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Ivan Basso: “Spirito di sacrificio e tanta energia: così nasce la nuova Eolo-Kometa”

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Intervista di Damiano Franzetti, Varsenews

 

 

L'ex maglia rosa è il gm del team professionistico sponsorizzato da Luca Spada: "Avremo qualche atleta esperto e tanti talenti da crescere; la sede a Busto è una scelta fantastica". Tra i corridori in arrivo anche Eddy Ravasi.

 

  

Sono trascorsi poco più di due mesi dall’annuncio della nascita dell’Eolo-Kometa Cycling Team, la squadra ciclistica (evoluzione della attuale Kometa-Xstra) a forte matrice varesotta destinata a gareggiare dal 2021 tra le formazioni Professional con l’intento di diventare una presenza sempre più quotata nel mondo del pedale. E di divenire anche una realtà importante sul territorio, vista la scelta di avere un vero quartier generale a Busto Arsizio, all’interno della sede del main sponsor Eolo.

 

 

A guidare le operazioni, come noto, c’è Ivan Basso da anni accanto al fondatore della squadra Alberto Contador e trait-d’union con Luca Spada, l’imprenditore varesino che ha scelto di legare il proprio marchio e la propria struttura al progetto ciclistico. A breve la Eolo-Kometa svelerà i corridori prescelti per la stagione 2021 (il primo annuncio è per il 22enne spagnolo Arturo Gravalos) tra i quali pare ormai certo ci sarà anche Edward Ravasi, uno dei "pro" del Varesotto, in arrivo dal team UAE Emirates. Sulla formazione, Basso resta abbottonato, ma l’ex maglia rosa fa il punto della situazione con VareseNews per quanto riguarda il decollo dell’intero progetto.

 

 

"Cominciamo con grande energia e d’altra parte questo è il modo migliore per affrontare il momento. Siamo alla vigilia di un altro lockdown e sappiamo bene quali siano le problematiche sanitarie ed economiche in corso. Proprio per questo motivo non possiamo che lavorare con grande dedizione e sacrificio: chi fa parte della nostra struttura è pronto per remare nella stessa direzione, è conscio che non ci sono privilegi e anzi c’è molto da fare. Sappiamo che chi opera bene oggi avrà dei vantaggi domani e questa deve essere la filosofia: i problemi si affrontano non con i lamenti ma con le soluzioni, le idee permettono di battere la crisi. Un messaggio che mi piace fare passare, perché questa è la strada che vogliamo seguire".

 

 

- Ivan, innanzitutto, che tipo di squadra nascerà nei prossimi giorni?

 

Al di là dei nomi, sui quali preferisco attendere di poter dare gli annunci ufficiali, l’idea è quella di avere alcuni corridori più esperti, con all’attivo già qualche stagione di buon livello, e di affiancarli con giovani interessanti che possono crescere nei prossimi anni. Ci stiamo muovendo in questa direzione: l’obiettivo è quello di fare bene a medio-lungo termine. Non abbiamo l’assillo del risultato subito, a tutti i costi, ma la volontà è quella di affermarci nel tempo. E il sogno, lo abbiamo già detto, sarà quello un domani di primeggiare al Giro.

 

 

- Sul mercato ci sarebbe anche Fabio Aru: avete pensato anche a lui?

 

La possibilità di arrivare ad Aru è stato motivo di riflessione tra noi dirigenti e gli sponsor-azionisti, non lo nego. Però non abbiamo portato avanti quest’idea per due motivi: il primo è che non era in preventivo un budget per arrivare a un corridore come Fabio, il secondo riguarda proprio il tipo di squadra che stiamo costruendo. Se ingaggi Aru, devi pensare a una struttura che supporti un corridore di quel genere; noi avevamo invece scelto una politica differente, quella appunto di avere giovani in rampa di lancio e qualche corridore già pronto e quindi seguiremo questa strada. Senza, ovviamente, nulla togliere a un campione quale è Fabio.

 

 

- In una annata del genere, fare programmi sul calendario delle corse è difficile. Però, l’obiettivo è quello di disputare il Giro d’Italia. O sbaglio?

 

Per fare il Giro serve un invito, e non è mia intenzione in questo momento entrare nelle discussioni relative alle wild card per le grandi competizioni. Dico questo: esistono dei criteri di valutazione organizzativi e sportivi per ottenere questi inviti, perciò la Eolo-Kometa deve fare bene il proprio lavoro e guadagnare sul campo la chiamata al Giro e ad altre gare.

 

 

- Quindi da dove si comincia?

 

Vista la situazione, intanto, partiamo con un training camp virtuale tra il 16 e il 18 novembre. Ci collegheremo a distanza, tecnici e corridori, per una serie di riunioni e per impostare un lavoro da svolgere in forma individuale. Il primo ritiro è previsto per dicembre, naturalmente pensando prima alla salute e alla sicurezza e poi allo sport. Nel frattempo abbiamo annunciato l’arrivo dell’ex professionista britannico Sean Yates nel ruolo di responsabile dell’area sportiva del team.

 

 

- Come procede l’allestimento del quartier generale di Busto Arsizio?

 

Bene, stanno iniziando i lavori per dare all’area un volto definitivo e mi piace soffermarmi su questo argomento. La sede interna a Eolo è una creatura in cui Luca Spada crede fermamente: è davvero una cosa molto bella e importante avere una propria casa dove nascono idee, progetti, dove si ritorna per esaminare le cose andate bene e affrontare i problemi incontrati per strada. Per la Eolo-Kometa la sede di Busto sarà quel che è la Continassa per la Juve, Milanello o la Pinetina per Milan e Inter: un concetto che reputo molto interessante anche in ambito ciclistico.

 

 

- Anche a livello di biciclette avete fatto una scelta "interna", con il marchio spagnolo Aurum.

 

Sì, è un progetto sviluppato da Alberto (Contador ndr) anche con il mio supporto. Usare le Aurum fa parte dell’idea di una gestione globale dell’intero team: abbiamo valutato che possa essere un valore aggiunto avere un fornitore di biciclette interno al nostro gruppo.

 

 

- Chiudiamo con uno sguardo alla stagione 2020 che per molti versi – a partire dal Giro – ha dato esiti sorprendenti. Come legge, Ivan Basso, quel che è accaduto sulle strade dei "pro"?

 

Faccio due premesse: la prima è che ho seguito relativamente a distanza, visto che la mia squadra non partecipava ai grandi appuntamenti; la seconda è che il calendario, forzatamente compresso per la pandemia, ha dato vita a una stagione anomala. Quel che posso dire è che sicuramente è in atto un cambio generazionale importante nel mondo del ciclismo, però non è detto che nel 2021 le cose vadano allo stesso modo. Da parte nostra, è bello provare a leggere quello che sta accadendo: l’obiettivo della Eolo-Kometa è quello di scovare talenti, valorizzare ragazzi in crescita e magari dare un’occasione a corridori validi che però non sono ancora riusciti a sbocciare altrove.

 

 

 

 

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06/11/2020
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