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Ivan Basso Daily Blog

GCN Italia, LIVE con Ivan Basso, vincitore dei Giri d'Italia 2006 e 2010


 

Siamo nel mese di Maggio e GCN Italia vuole ripercorre i Giri d'Italia degli anni passati chiacchierando direttamente con i vincitori.

 

 

 

 

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15/05/2020
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Ivan Basso al Giro virtuale. Tappa 6 e 7

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Sito ufficiale Gobik

 

 

Per il finale del Giro Virtuale c’è una tappa in Piemonte, al confine con la Francia. E il Giro si conclude a Milano, con una cronometro. Tutto per mettere fine a un'edizione davvero speciale, la prima, un evento che "è stato vissuto in un momento complicato per tutti, siamo riusciti a vivere il Giro in modo diverso", afferma Ivan Basso, che applaude al risultato fine della gara virtuale. Un applauso che include preziose donazioni alla Croce Rossa italiana, in un momento difficile come quello attuale.

 

Ma non solo, questo Giro virtuale ha messo professionisti e dilettanti, giovani e meno giovani sullo stesso piano: "La generazione 2.0 ha trovato un uso totalmente nuovo per la bicicletta ed è stato in un momento in cui non c’era altro modo di godersela. È stato come pianificare una settimana di gran fondo, ogni settimana con due tappe". 

 

E non solo, perché il mix di tutti i tipi di pubblico ha costruito "un'esperienza che può essere ripetuta, perché anche nella vita normale le persone lavorano e non hanno tutto il tempo che vogliono. Ora puoi gareggiare di notte. Sono sicuro che la comunità ciclistica ne uscirà rafforzata",conclude.

 

Per Ivan Basso, Sestriere non ha mai avuto un ruolo importante nella sua vita sportiva, ma questo non gli impedisce di riconoscere che "è una delle salite più importanti del Giro, una montagna mitica per l'Italia, ma anche per il Tour, una cima dove i due grandi si incontrano".

 

Poi c'è l'ultima cronometro di Milano, l'epilogo di quindici chilometri che mette la ciliegina sulla torta in una città importante per Ivan: "A Milano ho vinto il Giro 2006, una bellissima città dove vediamo sempre più bici. Arrivare qui in rosa è stato magico, così vicino a casa, nella capitale della mia regione".

 

Ora possiamo pensare che il vero Giro si svolgerà nelle sue nuove date, che tutto migliorerà e che il ciclismo virtuale rimarrà un complemento di quello reale.

 

 

 

 

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09/05/2020
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KOO intervista Ivan Basso


 

Lunedì 4 maggio Ivan Basso era ospite di KOO per una diretta Instagram. Il manager sportivo della Kometa-Xstra Cycling Team ha risposto alle domande di Stefano Bertolotti.

 

 

 

 

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05/05/2020
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Ivan Basso al Giro virtuale. Tappa 4 e 5

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Sito ufficiale Gobik 

 

 

Il Giro virtuale entra in alta montagna con il percorso che inizia a girare attorno alla cima dell’Italia. La settimana scorsa Ivan Basso ha affrontato la prima delle tappe dolomitiche quando è stata riprodotta una parte della tappa che andava da Bassano di Grappa a Madonna Di Campiglio, Veneto puro e semplice, terra di sport e soprattutto di sci.

 

Furono 26 chilometri con 900 metri di dislivello verso Madonna di Campiglio, 26 chilometri di cui la metà pianeggiante e il dislivello nella seconda parte. Una specie di cronometro in due parti in cui "bisognava prendere un ritmo, ma risparmiare le gambe in vista del finale" suggerì Basso.

 

La gara virtuale entra in questi giorni in Lombardia. Vengono riprodotti gli ultimi 30 chilometri della 18a tappa, da Bocca del Braulio a Laghi di Cancano, un luogo magico, nel cuore del Parco Nazionale dello Stelvio."È un posto che conta tanto per me" ammette Basso. Qui c’è la storia del Giro d'Italia, con lo Stelvio, sì, ma anche il Gavia, Mortirolo e Aprica, dove sono riuscito a prendere la maglia rosa prima di vincere il mio secondo Giro ". Poi Bormio, città privilegiata con accesso a tutte le principali salite. 

 

In una giornata unica come questa domenica, Ivan Basso ricorda che la gara si svolge in Valtellina "la regione dove è nata mia madre". "L’arrivo è impegnativo, bisogna essere fresco prima di affrontare la salita", suggerisce Basso che conosce e ama tanto questa zona. "Ho scalato lo Stelvio per la prima volta quando avevo otto anni. Ho iniziato a salire e mi hanno detto che se fossi stato in grado di raggiungere un certo punto della salita fischiettando sulla mia bici, sarei riuscito facilmente a salire fino all cima. È così che ho scalato lo Stelvio per la prima volta" dice il lombardo.

 

Lo "Stelvio era in entrambe le edizioni del Giro e ho potuto anche passare da Tirano fermandomi a salutare i miei nonni vestiti di rosa". Queste cose non si dimenticano.

