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Moschetti fa la storia del team di Contador. Modello ? Mapei giovani

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Articolo di Mattia Bazzoni, Gazzetta Dello Sport

 

 

Nel febbraio dolce del ciclismo italiano c’è un altro nome da segnare, quello di Matteo Moschetti. Classe 1996, milanese di Robecco sul Naviglio (lo stesso paese dell’ex pro’ Andrea Noè), campione italiano under 23, Matteo ieri ha domato un po’ tutti gli elementi – il freddo, la pioggia, le strade nervose – per conquistare la prima tappa del Tour of Antalya : 155 km con due gpm prima di battere in volata il bresciano Jakub Mareczko (Wilier-Selle Italia), l’italiano più vincente delle ultime tre stagioni. In un colpo di pedale, Matteo ha stabilito sia la sua prima vittoria tra i grandi, sia il primo trionfo della Polartec-Kometa, la neonata Continental spagnola di Alberto Contador e Ivan Basso.

 

FILIERA "Un successo del tutto inaspettato – spiega Matteo –. Dopo la Valenciana non sono stato bene, la Turchia era in dubbio: ora mi ritrovo con la maglia di leader e non mi sembra vero". Il tricolore under 23 viene dalla Viris Maserati, era da tempo in orbita Trek-Segafredo e ha corso con la Nazionale mista di Cassani. "Ivan mi ha contattato dopo la vittoria nel campionato italiano : il proget- to mi ha attirato subito". La sua storia spiega bene la filosofia della Polartec-Kometa, una nuova, bella realtà : 38 atleti, dai 15 ai 23 anni, in tre team– Continental, Under 23 e Junior. Insieme a Moschetti c’è un altro azzurro, l’oro europeo e bronzo mondiale jr Michele Gazzoli : una promessa in rampa di lancio. La filiera funge da vivaio della Trek-Segafredo e alla guida vede, oltre a Basso e ad Alberto Contador, anche il fratello Fran, e i d.s. Jesus Hernandez e Dario Andriotto. "È la nostra azienda — racconta Ivan — o meglio la nostra squadra del cuore : siamo in tre, non ci attribuiamo cariche. Pochi formalismi, più sostanza".

 

ESEMPIO Il team ha un’identità chiara. "Il nostro modello è la Mapei giovani di fine Anni 90. Ci rivolgiamo alle future generazioni, cerchiamo giovani talenti o talenti inespressi. È un progetto che parte dai bambini, dalle scuole di ciclismo con cui stringiamo gemellaggi. I dilettanti sono partiti fortissimo grazie alla vittoria di Giuliano Kamberaj in Spagna, ai professionisti chiedo di lottare per ogni traguardo". Anche la struttura della squadra è all’avanguardia grazie alla collaborazione con il Mapei Center : "Entro sera ogni atleta deve caricare i dati dell’allenamento su una piattaforma. Questi vengono valutati da Andrea Morelli e Matteo Azzolini di Mapei Sport, gli allenatori. Anche io e Alberto controlliamo tutto : vogliamo formare uomini, atleti a tutto tondo. Il nostro obiettivo è essere ricordati tra 10 anni per avere fatto qualcosa di importante partendo dalle basi".

 

 

 

 

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23/02/2018
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