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Zanatta e il nuovo progetto Eolo-Kometa: "Ivan ha la stessa grinta di quando correva. Al Giro vogliamo sorprendere"

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Intervista di Emanuele Peri, Bicisport
 
 
- Alberto Contador e Ivan Basso per il loro grande debutto al Giro d’Italia come manager del team Eolo-Kometa, si sono affidati a un direttore sportivo di esperienza e professionalità che saprà mettere al servizio dei suoi corridori anni e anni di esperienza. La maglia rosa da tecnico Stefano Zanatta l’ha vinta già due volte, ma in un team non WorldTour le ambizioni cambiano.
 
Il nostro obiettivo al Giro è vincere una tappa. Sappiamo che non sarà facile, siamo appena entrati nel circuito Professional e bisogna mettere appunto ancora tante cose. Quel che è certo è che onoreremo le ventuno tappe andando all’attacco con coraggio sperando che un’azione ci possa sorridere.
 
 
- Ma facciamo un passo indietro. Zanatta, che ormai aveva deciso di abbandonare le corse dopo anni in ammiraglia, ha ricevuto una telefonata dal suo vecchio campione alla Liquigas, Ivan Basso, ed è tornato per sposare questo ambizioso progetto.
 
È vero, avevo deciso di smettere, ma come fai a dire di no a Ivan? Io e lui abbiamo un bellissimo rapporto, di amicizia sicuramente, ma anche equilibrato e professionale quando è il momento di lavorare. Ho accettato la sua richiesta perché sa quello che fa e io voglio mettere a disposizione la mia esperienza per raggiungere traguardi importanti.
 
 
- Ma com’è questa nuova versione di Basso? Zanatta lo conosce bene fin da quando era corridore e rivederlo come manager di una squadra importante come la Eolo-Kometa non può che avergli fatto una certa impressione.
 
Beh, sicuramente dal suo passato da corridore Ivan ha portato il suo essere esigente. Alla Liquigas era un carro armato, voleva che tutto funzionasse alla perfezione. Condivideva tutto con noi tecnici e insieme trovavamo sempre la soluzione ai problemi. Non a caso, abbiamo portato quei risultati. Ora da "capo" pretende le stesse cose, è questa la mentalità vincente per far crescere la squadra.
 
 
- La squadra non ha ancora ottenuto una vittoria in questa prima parte di stagione, ma bisogna ricordare che ha corso davvero poco. Le corse spagnole di gennaio e febbraio sono saltate, così che il debutto è slittato al Laigueglia e alla Tirreno-Adriatico di marzo.
 
Già, siamo stati molto sfortunati. Ovviamente alla Tirreno abbiamo cercato di metterci in mostra con Albanese che ha indossato per alcuni giorni la maglia di leader dei GPM mentre alla Coppi e Bartali con le fughe di Dina e l’ottimo piazzamento in generale con Ravasi abbiamo dimostrato di esserci.
 
 
- La Eolo-Kometa è una squadra che punta molto sui giovani, sono ben undici gli Under 25 in rosa, ma che crede anche alla rivalutazione di corridori che con gli anni si sono persi e non sono riusciti a mantenere le aspettative, come Albanese, vincitore del Prestigio Bicisport, o lo stesso Ravasi, secondo al Tour de l’Avenir 2016.
 
Sono corridori che hanno bisogno di tempo e stimoli. Le qualità le hanno, altrimenti non avrebbero fatto quei risultati tra i dilettanti. Il nostro progetto nasce proprio su questa linea, sono ragazzi italiani forti che possono tornare grandi. In appoggio a loro, e ai tanti giovani, ci sono poi atleti più esperti come Gavazzi e Belletti che possono aiutarli nel loro percorso di crescita.
 
 
 
 
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30/03/2021
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