 

A proposito, la zona ospita la sede di Kometa, lo sponsor principale della squadra gestita da Alberto Contador e Ivan Basso. Stiamo parlando di un'azienda di prodotti a base di carne il cui emblema brilla in tutto il mondo stampato in una delle creazioni di Gobik nell'ambito del ciclismo professionale.

 

 

 

 

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04/05/2020
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Dallo Stelvio a Cancano: la tana di Basso-Contador

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Articolo di Luca Gialanella, Gazzetta Dello Sport

 

 

Giro Virtual sui rulli: in Valtellina, base del team dei campioni, gli ultimi 30 km della tappa regina. È corsa rosa show.

 

Ci sono luoghi dove torni sempre. Puoi inventarti mille novità, ma quando arrivi in Valtellina e alzi la testa al cielo, eccoli lì, i giganti. Sono oltre le nuvole, e ti sfidano. Lo Stelvio, la strada voluta dall’imperatore Francesco II d’Asburgo per collegare la Val Venosta a Milano attraverso la Valtellina.

 

Tre anni di lavori, dal 1822 al 1825, per far passare le diligenze ai 2758 metri del valico. Qui nel 1953 Fausto Coppi, nella Bolzano-Bormio, proprio nello stesso senso dei carri, spodestò Koblet per una delle imprese più grandi, e si vestì con la quinta rosa. Lungo lo Stelvio, l’anno scorso c’erano 12mila biciclette nella giornata dedicata ai Passi chiusi al traffico: appuntamento che anche stavolta, in estate, è pronto a richiamare gli appassionati, con tutte le misure sanitarie possibili. C’è il Passo Gavia, che dal 1960, dall’impresa di Massignan dal versante di Ponte di Legno, ruba il sonno ai corridori. C’è il Mortirolo che, giusto trent’anni fa, il 3 giugno 1990, è entrato nella storia della corsa rosa.

 

E campioni tra campioni, qui in Valtellina c’è la base della Kometa-Xstra, la formazione Continental di Alberto Contador e Ivan Basso. Simbolo di legame con il territorio, progetto di un nuovo ciclismo, che parte dai professionisti e arriva ai giovani: 38 corridori (14 Continental, 11 Under 23 e 13 juniores) più 22 dipendenti. Anche sociale, con la Fondazione Contador.

 

Ivan Basso è valtellinese da parte di madre, mamma Nives era di Bianzone. "Tutta la mia infanzia l’ho fatta in Valtellina con i nonni. Qui ho iniziato a pedalare, a 8 anni ho scalato l’Aprica e poi lo Stelvio. Qui sono passato in rosa nel 2006 sul Mortirolo, qui l’ho rimesso la rosa all’Aprica nel 2010".

 

Il Giro Virtual fa tappa in Valtellina, la terra delle leggende. È la quinta giornata. Da ieri tutti, anche i cicloamatori, possono pedalare sugli ultimi 30 km della tappa regina del Giro: 28 maggio, lo Stelvio da Trafoi e poi l’inedito traguardo ai Laghi di Cancano, 5400 metri di dislivello. Sui rulli, da casa, si inizia a pedalare in discesa dallo Stelvio, prima delle gallerie, si sfiora Bormio e subito in salita verso Valdidentro. La strada si avvita sulla montagna come un serpente: l’arrivo davanti alle due dighe che forniscono gran parte dell’energia elettrica a Milano.

 

 

- Basso, che tappa è?

 

Sono di parte, ma è la tappa più bella del Giro. Lo Stelvio negli ultimi 40 km vuol dire che non hai recupero. A tre giornate dalla fine, qui si sarebbe deciso il Giro: Cancano non è una salita impossibile, sono 9 km al 7% medio, ma nelle gambe hai lo Stelvio dal versante più duro.

 

 

- Come prosegue l’attività della sua squadra Kometa?

 

Questa è una terra legata alla bicicletta, e con le e-bike si fanno più presenze che con gli sciatori. La bicicletta è un valore aggiunto enorme per la Valtellina, ha cambiato il modo di intendere il turismo, penso soltanto alle giornate in cui vengono chiusi i tre Passi (Stelvio, Gavia e Mortirolo, ndr), oppure al Contador day. Noi abbiamo qui la nostra base. Un legame che non è solo di sponsor, ma di territorio, di emozioni: io e Contador siamo legatissimi a questa terra.

 

 

- Il ciclismo è fermo, non si sa quando si ripartirà, e le prospettive quali sono?

La Kometa ha già confermato l’appoggio. E io credo che dalle grandi crisi possano nascere grandi opportunità. Quando vado a parlare con le aziende, vedo che c’è sempre un grandissimo interesse per il ciclismo. E sono aziende nuove, che credono in questo sport. Sta a noi manager far capire che il ciclismo non è solo agonismo ma uno straordinario investimento di marketing e pubblicità, e trovare le formule giuste.

