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Gli italiani della Kometa-Xstra : intervista a 4 con Puppio, Verza, Garavaglia e Fancellu

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Articolo di Nicolò Vallone, Tuttobiciweb

 

 

- Qual è la vostra storia e quale il vostro obiettivo ?


Giacomo Garavaglia : "Nella mia famiglia nessuno andava in bici, io giocavo a calcio. Però mi piaceva anche pedalare, e seguendo il consiglio di una sua collega, mia mamma mi fece praticare il ciclismo. Partendo dalla categoria G5 sono poi arrivato tra i dilettanti. L’anno scorso ero alla Colpack, ma una tendinite mi ha condizionato. Ora qui ho un’occasione d’oro". Riccardo Verza : "Mio papà era un professionista, io ho iniziato in G2 e poco alla volta mi sono tolto molte soddisfazioni da junior: ho partecipato a due Mondiali e vinto diverse gare. Dopo un paio d’anni di difficoltà, ho ritrovato me stesso alla Zalf. Qui voglio ritrovarmi ancora di più". Antonio Puppio: "Dopo aver scalato tutte le categorie, l’anno scorso sono arrivato qua e quest’anno mi piacerebbe essere un punto di riferimento".

 

Ecco, un punto di riferimento. Puppio, a livello di personalità, sembra avere le caratteristiche del leader, pur non essendo il più anziano del gruppo. È lui infatti a fare da "interprete" e "collante" tra il manipolo degli italiani e gli altri elementi del team. Gli chiediamo allora come siano i rapporti con gli altri ragazzi : "Inevitabilmente si tende a fare gruppo con quelli della stessa nazionalità, ma è altrettanto inevitabile andare d’accordo quando si condivide così tanto tempo insieme lavorando seriamente come facciamo tutti noi della Kometa".

 
 

- Passare tempo insieme è uno degli aspetti principali del professionismo. Com’è l’impatto con la vita in questa categoria ?


Risponde Verza :"C’è più serietà, accettano meno errori. Tra i dilettanti diciamo che è permesso un po’ tutto. Qua invece è un lavoro. Stare lontani da casa? Sì, questa è una delle peculiarità più sali di livello, ma pian piano ci si abitua".

 

 

- E nello specifico, cosa significa essere alla Kometa-Xstra ?


Puppio : "Un’importante opportunità per entrare nel grande ciclismo". Garavaglia va più nello specifico : "Non ci fanno mancare nulla, ed è un orgoglio far parte del team di Ivan Basso e Alberto Contador". Interviene Fancellu : "Se siamo qui, significa che hanno puntato su di noi ed è qualcosa che ti stimola".

 

 

- Dev’essere stato difficile allenarsi la scorsa settimana, qui tra Valencia e Alicante con la tempesta Gloria…


"Il primo giorno ci siamo trasferiti a Benidorm per allenarci. Nei giorni successivi abbiamo svolto attività alternative : palestra e rulli. Una situazione climatica del genere non si era mai vista !"

 

 

- Qual è il vostro rapporto con gli studi ?


Garavaglia : "Ho iniziato con Architettura al Politecnico di Milano, poi però è diventato difficile conciliare tutto e mi sono iscritto a Scienze Motorie in un’Università telematica". Con i giusti compromessi, insomma, si può continuare la propria formazione. Dice Puppio : "Studiavo Matematica ma poi l’ho messa da parte, non per inconciliabilità ma per semplice priorità : avverto il bisogno di mettere tutto me stesso nel ciclismo". Diverso il percorso di Verza : "Mi sono diplomato in una scuola (Istituto Logistico) che permetterebbe già di trovare un lavoro".

 

 

- Qual è la vostra miglior qualità ?


Puppio : "La testardaggine". Garavaglia : "La costanza". Verza : "Il fare gruppo". Fancellu : "Il mettermi a disposizione".

 

 

- Qual è la gara che vi ha emozionato di più ?


Puppio : "Il Giro di Sicilia 2019 : ben organizzato e con un pubblico molto caloroso, come sempre al Sud". Verza : "La 3 Giorni Orobica vinta nel 2014 al primo anno da junior". Garavaglia : "Capodarco 2017, quando ero alla Viris : arrivai 7°, ma poche volte ho provato la stessa adrenalina come in quell’occasione! Me la giocai coi primi, e all’arrivo c’era tanta gente assiepata ai lati del percorso".

 

 

- E la gara che sognate nel vostro futuro ?


Esordisce Puppio con un "Non te la dico". Meno scaramanticamente, Verza confessa: "La Strade Bianche, anche perché nel 2014 la vinse il mio idolo Michal Kwiatkowski". Fancellu è sentimentale: "Il Giro di Lombardia : quelle sono le mie strade". Conclude Garavaglia : "Alessandro mi ha anticipato col Lombardia, allora dico la Liegi-Bastogne-Liegi". Insomma, i nostri ragazzi amano le grandi classiche.

 

 

- Chi sono i vostri modelli ?


Verza ci ha già risposto prima, e Fancellu lo conosciamo già (Nibali). Esordisce allora Puppio, che da buon cronoman dice Fabian Cancellara : "Lo vidi dal vivo ai Mondiali di Mendrisio e tantissime volte in tv: un’ispirazione per come interpretava le gare". Garavaglia esprime addirittura due preferenze : "Sembra troppo facile, essendo qui alla Kometa, ma… Alberto Contador, per l’inventiva. E Chris Froome, per la dedizione al lavoro".

 

 

- Concludiamo. Siete appassionati di altri sport oltre al ciclismo ?


Fancellu : "Il motocross". Verza : "Conor MacGregor. Sì, non seguo le discipline di lotta, ma sono proprio un suo fan". Garavaglia : "Seguo tiepidamente il calcio, sono milanista. E sono un tifoso di Valentino Rossi". Anche Puppio, infine, segue i motori. Del resto, sempre di corse e di ruote si tratta. Ma la strada di questi ragazzi è quella delle ruote mosse dalle gambe. E allora, come si suol dire, gambe in spalla e pedalare. Verso futuri successi.

 

 

 

 

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28/01/2020
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