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Ivan: "Io e Contador in volo. Vogliamo fare la storia partendo dal fondo"

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Intervista di Matteo Pirelli, Gazzetta Dello Sport

 

 

Sempre al lavoro. Anche in tempi di Covid. Ivan Basso in questi giorni è a Pinto, Madrid, dove assieme ad Alberto Contador sta pianificando il 2021 della sua Eolo-Kometa. Sarà un anno importante per la squadradeidue excampioni (sette grandi Giri per lo spagnolo, due per il varesino) visto che sbarcherà nella categoria Professional, cioè appena un gradino sotto il World Tour. "Il 7 dicembre si parte conil ritiro da Oliva,non lontano da Valencia, rispettando tutti i protocolli di sicurezza. Nel frattempo stiamo facendo dei training camp via zoom: abbiamo il 60% di corridori nuovi e dobbiamo conoscerci meglio" dice Ivan.

 

 

- Basso, sarà una squadra di soli giovani o ci sarà qualche nome importante?


La nostra filosofia è fare crescere i talenti che un giorno magari saranno come noi... L’azienda mi chiede un progetto dimedio-lungo termine, prendere un big significa sacrificare parte del budget, senza considerare che attorno a lui bisognerebbe costruirgli una squadra importante. Noi ora andiamo in un’altra direzione.

 

 

- Sa già che se arriveranno gli inviti per i grandi giri molti penseranno che è solo perché questa è la squadra di Basso e Contador?


Io mi preoccupo solo a lavorare bene e rispondo solo alla proprietà. Per il resto, sono abituato a critiche e insulti visto che ho fatto il corridore: servono anche quelli.

 

 

- Come vi state muovendo?


Prima di tutto abbiamo preso due uomini di esperienza come Stefano Zanatta e Sean Yates che ci daranno una grande mano. Poi contiamo di mantenere i giovani più talentuosi.

 


- Sperando che non vengano saccheggiati dai grandi team...


Dovremo essere bravi noi. Se riusciremo a entrare nel World Tour rimarranno qui....

 

 

- I corridori più interessanti?


Ce ne sono tanti, se sono qui è perché crediamo in ognuno di loro. Non è simpatico fare nomi ma dico in ordine sparso Bais, Wackermann, Belletti, Pacioni, Ravasi, Ropero.

 

 

- L’anima è italiana...


Proprietà e licenza sonoitaliane e la base operativa sarà a Casa Eolo, a Busto Arsizio, che nella nostra testa deve diventare una sorta di Milanello della squadra. In quel luogo dovranno nascere idee, progetti, start up.

 

 

- A livello di risultati cosa vi aspettate?


Abbiamo tanta voglia di crescere e un giorno fare la storia. Per riuscirci, serve remare tutti nella stessa direzione.

 

 

- In questo senso, lei e Contador siete una garanzia.


Ci siamo conosciuti bene alla fine della nostra carriera, quando correvamo assieme alla Tinkoff e abbiamo sempre avuto una complicità incredibile.

 

 

- Che ruoli avete all’interno della squadra?


Io ho la responsabilità globale del progetto e curo i rapporti con gli sponsor. Alberto si occupa di più dei corridori e della parte tecnico-tattica. Per la parte amministrativa ci siamo affidati a Fran, il fratello di Alberto.

 


- Come ha fatto a trovare sponsor disposti a investire nel ciclismo in un momento così?


Un grande imprenditore non va convinto, è già un leader e sa come muoversi. Io ho solo fatto conoscere il progetto, nulla più. Il resto lo ha fatto la magia del ciclismo, uno sport che unisce, porta emozioni, abbatte le barriere e mette di buon umore.

 

 

 

 

@IBdailyblog



18/11/2020
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