 

 

 

 

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03/05/2020
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Ivan Basso al Giro virtuale. Tappa 3

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Sito ufficiale Gobik

 

 

Il Friuli è una piccola regione, tra la Slovenia e l'Austria, non molto grande ma formidabile nella memoria di Ivan Basso, perché in Friuli sorge lo Zoncolan, un colosso montuoso dove Basso iniziò a vincere il suo secondo Giro.

 

La terza tappa del Giro Virtuale ha attraversato questi luoghi, per quasi 27 chilometri dal circuito finale previsto a San Daniele del Friuli, la 16a tappa del Giro d’Italia 2020. "È un percorso che ha una salita di quasi tre chilometri al 10% e percentuali fino ai 16%" descrive Ivan Basso, che spiega il valore gastronomico del luogo, patria del prosciutto crudo di San Daniele, l'altro grande nome del prosciutto in Italia, insieme a Parma, nella vicina Emilia.

 

E quando parliamo del Friuli con Ivan Basso, lo Zoncolan arriva inevitabilmente nella discussione. Esattamente dieci anni fa, nella penisola italiana si è svolto un Giro pazzesco, con tappe memorabili come lo sterrato di Montalcino e la fuga dell’Aquila. Da quelle tappe è emerso un ciclista di Talavera, David Arroyo, che aveva opzioni quasi fino alla fine, opzioni per vincere.

 

L'assalto di Basso ha avuto due episodi, il primo sullo Zoncolan: "È stato un giorno molto speciale, possiamo considerarlo uno stadio verticale, la gente deve lasciare l'auto in basso e salire. Qui la testa conta, ottenere il meglio da ogni colpo di pedali e vincere è come farlo nello Stelvio o nel Mortirolo, è una salita mitica". Ivan descrive lo  Zoncolan come "il giorno della rinascita" anche se ha preso il comando della gara sul Mortirolo: "Siamo riusciti a distanziare Arroyo in salita. La discesa è stata terribile, molto complicata, è incredibile come tutto possa andare sprecato in poco tempo". Nel 2006 Ivan Basso era anche stato in rosa nella regione del Friuli. 

 

Con due tappe già celebrate, Ivan ammette che "la sensazione di competere virtualmente è buona. Ci sono nomi come Ballan, Chiapucci o Tafi, siamo collegati da Zoom con la Gazzetta e parliamo dei vecchi tempi". Spera di poter uscire presto con la sua bicicletta, ma oggi più che mai "il digitale è il nostro alleato quotidiano e penso che rimarrà un complemento perfetto".

 

 

 

 

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27/04/2020
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Kometa-Xstra Challenge by Gobik, tre prove da condividere pedalando con la Fondazione Alberto Contador

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Sito ufficiale Kometa-Xtra Cycling Team

 

 

I corridori della squadra giovanile inaugureranno questo lunedì 27 aprile, a partire dalle ore 18.00, una serie di incontri di ciclismo indoor con il Kometa-Xstra Challenge di Gobik, sulla piattaforma Zwift, in collaborazione con la Fondazione Alberto Contador e il decisivo sostegno di Amg HERO e ADZ.

 

Ci saranno tre corse di un'ora in cui l'obiettivo principale è quello di condividere la pedalata e rafforzare i legami tra gli appassionati di ciclismo e i professionisti e le strutture agonistiche della Fondazione. Per questo motivo, ogni evento è stato progettato in modo che i giovani, gli U23 e i professionisti possano partecipare in modo indipendente.

 

Le tre gare saranno trasmesse in streaming attraverso il profilo Youtube della Fondazione Alberto Contador e avranno la partecipazione di Juan Mari Guajardo, la voce del ciclismo, come maestro di cerimonie. Grazie al lavoro di Amg HERO e alle competenze tecniche di una squadra guidata da Luis de Pedro, triatleta dell’Elemental Tri Infinity di Móstoles, sarà possibile seguire l'evoluzione delle corse sia nel prisma virtuale che nel mondo reale.

 

La squadra giovanile guidata da Guillermo Gutiérrez sarà la prima a partecipare a questa iniziativa. Francesc Bennassar, Pablo García, Marius Knight-Chaneac, David Quevedo, Alejandro Luna, Miguel Ángel Molina e Miguel Ramos saranno i partecipanti ufficiali dei cinque giri del circuito di Innsbruck.

 

Quattro giorni dopo, venerdì 1 maggio, cl saranno quattro giri sul circuito di Richmond con la squadra U23 diretta da Rafa Díaz Justo, formazione che in quella data avrebbe dovuto competere nella Santikutz Klasika di Legazpi. Il venerdì 8 maggio, sul circuito di Watopia, ritroveremo la continentale Kometa-Xstra Cycling Team, che avrebbe dovuto disputare la Vuelta a Asturias. La squadra sarà guidata da Jesús Hernández e Dario Andriotto. 

 

 

 

 

 

 

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25/04/2020
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