Turismo della Regione Lombardia,  Massimo Sertori, Assessore agli Enti Locali della Regione, Franco Angelini, Amministratore Delegato della Provincia di Sondrio, Alessandro Meinardi, Direttore del Parco Nazionale dello Stelvio. La loro partecipazione aumenterà l'importanza del cicloturismo come risorsa turistica, permetterà di recuperare alcune delle azioni intraprese in questo campo e delineerà nuovi progetti per il futuro.

 

Dopo l'evento, la squadra si trasferirà a Bormio per iniziare un ritiro in Valtellina e finalizzare la preparazione di due dei principali obiettivi di questa stagione : il Giro d'Italia U23 (dal 7 al 16 giugno) e il Giro della Valle d'Aosta (dal 11 al 15 luglio). Durante questo periodo, la continentale Polartec-Kometa sarà anche una delle formazioni in corsa per il Gran Premio Città di Lugano (3 giugno) in Svizzera. Juan Pedro Lopez, recentemente promosso nella struttura continentale, sarà in questa fase con altri due membri della squadra U23 : Jorge Pastor Terol e l’italiano Daniele Cantoni.

 

Ivan Basso, team manager della  Polartec-Kometa : "La squadra si è già presentata in modo spettacolare a Madrid, e si presenta in ogni gara con la sua filosofia e la sua identità. In Italia la conoscono già molto, ma è importante, per la sua anima ispano-italiana con i fondatori e gli sponsor, dare anche una presenza all’italianità della squadra. È anche un momento importante della stagione con obiettivi in Italia. E il ritiro a Bormio è anche qualcosa di cui sono orgoglioso perché è una città che è molto vicina al proprietario di Kometa".

 

"Dato il carattere della nostra squadra, si tratta di un atto di grande significato. Siamo una squadra spagnola, ma abbiamo molte radici in Italia. E questa presentazione ci permette di evidenziare e valorizzare il carattere italiano della nostra squadra. Perché la maggior parte dei nostri sponsor sono italiani, perché abbiamo corridori italiani, perché tra i nostri obiettivi  ci sono le competizioni italiane, e c’è il rapporto con Ivan Basso... per molte e diverse ragioni considero questa presentazione molto importante. E naturalmente, siamo particolarmente entusiasti di portare la squadra a Bormio, la casa di uno dei nostri sponsor, Kometa, in modo che tutti possano godersi il loro soggiorno lì, in una zona con un grande amore per il ciclismo", dice Fran Contador, direttore generale della Polartec-Kometa.

 

 

 

 

@IBdailyblog


23/05/2018
0 Poster un commentaire

Juan Pedro López integra la Polartec-Kometa Continentale

Lopez.jpg

 

 

Comunicato stampa della Polartec-Kometa

 

 

L'andaluso Juan Pedro López (Lebrija, Siviglia, 31 luglio 1997) si unirà alla Polartec-Kometa Continentale il 1° giugno. Cresciuto sportivamente nelle strutture della Fondazione Alberto Contador, López diventa il dodicesimo corridore della squadra : "Non ci credo", dice il ciclista sivigliano, "Ho avuto la conferma solo domenica sera ed è stato uno shock. Anche a casa mia non ci credevano. Sono molto contento di questa opportunità, passare da una categoria all'altra era un sogno. Sono molto, molto eccitato. Non ho un sogno specifico, ma ho il desiderio di poter correre un giorno in un team WorldTour. Ma sono troppo giovane. E questo salto, andare passo dopo passo, adattandomi, con serenità, è molto importante".

 

López, popolarmente conosciuto come Juanpe, è stato, sabato scorso, il vincitore della Vuelta al Bidasoa, una gara in cui ha vinto la prima tappa e dove ha brillantemente difeso la sua leadership nell'ultima. Il corridore di Lebrija è arrivato quarto anche nella classifica generale della Coppa di Spagna Elite e U23, un torneo in cui ha avuto una possibilità matematica di vittoria fino all'ultimo giorno, e terzo del Gran Premio Macario de Alcalá de Henares. Nella Coppa di Spagna ha vinto la sua terza gara, il Trofeo Guerrita de Alcantarilla.

 

"Juanpe ha le qualità per la categoria U23 e deve fare un passo avanti. Tutti noi che facciamo parte dell'organigramma sportivo della Fondazione lo pensiamo. Dopo l'inizio di stagione che ha fatto, con quella regolarità nella Coppa di Spagna e con la recente vittoria a Bidasoa, per come questo trionfo è nato, vogliamo che faccia un passo avanti. E vogliamo che lo faccia in una struttura come Polartec-Kometa, nelle gare e con rivali di alto livello", dice Fran Contador, manager amministrativo della formazione. "Non è un corridore che passerà inosservato nell’ambiente", afferma Fran.

 

Per Rafael Díaz Justo, direttore sportivo della Polartec-Kometa U23 : "Juan Pedro è un corridore che conosciamo bene. Ha seguito l'intero percorso di formazione della Fondazione. Da junior, senza distinguersi come il migliore, ha lasciato segni per gli anni a venire. Il suo margine di miglioramento era molto interessante. I suoi primi due anni nella categoria sono stati di adattamento, ma l'anno scorso abbiamo visto che poteva fare un salto di qualità e così abbiamo pianificato questo passaggio alla Continentale. Ha lavorato molto. E una delle cose che mi è piaciuta di più, è vederlo, con l'ulteriore pressione di essere un leader, con ciò che comporta, non solo sostenere quel ruolo, ma anche crescere. È molto giovane, ma attualmente è uno delle tre o quattro migliori speranze del ciclismo spagnolo". 

 

Ivan, manager sportivo della Polartec-Kometa Continentale, saluta questo nuovo arrivo nella sua squadra : "La forza di un talento che è cresciuto in un progetto globale. Benvenuto a Juan Pedro López. Ti auguro tutto il meglio in questa nuova tappa". 

 

 

 

 

@IBdailyblog


14/05/2018
0 Poster un commentaire